La bellezza delle mosche morte
Scritto da Daniela de Rosa in Londra | PermalinkChi se lo aspettava che la mostra di Damien Hirst alla Tate Modern fosse così bella. Con tutto quello che gli hanno detto – un businessman dell’arte contemporanea, troppo furbo, artista gonfiato le cui opere cadranno nel dimenticatoio da qui a qualche anno e chi le ha le venda subito – non avevo grandi aspettative. E invece. A parte la coda che bisogna fare per entrare nel cubo nero in cui è esposto il teschio incastonato di diamanti (anche questo bellissimo), il resto della mostra è quantomeno interessante e a tratti soprendente. Perché se è vero che la mucca sezionata l’abbiamo già vista e il vitellino in formaldeide pure, ogni opera ha un significato (spiegato benissimo dalle didascalie e dal libretto che viene consegnato all’ingresso) che non si può non condividere. Morte, vita, bellezza, scienza, fede. Grandi temi concentrati, magari, in un mozzicone di sigaretta. E alcune opere, quelle fatte con le farfalle, per esempio, sono belle, anzi bellissime. E Damien, ossessivamente concentrato sull’allineare in ordine perfetto ogni minimo oggetto, dalle medicine agli zirconi, deve essere il marito perfetto che tiene le sue cose in ordine maniacale. Almeno quando non torna a casa con animali morti…











































