Un bancomat in ogni casa
Scritto da Carlo Bocchialini in Parigi | PermalinkPersonalmente trovo i francesi un po’ complicati. Generalizzo, ovvio, ma in generale sono cervellotici. È complicata la lingua, con un sacco di lettere che non si pronunciano ma si scrivono lo stesso, un sacco di regole e altrettante eccezioni. Sono complicati i numeri (76 diventa sessanta-sedici, 95 ottanta-quindici). È complicata la scuola: non vai in prima, seconda, terza, ma in CP2, CM1 e via discorrendo. Gli esempi sarebbero tanti.
Una cosa che lascia perplessi molti italiani sono i codici alle porte. Difficile trovare il suo bel campanello: Mario Rossi, suono, mi aprono, salgo. No, c’è la tastiera. Neanche fosse un bancomat. Da noi li trovi al massimo all’ingresso di qualcuno che vuol fare il ganassa (quelli veri adesso mettono l’impronta digitale), in Francia sono in tutti i palazzi. Di solito c’è una doppia porta, per cui doppio codice. Sono rari, ma esistono, i casi in cui davanti alla seconda ci sono i campanelli, coi nomi (allora li conoscono!!!)
I più previdenti annotano quelli degli amici intimi sulla rubrica del cellulare. Se la frequentazione è saltuaria, gli inviti a cena sono sempre accompagnati dai codici di ingresso. Non ce li hai, stai fuori. In tempi di telefonini, alla peggio chiami i padroni di casa, ma a volte non hai il numero o c’è rumore in casa (festa agitata) e loro non rispondono. I primi mesi parigini ci capitò diverse volte di restare in strada un quarto d’ora ad aspettare l’ospite successivo più previdente. In un mondo distratto, se sei tu che aspetti gente a cena ti piovono quelle sette o otto telefonate di richiesta codici.
Hanno un vantaggio: dimentichi le chiavi, almeno puoi entrare e aspettare qualcuno della famiglia sul pianerottolo e non sotto la pioggia. Par contre, come dicono i francesi, i codici li dai a cani e porci e quindi l’effetto sicurezza va a farsi benedire. Perché li usano? Alla domanda, rivolta a diversi amici, nessuno a saputo darmi una spiegazione univoca. È così, punto.
Morale: non scandalizzatevi quando siete a Parigi e vedete le tastiere di fianco ai i portoni. Anzi, qualora foste invitati a casa di qualcuno, fate “quelli del luogo”: chiedete i codici.










































