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	<title>What&#039;s on? &#187; Damien Hirst</title>
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		<title>La bellezza delle mosche morte</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 10:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela de Rosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Damien Hirst]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi se lo aspettava che la mostra di Damien Hirst alla Tate Modern fosse così bella. Con tutto quello che gli hanno detto &#8211; un businessman dell&#8217;arte contemporanea, troppo furbo, artista gonfiato le cui opere cadranno nel dimenticatoio da qui a qualche anno e chi le ha le venda subito &#8211; non avevo grandi aspettative. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.leiweb.it/news-mondo/2012/04/26/la-bellezza-delle-mosche-morte/35965_absolution-iia-tif/" rel="attachment wp-att-4303"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4303" title="35965_Absolution IIa.tif" src="http://blog.leiweb.it/news-mondo/files/2012/04/060a-660x526.jpg" alt="Un'opera di Damien Hirst" width="660" height="526" /></a></p>
<p>Chi se lo aspettava che la mostra di <strong>Damien Hirst</strong> alla <a href="http://tate.org.uk" target="_blank"><strong>Tate Modern</strong></a> fosse così bella. Con tutto quello che gli hanno detto &#8211; un businessman dell&#8217;arte contemporanea, troppo furbo, artista gonfiato le cui opere cadranno nel dimenticatoio da qui a qualche anno e chi le ha le venda subito &#8211; non avevo grandi aspettative. E invece. A parte la coda che bisogna fare per entrare nel cubo nero in cui è esposto il teschio incastonato di diamanti (anche questo bellissimo), il resto della mostra è quantomeno interessante e a tratti soprendente. Perché se è vero che la mucca sezionata l&#8217;abbiamo già vista e il vitellino in formaldeide pure, ogni opera ha un significato (spiegato benissimo dalle didascalie e dal libretto che viene consegnato all&#8217;ingresso) che non si può non condividere. Morte, vita, bellezza, scienza, fede. Grandi temi concentrati, magari, in un mozzicone di sigaretta. E alcune opere, quelle fatte con le farfalle, per esempio, sono belle, anzi bellissime. E Damien, ossessivamente concentrato sull&#8217;allineare in ordine perfetto ogni minimo oggetto, dalle medicine agli zirconi, deve essere il marito perfetto che tiene le sue cose in ordine maniacale. Almeno quando non torna a casa con animali morti&#8230;</p>
<p><a href="http://blog.leiweb.it/news-mondo/2012/04/26/la-bellezza-delle-mosche-morte/attachment/033/" rel="attachment wp-att-4304"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4304" title="Damien Hirst" src="http://blog.leiweb.it/news-mondo/files/2012/04/033-660x495.jpg" alt="" width="660" height="495" /></a></p>
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		<title>Arte contemporanea a 5 sterline</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 12:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela de Rosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi pensa che diventare collezionista d&#8217;arte contemporanea richieda un portafoglio oversized e una carta di credito black rifaccia i suoi conti. Oggi si può comprare un neon di Tracey Emin o una foto di Wim Wenders per l&#8217;equivalente di un caffè con briosche al bar. Per il teschio incastonato di diamanti di Damien Hirst ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.leiweb.it/news-mondo/2012/02/26/arte-contemporanea-a-5-sterline/tracey_emin/" rel="attachment wp-att-2689"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2689" title="Tracey Emin" src="http://blog.leiweb.it/news-mondo/files/2012/02/tracey_emin.jpg" alt="" width="470" height="470" /></a></p>
<p>Chi pensa che diventare collezionista d&#8217;arte contemporanea richieda un portafoglio oversized e una carta di credito black rifaccia i suoi conti. Oggi si può comprare un neon di <strong>Tracey Emin</strong> o una foto di Wim Wenders per l&#8217;equivalente di un caffè con briosche al bar. Per il teschio incastonato di diamanti di <strong>Damien Hirst</strong> ci vuole un po&#8217; di più, ma sempre meno di una borsetta di Prada. Basta non essere troppo esigenti e pretendere di appendere poi le opere d&#8217;arte acquistare alle pareti del salotto. Perche l&#8217;arte in questione, a prezzi da supermercato, è solo digitale. La galleria d&#8217;arte online <a href="http://sedition.com" target="_blank">S(edition)</a> ha infatti ideato un nuovo modo di collezionare: siamo o non siamo sempre attaccati ai nostri schermi, siano essi del computer, dell&#8217;iPad o dell&#8217;iPhone? E allora e lì che dobbiamo godere le nostre opere d&#8217;arte. Una volta acquistate dalla galleria, si possono infatti scaricare &#8211; insieme al loro documento di autenticità e il numero di tiratura &#8211; e guardare sullo schermo. Anzi, prima di comprarle si puo vedere che effetto fanno sui diversi mezzi, telefonino o tablet che siano.<br />
Ed essendo digitali hanno il pregio di avere colori vividissimi e il dono del movimento: il teschio di Hirst gira su se stesso mostrando tutto lo splendore dei diamanti, per esempio. Un effettone, che costa poche centinaia di sterline. Sembra un&#8217;idea fuori di testa ma i collezionisti sono gia diverse migliaia e i prezzi stanno aumentando.</p>
<p><a href="http://blog.leiweb.it/news-mondo/2012/02/26/arte-contemporanea-a-5-sterline/tracey-emin/" rel="attachment wp-att-2690"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2690" title="Un neon di Tracey Emin" src="http://blog.leiweb.it/news-mondo/files/2012/02/emin-neon.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a></p>
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		<title>Opere d&#8217;arte da telefonino</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela de Rosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Arte digitale, è stata ribattezzata. Perché le opere d&#8217;arte si comprano con un click e si scaricano &#8211; numerate e catalogate &#8211; sul proprio smartphone o iPad. E&#8217; la nuova frontiera del collezionismo d&#8217;arte, fatta per chi smanetta tutto il giorno con le proprie tastiere e non ha il budget per comprare un&#8217;opera d&#8217;arte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="../?attachment_id=2002" rel="attachment wp-att-2002"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2002" title="Tracey-Emins-Love-Is-What-007" src="../files/2012/01/Tracey-Emins-Love-Is-What-007.jpg" alt="" width="460" height="276" /><br />
</a>Arte digitale, è stata ribattezzata. Perché le opere d&#8217;arte si comprano con un click e si scaricano &#8211; numerate e catalogate &#8211; sul proprio smartphone o iPad. E&#8217; la nuova frontiera del collezionismo d&#8217;arte, fatta per chi smanetta tutto il giorno con le proprie tastiere e non ha il budget per comprare un&#8217;opera d&#8217;arte di artisti del calibro di <strong>Tracey Emin</strong> e <strong>Damien Hirst</strong>. Con una cifra molto contenuta, che va dalle 5 alle 500 sterline, si può scaricare un&#8217;immagine ad alta risoluzione dal sito <a title="S(edition)" href="http:///www.seditionart.com/" target="_blank">s(edition)</a>, che vuole diventare la più prestigiosa galleria digitale esistente. Basta registrarsi (o connettersi tramite Facebook) per curiosare tra le opere, seguire gli artisti che interessano, vedere cosa hanno comprato i collezionisti e condividere esperienze e senzazioni sui principali social network. Naturalmente le opere restano digitali (al massimo si stampano con la stampante di casa), però per 5 sterline si può avere sul proprio computer uno screensaver di Wim Wenders o per 50 un neon con tanto di audio di Tracey Emin.<br />
Ogni opera viene realizzata in serie limitate (10 o 20mila copie, limitata per modo di dire) e si può andare in viaggio o in vacanza con la propria collezione al seguito. E se ci si stufa, il website fornisce un market place in cui rivendere le proprie edizioni digitali.</p>
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		<title>Teschi in tutte le salse. Dal Marais a Saint-Germain.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Bocchialini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Damien Hirst]]></category>
		<category><![CDATA[Lucien Pellat-Finet]]></category>
		<category><![CDATA[Sophie Levy]]></category>

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		<description><![CDATA[A Parigi impazzano i teschi. Come nelle vanitas di antica memoria (ricordate quei quadri dove c’è un teschio e altri simboli del tempo che passa inesorabile, per dirci che è inutile accumulare ricchezze e beni ed è meglio curare spirito e anima?), il cranio umano, con i suoi alti e bassi, non smette di affascinarci. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1905" class="wp-caption aligncenter" style="width: 202px"><a href="http://blog.leiweb.it/news-mondo/2012/01/24/teschi-in-tutte-le-salse-dal-marais-a-saint-germain/lucien3/" rel="attachment wp-att-1905"><img class="size-medium wp-image-1905" title="Mischa Barton" src="http://blog.leiweb.it/news-mondo/files/2012/01/lucien3.jpg" alt="" width="192" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">Mischa Barton con un capo di Lucien Pellat-Finet</p></div>
<p>A Parigi impazzano i teschi. Come nelle <em>vanitas</em> di antica memoria (ricordate quei quadri dove c’è un teschio e altri simboli del tempo che passa inesorabile, per dirci che è inutile accumulare ricchezze e beni ed è meglio curare spirito e anima?), il cranio umano, con i suoi alti e bassi, non smette di affascinarci. <strong>Damien Hirst</strong> li ha riproposti qualche anno fa in varie declinazioni (ricoperti di diamanti, di mosche, laccati, colorati), ispirando decine di artisti che oggi fanno bella mostra con le loro interpretazioni nelle gallerie di Saint-Germain e nelle case dei BoBo -i bourgeois bohémien- parigini. Lo stilista <strong>Lucien Pellat-Finet</strong> li ha messi con ironia su t-shirt e maglioncini delle sue collezioni, mentre la creatrice di bijoux <strong>Sophie Lévy</strong> li ha lavorati in resina e in plastica -con o senza brillanti- e poi li ha ficcati su anelli, braccialetti, orecchini e pendenti. E sono solo gli esempi più recenti. Oggi si trovano in tutti i negozi di souvenir, dal Marais all’orrendo bazar di rue de Rivoli, in più banali portachiavi, su felpe e cappellini, mentre le librerie propongono diversi volumi sul ruolo dei teschi nell’arte e nel design. Lo stile dark e tenebroso di qualche anno fa, ha lasciato il posto all’ironia e i teschi di oggi più che paura ispirano il sorriso. Sarà la crisi economica a stimolare questa moda? Accumulare ricchezze diventa sempre più difficile e allora prendiamo la vita come viene, giorno per giorno? Forse. A questo punto, diamo una curatina in più anche allo spirito e saremo perfetti per una <em>vanitas</em>…</p>
<p><a href="http://blog.leiweb.it/news-mondo/2012/01/24/teschi-in-tutte-le-salse-dal-marais-a-saint-germain/vanitas/" rel="attachment wp-att-1906"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1906" title="vanitas" src="http://blog.leiweb.it/news-mondo/files/2012/01/vanitas.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
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