Home > Home Novella 2000 > Novella 2000 > Sandro Bondi querelato da sua moglie. Su Novella il memoriale
«Ho querelato il ministro dei beni culturali Sandro Bondi». A parlare è Maria Gabriella Podestà, per 15 anni moglie del poeta del Pdl e madre di suo figlio di 12 anni. Nella lunga intervista, la prima della sua vita, con Novella, la Podestà rimprovera a Bondi di trascurare il bambino: «È dal 23 maggio che non lo vede: se il ragazzo non accetta di incontrarlo assieme alla sua compagna, l’onorevole Manuela Repetti, il ministro si rifiuta di vedere lui». La signora chiama Bondi “il ministro”: «Preferirei non nominarlo, ma dovendomi riferire a lui preferisco farlo rimanendo… nelle istituzioni». La Podestà ripercorre le tappe del suo matrimonio: «Ci conoscevamo dal liceo, ma non ci filavamo. Nel 1993 ci siamo rincontrati e innamorati. Lui era perfetto, dolcissimo, romantico. Troppo bello per esser vero. Infatti non lo era». I problemi iniziano subito dopo le nozze, celebrate nel maggio del 1994, «ma il mio matrimonio è finito il 28 settembre 1998. Quel giorno il ministro mi prese a schiaffi per la prima volta. Glieli restituii tutti. Non furono gli unici schiaffi tra noi». E poi, i presunti tradimenti: «Mi metteva sotto il naso le prove di relazioni extraconiugali, poi negava. Mi portava a casa le sue amiche, facevamo le vacanze con loro». Nei mesi scorsi, per farsi consigliare una strategia processuale, la Podestà si è anche rivolta all’avvocato Cristina Morelli, lo stesso che segue Veronica Lario nel divorzio dal premier Silvio Berlusconi, e a oggi è intenzionata a impugnare la separazione consensuale firmata nel luglio 2009 e a rivederne gli accordi: «Allora volevo solo chiudere il più in fretta possibile, quindi non chiesi soldi per me e rinunciai a metà della nostra casa di Arcore. Ora si dovrà rivedere tutto», dice. E a proposito della casa di Bondi ad Arcore: «Non è vero, com’è stato scritto, che dal terrazzo si vede Villa San Martino, la casa di Berlusconi. E le assicuro che il sole sorge lo stesso». Infine, la Podestà aggiunge un tassello importante al giallo che ha tenuto banco per gran parte dell’estate 2009, quando la scrittrice barese Gabriella Genisi diede alle stampe Il pesce rosso non abita più qui, scatenando polemiche per la grande somiglianza del protagonista (un ministro del governo Berlusconi con un torrida vita sessuale) con Sandro Bondi: «In quelle pagine vedo mio marito. E anche in molti dettagli descritti nel libro. Come il quadro di Santa Caterina appeso nella nostra camera da letto ad Arcore, i saponi a forma di limone, le foto autografate del premier…». E a proposito del premier: «C’è stato un periodo in cui il ministro lo ha odiato, per colpa della Brambilla». Tutti i dettagli, le foto esclusive e molto altro su Novella da oggi in edicola.
sì. sì,è verissimo!per certi uomini, raggiunta l’andropausa il loro cervello scende nelle brache !!!
questo non c’ha nemmeno la scusa dell’andropausa
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