Arriva l’Isola dei famosi n. 8
di Manuela Florio, 11 gennaio 2011 - 12:14
L’ottava edizione dell’Isola dei famosi partirà il giorno di San Valentino, lunedì 14 febbraio. Il casting, capitanato dalla conduttrice (e condottiera) Simona Ventura, è ancora aperto. A oggi, l’unica certezza è che l’inviato sarà Daniele Battaglia, vincitore della passata edizione del reality. Tra i concorrenti finora confermati si parla di: Abigail Barwuah (sorella naturale di Mario Balotelli), Eleonora Brigliadori, Raffaella Fico, Giorgia Palmas e Costantino Vitagliano.
(da Sorrisi e Canzoni Tv di oggi)












































Famosi? Dove?
Costantino in questi anni ha fatto lo snob dicendo che a lui non servivano i reality ed ora ci và che ipocrisia e coerenza inoltre la Ventura ha sempre detto non voglio ex gieffini chissà mai poi perchè dato che ci mette sempre i tronisti che sono peggio e poi ci manda la Fico e non è ex gieffina cos’è? allora meglio Ferdi Berisa ah già la Fico, ha avuto fidanzati famosi, è una povera oca idiota che gli si può dire di fare di tutto pur di apparire e può mostrare le sue grazie, sempre er chi non le ha viste dato che stà più nuda che vestita in tv, insomma si preannuccia la sagra, del cattivo gusto, del trash e delpoco quoziente intellettivo peccato era un bel programma fino a qualche anno fà si preannuncia un totale flop anche quest’anno
LE GRANDI SOLUZIONI DEL GOVERNO BERLUSCONI!
(Versione aggiornata)
Ecco la nostra nuova politica: nel pubblico impiego, ecco come risolvere in tempi brevi il problema, la piaga, la nostra palla al piede dei troppi lavoratori precari e dei troppi disoccupati per le possibilità finanziarie dello Stato italiano: basta ridurre drasticamente la loro quantità e proibirgli di fare figli: meno siamo e meglio stiamo nel far funzionare l’economia nazionale! Come dite? Che la popolazione italiana non può diminuire ma soltanto aumentare col passare degli anni? Soprattutto “grazie” alle famiglie povere, ai più disagiati? Ma non importa! Perché il nostro Governo ha capito che è necessario soltanto migliorare la situazione economica-finanziaria delle grandi imprese e privatizzare le aziende pubbliche! I loro grandi giri di affari sono importanti e indispensabili per rilanciare l’economia dei cazzi loro, pardon, l’economia nazionale! I troppi lavoratori precari e i troppi disoccupati, purtroppo, non li si può espellere quasi tutti all’estero perché sono quasi tutti cittadini italiani; purtroppo non li si può sopprimere perché la legge ancora non lo consente (colpa anche della magistratura), però, come ci insegna la nostra lunga ed onesta esperienza politica e imprenditoriale, li si può legittimamente far morire di fame, di freddo, di malattie costosamente curabili, di stenti vari: per alcuni anni basta non rinnovare i contratti di lavoro ai precari e non dare lavoro ai disoccupati, soprattutto a quei coglioni che votano a sinistra!
Per quelli che sono già poveri basteranno solo alcuni mesi, soprattutto se non gli si può dare la casa popolare (uno spreco insostenibile per una nazione che ha bisogno investire nella guerra in medio-oriente, nelle grandi opere pubbliche infrastrutturali, nel turismo di lusso etc.); una parte li si può far arruolare nell’esercito per mandarli in missione sui fronti di guerra in medio-oriente; dopo alcune settimane o dopo alcuni mesi li farebbero fuori in qualche attentato e si leverebbero definitivamente dai coglioni e dall’essere a carico del bilancio dello Stato. Ecco la soluzione più efficace, che mette tutti tacitamente d’accordo, la più legittima e legalmente consentita! La legalità, prima di tutto! Basta restare indifferenti al problema, un po’ di solita censura mediatica (possediamo la maggior parte dei mass-media), anche in Parlamento e in tutte le sedi amministrative, e il gioco è fatto! Il tasso di disoccupazione scende, fino ad annullarsi, e la nostra Cupola, pardon, e il nostro Governo può aggiungere al suo “medagliere” un altro grande risultato raggiunto per il bene del Paese! Anche questo è progresso, civiltà, patriottismo; anche questa è la vera storia italiana! Forza Italia, forza Milan e forza Nuova Scuola di Formazione Politica del PDL!
Quelle poche cittadine italiane che sono veramente lavoratrici precarie, disoccupate e/o economicamente povere non hanno bisogno di posti di lavoro stabile o di ulteriori ammortizzatori sociali perché per soddisfarle basta l’elemosina che periodicamente le passa il Presidente Berlusconi! Come dite? Che noi non stiamo facendo le necessarie riforme strutturali per rilanciare l’occupazione? E che stiamo ristrutturando soltanto i nostri palazzi e le nostre ville faraoniche? Ma non è vero! Queste sono solo insinuazioni da magistrato!
Cari impiegati statali di ruolo, come pensate di avere i prossimi scatti di anzianità di servizio e il prossimo aumento di stipendio entro il 2013? Dove li troviamo questi soldi? Il nostro Governo li trova togliendo il lavoro ai precari e non dandolo ai disoccupati in cerca di occupazione! Un’altra grande soluzione! Come dite? Che noi togliamo ai poveri per dare ai ricchi? Come abbiamo fatto col sistema fiscale? Non stiamo a sottilizzare; e poi la Bibbia dice “la sinistra non guardi quello che fa la destra”, quindi per noi, che siamo cattolici praticanti, è lo stesso. Cittadini italiani! Popolo delle libertà! Nel pubblico impiego, non ci dimentichiamo che, in questi ultimi 20 anni, i precari e i disoccupati li ha prodotti solo la sinistra politica! In questi ultimi 20 anni siamo stati al potere solo per una dozzina di anni e nessun nuovo precario, nessun nuovo disoccupato si è avuto durante i governi di centrodestra! Anzi, con noi l’occupazione è aumentata di …………..? Ehm, per ora non ricordiamo esattamente di quanti milioni di posti. Ad oggi nessun precario ha raggiunto la quantità minima di anni di servizio per essere stabilizzato, per passare di ruolo! Non bastano 5, 6, 8 o 10 anni di precariato per essere stabilizzati! Ce ne vogliono almeno 20 o 30! Soprattutto appena l’età pensionabile sarà elevata a 70 anni. I Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro sicuramente si sbagliano nello stabilire la quantità di personale necessario negli organici di ogni categoria e non contano nulla rispetto a quanto stabilisce il nostro Governo Bonaparte, pardon, il nostro Governo Berlusconi, il nostro Ministero del Lavoro.
È necessario finanziare di più: le scuole private d’elite, le banche usuraie, le compagnie assicurative strozzine, le forze armate militari, le vecchie e le nuove grandi imprese industriali e commerciali (FIAT e Ferrari di Montezemolo in testa), le grandi aziende settentrionali di allevatori e di produttori di latte e latticini (a cui il mio Governo ha dato alcuni milioni di euro, prendendoli dai fondi finanziari delle regioni meridionali, per aiutarli a pagare le multe ricevute dall’Unione Europea per non aver prodotto secondo le quote latte prestabilite), le grandi imprese del settore turistico di lusso, i nuovi grandi alberghi e i nuovi villaggi turistici (vedi Roccoforte), le compagnie aeree (vedi Alitalia e Air One), le tv private ad emittenza nazionale, le compagnie navali e dei treni, le manifestazioni e i locali per le assemblee politiche del G 8, l’Expo di Milano 2015, le grandi opere pubbliche infrastrutturali (vedi il ponte sullo Stretto di Messina, il Mose della Laguna di Venezia, le ferrovie ad alta velocità, i nuovi aeroporti, i tunnel autostradali alpini, la terza corsia sulle autostrade); non ha importanza se intanto molte vecchie, mal ridotte, anguste e tortuose strade statali vanno in rovina per abbandono.
La sanità pubblica e la scuola pubblica sono poco utili agli italiani; il settore agricolo non ha bisogno di altri finanziamenti e di agevolazioni fiscali; intanto, periodicamente, è legittimo che il Ministero dei Beni Culturali vada facendo raccolte pubbliche di denari (che vada quasi chiedendo l’elemosina ai suoi dipendenti e ai cittadini di tutta Italia) per incrementare i propri esigui fondi finanziari; con l’attuale crisi economica e con l’orientamento politico-finanziario in atto, entro pochi altri anni, allo Stato italiano e alle regioni conviene sbarazzarsi della gestione di gran parte dei propri beni culturali, facendo una legge che permetta di venderli a privati dotati, possibilmente, di imprese che operano nel settore, con personale adeguatamente qualificato e reclutato trasparentemente per meritocrazia, non per clientelarismo, si spera. Noi vogliamo favorire e attuare la meritocrazia per tutti i ceti sociali! Come dite? Che noi vogliamo favorire la meritocrazia solo per chi ha maggiori possibilità economiche? Ma quando mai! Noi del PDL siamo il partito dell’amore e dei poveri! Il nostro presidente è un presidente-operaio!
Comunque, in questi ultimi anni, solo grazie al centrodestra politico, in Italia, quasi tutti gli italiani sono diventati dei benestanti ed è facile trovare tanti posti di lavoro in tutta la nazione (dalla Padania a Roma), sia nel pubblico impiego che nel settore privato; alcuni milioni di italiani di sinistra fanno finta di essere poveri o poco benestanti; presto faremo controllare i loro redditi e i loro patrimoni dalla Guardia di Finanza.
Chi resta precario o disoccupato (solo poche centinaia di giovanotti scapoli in tutta la nazione) lo fa per scelta, perché è un bamboccione di famiglia benestante o perché non è capace di cercare un lavoro stabile fra le tantissime opportunità che stiamo dando in tutti i mestieri e in tutta Italia! Siamo sempre contro gli accordi taciti con la MAFIA per incrementare il lavoro nero! Nel 2010, non è vero che in Italia, nel pubblico impiego, ci siano oltre 500’000 cassaintegrati a tempo determinato e con famiglia a carico! Falsità della sinistra! Tutta quella gente che sciopera in strada non è precaria o disoccupata ma è pagata dalla sinistra per fare scena e propaganda contro il nostro Governo voluto dalla stragrande maggioranza degli italiani! I veri scioperanti sono solo alcuni gruppetti sparsi di pochi vagabondi, fannulloni!
In tutti gli altri paesi dell’Unione Europea ci sono più precari e più disoccupati rispetto all’Italia; quindi, se da noi questi aumentano è meglio perché così ci allineamo, ci mettiamo in piena armonia con i livelli di precarietà e di disoccupazione degli altri paesi.
Noi del PDL abbiamo veramente aiutato i giovani a sistemarsi definitivamente col lavoro: i figli e i nipoti degli imprenditori fanno gli imprenditori, i figli e i nipoti dei dirigenti e dei manager fanno i dirigenti e fanno i manager, i figli e i nipoti dei presidenti e dei soprintendenti fanno i presidenti e fanno i soprintendenti, i figli e i nipoti dei rettori fanno i rettori, i figli e i nipoti degli organizzatori e degli alti responsabili fanno gli organizzatori e fanno gli alti responsabili, i figli e i nipoti dei gestori e degli amministratori fanno i gestori e fanno gli amministratori, i figli e i nipoti degli alti funzionari e dei segretari fanno gli alti funzionari e fanno i segretari, i figli e i nipoti degli alti professionisti specialisti fanno gli alti professionisti specialisti etc. etc.
Come dite? Che abbiamo fatto nulla contro il nepotismo (parentopoli) e che facciamo fare il servo o il disoccupato a chi non è figlio di papà!? Ma non è vero! E poi cos’altro pretendete oltre a ciò che vi abbiamo dato? Vorreste azzardarvi a sovvertire il sistema politico-economico in atto? Ma siete matti? Non vi conviene e ve lo diciamo solo nel vostro interesse!
Popolo delle libertà! State tranquilli che il nostro Governo ha già preparato un piano di emergenza, di intervento rapido per usare le forze dell’ordine (in tenuta anti-sommossa) contro questi pezzenti, miserabili, sovversivi e facinorosi precari, disoccupati e poveri, nell’eventualità in cui si azzardino a fare ancora le solite assurde rappresaglie, le solite pretestuose manifestazioni pubbliche violente, vandaliche, dannose e strumentalizzate, pilotate dalla sinistra, le solite immotivate occupazioni delle nostre pubbliche istituzioni, degli stabilimenti delle nostre imprese, i soliti furti o sfregi ai danni dei nostri palazzi in città, delle nostre ville faraoniche al mare e in montagna, delle nostre lussuose imbarcazioni, dei nostri aerei familiari, delle nostre lussuose automobili etc. etc.; contro questi delinquenti sono previste pene e sanzioni severissime! Appena riformeremo la giustizia lo vedrete! Come dite? Che noi del PDL siamo più delinquenti di loro? Berlusconi in testa, con le sue cause pendenti? Ma allora siete proprio degli irriconoscenti! Core! O core ingrato!
Come dite? Che il centro-destra, durante le sue quattro legislature, nonostante abbia molti uomini politici meridionali, non abbia fatto un cazzo per il meridione? Ma cos’altro pretendete!? E poi “chi ha avuto ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato ha dato, scurdammone ‘o passato paisà!
Ecco la nostra nuova grande ed efficiente politica: daremo ai servi (soltanto a quei servi che ci occorrono) tutto ciò che serve per farli continuare a fare meglio i servi e i lecchini della classe dirigente. Com’era Forza Italia anche il Popolo delle Libertà non è il partito fatto dai ricchi per fare gli interessi dei ricchi ed aumentare lo sfruttamento, il servilismo dei poveri; non è il partito di chi non si accontenta del potere economico e vuole anche il potere politico per adeguarlo ai propri interessi economici, facendo sempre nuove leggi, fino al punto di modificare la Costituzione della repubblica. Quello di Berlusconi non è il Governo dei ricchi, dei grandi imprenditori, dei mafiosi e dei loro clienti!
Ps
Dalla Campania alla Sicilia appartiene al Nord Africa, a Gheddafi in particolare, per quanto riguarda i diritti e le opportunità dei cittadini; mentre appartiene all’estremo sud italico per quanto riguarda i doveri, gli obblighi dei cittadini: il dovere di votare alle elezioni politiche e amministrative, il dovere di pagare le tasse, il dovere di dichiarare redditi e patrimoni, il dovere di poter insediare grandi stabilimenti turistici di lusso e ville faraoniche al mare e in campagna etc.
I tanti nostri giovani soldati (soprattutto meridionali) che vanno in missione di pace in medio-oriente, ci vanno principalmente per passione, per spirito patriottico, per senso civico, per il senso del dovere di difendere la patria e l’Unione Europea dai terroristi, dall’estremismo politico islamico, in quei luoghi in cui si formano le cellule terroristiche; non ci vanno principalmente perché in patria, da vari anni, non trovano lavoro (sia da diplomati che da laureati) e sono per lo più figli di gente povera o poco benestante. Questi giovani soldati meritano l’iscrizione ad onorem nella Nuova Scuola di Formazione Politica del PDL; vederli cadere sui fronti di guerra non è uno strazio ma una gloria per la nostra nazione! Vincere! E vinceremo! Lunga vita al Premier! Come dite? Che siamo bastar………?! Basta così, ho capito.
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News sulle riforme che il Cavaliere Berlusca vuole fare per i 2’000’000 di famiglie (nel 2010) di disoccupati e di lavoratori precari del settore privato e del pubblico impiego: i signori porci grossi della politica, i dirigenti delle pubbliche istituzioni statali e regionali, i grandi imprenditori industriali e commerciali, dato che non riescono più a darci e a garantirci nemmeno un posto di lavoro a tempo determinato, ci permetteranno periodicamente di chiedergli almeno una generosa elemosina; possiamo già preparare i piattini e collocarci davanti alle loro varie residenze (in città, in campagna, al mare etc.) o davanti alle loro varie sedi di lavoro. Si ricorda ai disoccupati e ai precari che le visite elemosinali ai suddetti signori porci grossi, nei fine settimana invernali, possono farsi presso i villaggi turistici di lusso montani e nei fine settimana estivi presso i villaggi turistici di lusso marini; se nelle vicinanze di tali villaggi turistici si nota la presenza degli aerei privati o degli elicotteri privati, degli yacht, dei panfili, delle navi private e delle auto fuori serie, vuol dire che lor signori porci grossi siano presenti; non è escluso che per qualcuno dei più simpatici e innocui disoccupati ci sia la possibilità di essere assunto come facchino-cameriere-pulitore etc. stagionale.
Ecco la risposta dei precari della scuola pubblica:
Se sua eccellenza il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, vuole essere solidale con i 132’000 lavoratori precari (chi da 10, chi da 15 e chi da 20 anni) a cui ha tagliato dal 2009 al 2013 tutti i posti di lavoro nella scuola pubblica, è pregata, dai suddetti, di licenziarsi immediatamente dal proprio posto di lavoro da ministro, di trasferirsi, con la propria famiglia a carico, al sud Italia per prendervi residenza fino al 2014 e per cercarvi, senza l’aiuto dei propri amici politici, un altro posto di lavoro; è pregata di riscuotere dalla propria banca soltanto l’indennità di disoccupazione ordinaria, pagata al 75 % dello stipendio (750-800 € per il personale ATA e 900-950 € per i docenti), pagata con un mese di ritardo e per soli complessivi otto mesi (la Gelmini ha solo 36 anni).
Il Cavaliere ribatte: “Ecco qual è la nuova etica da seguire: daremo ai servi (soltanto a quei servi che ci occorrono) tutto ciò che serve per farli continuare a fare meglio i servi e i lecchini della classe dirigente”…………“L’attuale abbondanza di servitù ci permetterebbe di fare meglio i padroni ma purtroppo, a causa della crisi, dobbiamo fare un po’ di economia”…………“Io e il mio povero Governo non abbiamo ancora un minimo di potere per governare! L’opposizione di sinistra e la magistratura ci ostacolano in tutto! Bisogna assolutamente e immediatamente fare un decreto legge sul presidenzialismo alla ducese (alla maniera del Duce).”.
La risposta dei precari e dei disoccupati: “Non occorre il presidenzialismo, non occorre un governo decisionalista, autoritario, antipluralista e bisogna assolutamente fare un referendum popolare che dia allo Stato italiano una legge che dia più potere decisionale, legislativo, in materia di contrattazione nazionale e regionale del lavoro, ai tavoli di concertazione sindacale fra le parti sociali; la finanziaria governativa deve essere condizionata dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro per ogni categoria, non viceversa.”. Il Governo Berlusconi non fa distinzione fra i precari statali che hanno maturato i diritti per passare di ruolo, per essere stabilizzati (60 %) e i precari statali che non li hanno ancora maturati (40 %); ci considera erroneamente tutti in esubero, da tagliare, assunti solo per favoritismo assistenzialista dal centro-sinistra (come se in questi ultimi 20 anni ci fosse stato al governo solo il centro-sinistra) e in parte stabilizzabili non prima del 2017-2018, quando per pensionamento si libereranno i posti sufficienti a reintegrarci, quando saranno finiti da 4-5 anni gli effetti di questa assurda manovra finanziaria e quando non ci sarà più da alcuni anni questo governo; una certa parte dei precari statali è stata assunta anche durante le legislature dei governi di centro-destra. Questo Governo di irresponsabili, invece di stabilizzarci (perché è un diritto che ci spetta per legge statale) o di farci continuare a lavorare da precari, ci licenzia illegittimamente, ci rende disoccupati; i Contratti Collettivi Nazionali e Regionali del Lavoro che abbiamo avuto in questi ultimi 20 anni stabiliscono la quantità di personale necessario negli organici nazionale e regionali, secondo la quantità degli istituti, delle sedi, degli uffici pubblici presenti sul territorio in dipendenza della quantità di popolazione da servire.
Questo del PDL è il Governo degli imprenditori, cioè di coloro che hanno inventato il lavoro precario e il licenziamento facilitato, anche senza giusta causa, secondo le “necessità” dell’impresa del padrone. Questo Governo favorisce e attua la meritocrazia solo per chi ha maggiori possibilità economiche. All’inizio del 2011, con un certo ritardo e con un fondo finanziario incerto, ancora in formazione, questo millantatore Governo dovrebbe finanziare l’Università italiana con quasi un miliardo di euro dilazionato in tre anni (2011, 2012 e 2013); perché non va a finanziare tutto il settore scolastico pubblico che è costituito per il 70 % da scuole materne, elementari, medie e superiori? Il solito Governo delle appariscenze e delle discriminazioni d’elite. Berlusconi è un megalomane spaccone che piace ai tanti italiani megalomani spacconi.
Peccato che purtroppo la sinistra, a volte, quando è stata al Governo, abbia fatto anche di peggio!
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Ciò che conta per gli economisti, per gli imprenditori e per i politici di ciascuna nazione è:
1) aumento della produzione industriale, artigianale e commerciale;
2) riduzione dei costi di produzione e delle tasse sulle attività imprenditoriali;
3) aumento delle vendite, magari ad alto prezzo, anche a costo di vendere tutto alla gente ricca e ai benestanti, senza vendere nulla ai poveri;
4) il totale pagamento delle tasse dovute al fisco, la mancanza assoluta di evasione fiscale nel dichiarare redditi e patrimoni, la risalita del PIL rispetto al deficit;
5) applicare il sistema pensionistico contributivo, innalzare l’età pensionabile, sia nel pubblico impiego che nel settore privato, per adeguarla alla crescita della durata della vita media e per adeguarsi agli standard della maggior parte dei paesi dell’Unione Europea;
6) acquisire ogni anno nuove proprietà immobiliari e mobiliari (terreni e edifici faraonici, imbarcazioni, aerei familiari, auto fuoriserie etc.);
7) non preoccuparsi minimamente del fatto di licenziare giovani dipendenti precari, di assumerne sempre meno, di non contribuire a far aumentare l’occupazione; sia nel pubblico impiego che nel settore privato i dipendenti precari costano meno dei dipendenti stabilizzati, sia agli enti pubblici che agli imprenditori; quindi, prima di stabilizzare i propri dipendenti, gli conviene mantenerli precari più a lungo possibile; per risparmiare ulteriormente gli conviene assumere sempre meno nuovi dipendenti e far lavorare di più (straordinario) quelli stabilizzati già presenti negli organici di personale;
8) favorire la privatizzazione delle aziende pubbliche in crisi finanziaria (cosa che facilita la precarizzazione del lavoro).
9) espulsione all’estero degli extracomunitari che non hanno un regolare posto di lavoro, magari anche degli italiani disoccupati.
Tutto ciò potrebbe non essere sufficiente per rilanciare l’occupazione, tutto ciò non garantisce la creazione di nuovi posti di lavoro perché in Italia, come in tante altre nazioni del mondo:
1) il lavoro, sia nel settore privato che nel settore pubblico, non costerà mai così poco come vorrebbero gli imprenditori e i politici, le pubbliche amministrazioni, soprattutto quegli imprenditori che hanno imprese anche all’estero, nei paradisi fiscali, dove la vita e la mano d’opera del lavoro dipendente costa molto meno, dove le garanzie, i diritti contrattuali sono pochi o nulli, dove sono quasi assenti le leggi sul rispetto dell’ambiente naturale (impatto ambientale) circostante alle imprese e le leggi sulla sicurezza nel lavoro, i controlli sull’adeguamento, sulla messa a norma delle strutture, degli impianti e dove non mancano i finanziamenti pubblici sull’imprenditoria;
2) la produzione e le vendite non sono e non saranno mai abbastanza alte da soddisfare l’avidità degli imprenditori; quindi, dove è possibile, anziché usare sempre più mano d’opera, utilizzano sempre più computer e robot per incrementarle più velocemente; badano più alla quantità che alla qualità della produzione;
3) sia nel pubblico impiego che nel settore privato i dipendenti precari costano meno dei dipendenti stabilizzati, sia agli enti pubblici che agli imprenditori; quindi, prima di stabilizzare i propri dipendenti, gli conviene mantenerli precari più a lungo possibile; per risparmiare ulteriormente gli conviene assumere sempre meno nuovi dipendenti e far lavorare di più (straordinario) quelli stabilizzati già presenti negli organici di personale; la precarizzazione del lavoro (soprattutto nel settore privato) è facilita dalla carenza di norme che regolano la stabilizzazione dei lavoratori; ne va di mezzo il rispetto dei diritti e delle garanzie contrattuali;
4) sia nel pubblico impiego che nel settore privato, l’innalzamento dell’età pensionabile ritarda la stabilizzazione di molti precari decennali;
5) gli alti redditi che percepiscono gli imprenditori, i dirigenti pubblici, gli alti professionisti specialisti etc. non saranno mai abbastanza soddisfacenti per loro;
6) gli imprenditori investono solo una parte dei loro denari per rilanciare la produzione e per creare nuova occupazione; una certa parte preferiscono depositarla nelle banche, soprattutto nei paradisi fiscali, oppure investirla in titoli azionari in borsa per pura speculazione finanziaria o investirla nelle loro case o palazzi in città, nelle loro ville al mare o in campagna, nei loro giardini, nei loro parchi, nelle loro piscine, nei loro campi da golf, nelle loro imbarcazioni, nei loro aerei familiari, nei loro porti privati, nei loro aeroporti privati, nelle loro auto fuoriserie etc. etc.;
7) è difficilissimo azzerare o ridurre l’alta evasione fiscale, quindi le entrate fiscali non saranno mai abbastanza alte da soddisfare le spese che debbono affrontare gli enti pubblici (Stato, regioni, province, comuni etc.); sono pieni di debiti da pagare e di crediti da riscuotere nei confronti di varie categorie di lavoratori; inoltre stanno aumentando le loro tasse ai cittadini; inoltre, in varie nazioni del mondo, le altissime rendite finanziarie delle grandi imprese sono tassate pochissimo;
8) la crescita dell’economia, la risalita del PIL statale e dei PIL regionali può essere anche indipendente dall’aumento o dalla diminuzione dell’occupazione; “L’economia è una brutta bestia cinica…………. penalizza soprattutto i più deboli, i poveri.” (K. Marx);
9) l’apparato politico e i privilegi della casta della pubblica amministrazione a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale costano ogni anno allo Stato alcuni miliardi di euro;
10) in Italia, come in altre nazioni europee, accade ogni anno che alcuni disonesti imprenditori o che alcuni disonesti funzionari pubblici di certi enti locali o di certe aziende pubbliche chiedano e ottengano gonfiati finanziamenti statali e/o europei per incrementare l’attività e l’occupazione nelle loro imprese o per incrementare l’attività della pubblica amministrazione; sia i primi che i secondi truffano lo Stato e l’Unione Europea investendo una parte di tali soldi in occulte attività illecite o per arricchire il proprio patrimonio mobiliare e/o immobiliare non imprenditoriale e non della pubblica amministrazione;
11) gli enti pubblici, come anche i grandi e i medi imprenditori del privato, non possono e non vogliono preoccuparsi di dare lavoro stabile o di dare dignitosi ammortizzatori sociali a tutta la popolazione mondiale, che è sempre più velocemente crescente, soprattutto nelle nazioni povere, del terzo mondo, dove una parte della popolazione viene abbandonata a se stessa e non viene censita con la dovuta attenzione;
12) nella maggior parte dei casi chi perde il posto di lavoro è quasi costretto ad andare a riqualificarsi (a fare altri lunghi corsi di formazione professionale, magari pure in scuole a pagamento e in città lontane da casa) per poi cercare e trovare un altro lavoro; una cosa difficile da fare, soprattutto per quei tanti disoccupati quarantenni e cinquantenni, con famiglia a carico, che non percepiscono più l’indennità di disoccupazione.
Nessuno si meravigli se ogni tanto si verificano atti di violenza da parte di neobrigatisti rossi.
Si stima che nell’anno 2001 soltanto il 5 % (300 milioni di persone) della popolazione mondiale (6 miliardi di persone) è costituito da gente economicamente ricca, che ha un reddito annuo superiore ai 100’000 euro e/o che possiede un patrimonio superiore ai 100’000 euro; solo la cinquantesima parte di questi (6 milioni di persone) supera 1’000’000′ di euro, sia per reddito annuo che per patrimonio posseduto (tot. oltre 2’000’000 di euro); fra questi sono circa 500’000 i ricconi che hanno un reddito annuo superiore ai 10’000’000 di euro e un patrimonio superiore ai 100’000’000 di euro! Fra questi ricconi solo 10’000 (fra cui c’è Berlusconi) hanno un patrimonio superiore a 1’000’000’000 (un miliardo) di euro, soprattutto i grandi petrolieri arabi, kuwaitiani, statunitensi, venezuelani, messicani e russi; fra i ricchi e i ricconi non mancano quelli che hanno intestato a prestanome una certa parte del proprio patrimonio. Il 50 % della popolazione mondiale (3 miliardi di persone) è costituito da gente economicamente benestante, che ha un reddito annuo compreso fra i 20’000 e 100’000 euro e/o che possiede un patrimonio compreso fra i 20’000 e i 100’000 euro; il 45 % (2 miliardi e 700 milioni di persone) è costituito da gente economicamente povera, con un reddito annuo inferiore ai 20’000 euro e/o che possiede un patrimonio inferiore ai 20’000 euro.
Si dovrebbe anche considerare che in tutte le nazioni del mondo c’è una grande quantità di persone, difficilmente calcolabile, che evade il fisco. Con questo andazzo dell’economia capitalista, si prevede che nel 2050 i ricchi rimangano il 5 % e che diventino ancora più ricchi (di denaro in depositi bancari, di sedi di attività produttive, di proprietà mobiliari e immobiliari etc.); si prevede che i benestanti si riducano al 45 %, che i poveri aumentino al 50 % e che aumenti il servilismo di questi ultimi verso i ricchi (con grande e crescente piacere dei ricchi). Che “bel mondo” allo sbaraglio!
In Italia la situazione economica della popolazione (60 milioni di cittadini nel 2009) è un po’ migliore rispetto ai valori della media mondiale: i ricchi sono circa il 5 %, i benestanti sono circa il 60 % e i poveri sono circa il 35 %; anche qui, fra i ricchi e i ricconi, non mancano quelli che hanno intestato a prestanome una certa parte del proprio patrimonio e che non dichiarano interamente il proprio reddito; 3,5 milioni di italiani (stimati approssimativamente) lavorano in nero nel centro e nel sud Italia.
L’eccessiva accumulazione di ricchezza (imprese ridimensionate, patrimoni immobiliari e mobiliari, depositi bancari etc.) poco utilizzata per mantenere la vecchia occupazione e non reinvestita, non utilizzata per creare nuova occupazione, da parte dei grandi imprenditori, è uno dei principali fattori che in tutti gli stati del mondo, soprattutto in Italia, genera e intensifica la crisi occupazionale e la crisi economica. Alla faccia dello spirito cattolico cristiano e di qualsiasi altra religione, quando i 10’000 straricchi miliardari del mondo arriveranno a superare i 500 miliardi o i 1’000 miliardi di dollari di patrimonio, forse nel 2080 o nel 2100, sulla Terra resteranno poche risorse naturali e poche risorse artificiali per produrre quella quantità di ricchezza necessaria e da distribuire alla sempre più crescente popolazione mondiale (9 – 9,5 miliardi di persone nel 2050); nel mondo le risorse saranno insufficienti per permettere ai vari enti pubblici di poter dare, alla crescente quantità di poveri (circa 4,5 – 5 miliardi di persone nel 2050), ciò di cui avranno bisogno per vivere appena dignitosamente: viveri, lavoro, assistenza sanitaria, abitazioni in affitto o in proprietà, cultura e informazione, reti stradali, idriche, elettriche, mezzi di trasporto etc. .
Intanto i politici e i loro amici giornalisti tesserati ai loro partiti e che lavorano per i giornali, per le tv e per le radio proprietà di grandi imprenditori, si interessano poco dei problemi della gente povera, dei vari lavoratori precari e dei disoccupati; si interessano molto delle faccende che riguardano i loro interessi personali, familiari, parentali, clientelari, gli interessi della propria categoria professionale, dei personaggi famosi del mondo dello spettacolo, del mondo dello sport, del mondo politico, amministrativo, del mondo industriale e commerciale, del mondo della nobiltà, del mondo del clero religioso (sacerdoti); censurano parzialmente la voce dei lavoratori che con gli scioperi contestano di più le manovre del governo e rivendicano di più i propri diritti sindacali chiedendo soluzioni alternative.
Sarà pure una coincidenza temporale con l’antico calendario Maia, ma è proprio vero che fra il 2012 e il 2013 accadrà qualcosa di brutto all’intera società umana; non sarà la distruzione improvvisa o graduale della superficie del nostro pianeta, ma la rivoluzione sociale più forte che si sia mai avuta fino ad ora; sarà peggio del periodo compreso fra il 1968 e il 1980; ormai c’è un malessere economico e un malcontento molto diffuso tra la gran parte della popolazione mondiale; intere masse di popolazione con tantissime richieste bisognose mai soddisfatte; sfiducia, delusione, sdegno e rabbia decennale nei confronti dei benestanti governi nazionali e dei governi regionali, nei confronti di tutti i partiti politici, nei confronti di molte istituzioni pubbliche, nei confronti dei sindacati confederali, nei confronti delle ricche grandi e delle ricche medie imprese industriali e commerciali etc.; scoppieranno violente rivolte popolari ovunque, in ogni nazione del mondo, anche in quelle più industrializzate e ricche; gran parte della popolazione mondiale cercherà di cambiare radicalmente il sempre più fallimentare sistema economico e politico capitalista. Le prossime crisi economiche-finanziarie e occupazionali (quella del 2030 e quella del 2050) saranno molto peggiori delle precedenti; le pubbliche istituzioni, i sindacati confederali, le ricche grandi e le ricche medie imprese industriali, commerciali etc. riusciranno sempre meno a soddisfare le necessità, sempre meno a soccorrere la grande massa della popolazione mondiale in difficoltà, in miseria. Nel 2010, come negli anni precedenti, la maggior parte dei giornalisti che scrive sui quotidiani, su Internet e sui settimanali a tiratura nazionale o regionale, che conduce trasmissioni sulle tv o sulle radio ad emittenza nazionale o regionale, ha parlato poco o pochissimo dei vari problemi e delle varie manifestazioni di protesta dei 2’100’000 lavoratori precari di varie categorie del settore privato e di varie categorie del settore pubblico; parla poco o pochissimo dei 2’200’000 disoccupati, sia di quelli che hanno perso il posto di lavoro che di quelli che non l’anno mai avuto. Oltre il 70 % dei precari e dei neo-disoccupati ha a che fare col settore privato; quindi stanno o sono stati al centro e al nord Italia, dove la vita è più cara.
Fra alcuni decenni l’Italia non resterà unita ma si dividerà e si divideranno tante altre nazioni nel mondo, come già si sono divise alcune; il fattore determinante di queste divisioni è la presenza, su certi territori, di una grande ricchezza, di un grande potere economico, di grandi giri di affari che coinvolgono tante persone, mentre in altri territori c’è minore potere economico, minori giri di affari; i territori con grande potere economico, con grandi giri di affari tendono ad unirsi fra di loro e a separarsi economicamente ed amministrativamente dai territori poveri, con minori giri di affari, fino ad emarginarli. Nessuna motivazione di identità culturale nazionale può contrastare sufficientemente questa tendenza. È questo il destino del mondo in cui comanda l’economia capitalista; le zone povere del nostro paese e del pianeta intero resteranno sempre più povere e più emarginate.
I politici e i giornalisti, sia di destra che di sinistra, quando parlano della situazione economica della nostra nazione, spesso si riferiscono soltanto al nord e al centro Italia, non considerano il sud; solo ogni tanto, quando glielo si fa notare, fanno distinzione fra centro-nord, sud e isole maggiori, in quanto il sud e soprattutto le isole maggiori, dopo oltre 60 anni di pubblica amministrazione sotto la Repubblica Italiana, sono ancora considerati e ridotti come il “nord Africa”, economicamente e civilmente poco sviluppati, poco organizzati e sempre ai margini di ogni interesse nazionale; sono l’ultima ruota del carro, i figliastri da sfruttare per primi nel momento del bisogno, le cenerentole dei diritti e delle opportunità, i desiderati serbatoi di scorta di voti per ogni elezione politica regionale, nazionale ed europea. Purtroppo la maggior parte dei politici del centro-destra è meridionale. Dal 1948, in Italia, il diritto meno garantito ai cittadini è proprio quello che sta scritto nell’articolo n. 1 della Costituzione: il diritto al lavoro, il più importante insieme al diritto alla salute, all’assistenza sanitaria.
Lo Stato e la Regione Sicilia hanno confiscato ad alcuni boss mafiosi soltanto una parte dei loro beni ricavati illecitamente (alcune centinaia di milioni di euro); di tale parte di beni ne sta riutilizzando solo la minor parte in strutture per dare attrezzature e servizi pubblici gratuiti ai cittadini (che in alcuni casi, addirittura, non sono stati offerti gratuitamente come invece prescrive la legge!); la maggior parte di tali beni non sta per essere riutilizzata in alcun modo e una parte sta per essere restituita ai figli e ai nipoti ereditari di tali boss, perché giuridicamente non risultano coinvolti in affari malavitosi. Riguardo al reperimento di fondi finanziari per rilanciare l’economia, la produttività e l’occupazione, le grandi banche fanno le diffidenti e alzano gli interessi ad usura anche nei confronti degli enti pubblici.
È scandaloso ma ormai ci si deve abituare: in tutta Italia, soprattutto al sud, in questi ultimi anni le procure arrestano e carcerano più spesso una parte dei ricchi politici corrotti, mafiosi e una parte dei ricchi imprenditori mafiosi; nel frattempo decine di migliaia di loro parenti, di loro amici, di loro clienti reclamano a gran voce la scarcerazione di tali politici e il loro rientro in politica, la scarcerazione di tali imprenditori e il loro rientro nelle attività imprenditoriali! Gran parte di tali politici e di tali imprenditori è di centro-destra; gran parte di loro e dei loro clienti sono all’apparenza religiosamente cattolici. Italia, popolo di santi, di navigatori, di artisti e soprattutto di mafiosi e di lecchini dei potenti; tant’è vero che, vari decenni fa, la mafia l’abbiamo anche esportata all’estero. Credo che ci sia da temere che nei prossimi mesi (anno 2011) torni la situazione della strategia della tensione, il pericolo degli attentati, delle stragi di mafia contro i magistrati, contro le procure, contro i politici e i sindacalisti onesti, contro i giornalisti indagatori e senza padroni, contro gli imprenditori onesti, contro i lavoratori onesti, contro chi lotta per la legalità, contro chi ha un minimo di “coscienza di classe operaia” etc. .
SCUSATE SE E’ POCO.