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14.1.2011

Le prime dichiarazioni di Ruby ed Emilio Fede

di , 14 gennaio 2011 - 12:15 in potenti e dintorni

Le prime dichiarazioni di Ruby ed Emilio Fede

Ruby, raggiunta telefonicamente, sugli sviluppi del caso che la riguarda dichiara: «Sono dispiaciuta per quanto sta accadendo. Mi spiace soprattutto perché vedo che sono state coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio». Persone, quelle a cui evidentemente si riferisce, che sono state indagate dalla magistratura per una vicenda nella quale si ipotizza il favoreggiamento della prostituzione e che comunque deve essere ancora approfondita e chiarita: l’agente dei vip Lele Mora, il direttore del tg4 Emilio Fede e l’igienista dentale di Berlusconi, nonche’ consigliera regionale, Nicole Minetti. Anche Fede ha rilasciato una dichiarazione sulla vicenda: «Non ho ricevuto nessun atto formale da parte dei magistrati, né ho subito alcuna perquisizione. Della vicenda Ruby credo di aver gia’ detto tutto.  L’ho conosciuta a casa di Berlusconi ma non l’ho presentata io al presidente, né so chi lo abbia fatto, né sapevo che all’epoca fosse minorenne». Fede ha ribadito che in tutti questi mesi su questa vicenda non e’ mai stato ascoltato dai magistrati. «Non avevo un avvocato prima e continuo a non averlo». Sulla vicenda nessuna dichiarazione da parte di Lele Mora, mentre si è conclusa la perquisizione dell’ufficio di Nicole Minetti alla Regione Lombardia con il sequestro di due suoi computer. Sulla vicenda è intervenuto anche l’onorevole Antonio Di Pietro: «È la Procura di Milano a perseguitare Berlusconi o non è piuttosto Berlusconi a perseguitare sé stesso con i suoi comportamenti?». Sull’inchiesta ha detto la sua anche il portavoce del Pdl Daniele
Capezzone
: «Dinanzi al consueto e logoro copione, fatto di fughe di notizie e di accuse inverosimili, i cittadini possono ancora una volta scegliere se indignarsi o sbadigliare. Sono certo che una sempre più vasta maggioranza di italiani abbia ben compreso cosa sia in gioco e si stringerà a sostegno del Presidente del Consiglio. E se ancora c’è qualcuno, nella politica e non solo, che pensa di sconfiggere Silvio Berlusconi per via giudiziaria, avrà ancora una volta cocenti delusioni».


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    Commenti dell'articolo (5)
    • Franco | 15 gennaio 2011 alle 11:10

      Non sono di sinistra, e non ho alcuna simpatia per quella parte politica, e non sono un moralista.
      Quindi il mio disgusto nasce da questioni di etica, un’etica che il nostro Presidente, dimentico del ruolo che ricopre, ha tranquillamente calpestato, invitando “ragazzotte” di facili costumi a party “bunga bunga” nei quali ha dispensato buste con somme con le quali un operaio camperebbe la famiglia per un anno, e usufruendo ancora una volta della collaborazione dell’immancabile Emilio “Fido”, individuo che dell’elogio servile ha fatto il motivo della sua carriera al TG4. Credo che nelle disavventure del Presidente, l’ombra negativa di Fede abbia un suo preciso ruolo.
      In questa occasione paleso la grande stima per un uomo come Gianni Letta, politco veramente capace sempre al suo posto e sempre riservato, lontano anni luce dai festini di palazzo e dal protagonismo che avvolge gli uomini di potere. Credo che Berlusconi non meriti una persona seria come lui e spero che la politica, quella che mi sta a cuore, ritrovi presto la strada della pulizia, anche e sopratutto nell’immagine dei suoi protagonisti..

    • Francesco | 18 gennaio 2011 alle 14:29

      Qui non esiste più nè destra nè sinistra, il rispetto per il ruolo istituzionale non è prerogativa solo di un partito o di un colore politco, nè lo è il rispetto per la legge, i cittadini e il Paese, vista la figura grama che abbiamo fatto di fronte al mondo. Berlusconi si DEVE dimettere, e direi che tutti i “cagnolini” che in questi giorni hanno difeso B. a spada tratta dovrebbero seguirlo, visto che si qualificano, così facendo, come degli infimi servi. TUTTI QUANTI A CASA.

    • stefano | 19 gennaio 2011 alle 13:30

      indipendentemente da quello che succedeva, il fatto stesso di prendere una ragazza minorenne in custodia, mentendo alla polizia affermando….che era la nipote di un presidende, e immediatamente abbandonarla al suo destino in una casa di una prostituta, mi sembra abbastanza per non essere considerati in grado di governare un paese……non siamo nel medioevo…. devono andare in galera…..altrimenti si rischia di fare la fine della tunisia…… la gente e’ stufa di queste cose …… devono pagare…… sono dei porci degenerati…

    • Giuseppe Luigi Pece | 19 gennaio 2011 alle 22:41

      Da un molisano ad un molisano (chiaramente con riferimento a A. Di Pietro),:
      Mi ricordo di te quando uscivi dal Seminario Vescovile di Termoli per tornare a Montenero di B. ed eri solito fermarti vicino la finestra della Polfer che dava sull’ ingresso secondario della stazione delle ex FS.
      Abbiamo avuto più volte occasione di dialogare e mi incuriosiva molto il tuo ostentato apparire un solitario, un introverso ed incazzato con il mondo.
      Ripetevi del torto subito da tuo nonno e il gran desiderio di voler vendicarew questo o quello.
      Anch’ io non ho avuto una vita facile; mio padre mi è mancato per tutti gli anni più importanti per la crescita di un uomo ( l’ adolescenza ), stava a lavorare in Germania per risolvere quanto un sistema aveva tolto a lui ed alla mia famiglia quel quanto possedeva e non tenendo conto di quanto si sia ad altri donato, prodicati a fare ed anche alloggiando profughi, confinati politici ed altro sia durante che nel dopo guerra e senza compenso alcuno (accertarsi per credere); non da meno, io, in quanto degno figlio di tal padre e madre, ne ho subito parecchie da questa psudodemograzia ch’ è andata a braccetto con le sinistre per troppi anni e combinandone di cotte e di crude; ma non per questo mi scorre nelsangue questo un insano desiderio di vendetta (questa lascia sempre l’ amaro in bocca e non solo in bocca).
      Quando eri la spada della giustizia piacevi a molta gente ( grammatica, lessico e Berlusconi a parte), a mio parere avresti fatto meglio a continuare su quella strada, ma non sta a me giudicare i come ed i perchì ti hanno spinto alla politica, posso solo assicurarti che ora piaci meno a me ed a tantissima gente.
      Mia madre ha 92 anni e qualche anno fa la salvarono dalla morte con un immediato intervento chirurgico (non è una povera analfabeta ignorante come, purtoppo, ve ne sono ancora tante da noi nel centrosud), ripresasi nel letto dell’ ospedale venne a sapere che il grande inquisitore e paladino della Giustizia si trovava in giro per quei raparti e mi chiese di rintracciarti poichè desiderava conoscerti di persona, io ti trovai e con rispettosa gentilezza ti spiegai il tutto e ti chiesi di esaudire questo modesto desiderio, mi rispondesti: ” In questo preciso istante non posso, vedremo più tardi e prima che andrò via”.
      Ti rividi solo sul vecchio cavalvavia della ferrovia con una borsa a tracolla e con mio sommo stupore senza scorta (a quell’ epoca), pensai di farti un appunto ma ci ripensai e me ne andai per la mia strada non poco deluso.
      Non amo dare ne ricevere consigli, quindi mi limito ad un disinteressato esporre un parere: “Fa un corso accellerato di grammatica, lessico e forma della nostra amata lingua italiana e oltre sche cercare cadaveri negli altrui armadi prova a vedere cosa nascondono i tuoi”.
      Distinti saluti.
      G.L.Pece

    • Giuseppe Luigi Pece | 19 gennaio 2011 alle 22:52

      Con le dovuteDa un molisano ad un molisano (chiaramente con riferimento a A. Di Pietro),:
      Mi ricordo di te quando uscivi dal Seminario Vescovile di Termoli per tornare a Montenero di B. ed eri solito fermarti vicino la finestra della Polfer che dava sull’ ingresso secondario della stazione delle ex FS.
      Abbiamo avuto più volte occasione di dialogare e mi incuriosiva molto il tuo ostentato apparire un solitario, un introverso ed incazzato con il mondo.
      Ripetevi del torto subito da tuo nonno e il gran desiderio di voler vendicare questo o quello.
      Anch’ io non ho avuto una vita facile; mio padre mi è mancato per tutti gli anni più importanti per la crescita di un uomo ( l’ adolescenza ), stava a lavorare in Germania per risolvere quanto un sistema aveva tolto a lui ed alla mia famiglia, quel quanto possedeva, non tenendo conto di quanto si sia ad altri donato, prodicati a fare anche alloggiando profughi, confinati politici ed altro, sia durante che nel dopo guerra e senza compenso alcuno (accertarsi per credere); non da meno, io, in quanto degno figlio di tal padre e madre, ne ho subite parecchie da questa psudodemograzia ch’ è andata a braccetto con le sinistre per troppi anni e combinandone di cotte e di crude; ma non per questo mi scorre nel sangue questo un insano desiderio di vendetta (questa lascia sempre l’ amaro in bocca e non solo in bocca).
      Quando eri la spada della giustizia piacevi a molta gente ( grammatica, lessico e Berlusconi a parte), a mio parere avresti fatto meglio a continuare su quella strada, ma non sta a me giudicare i come ed i perché ti hanno spinto alla politica, posso solo assicurarti che ora piaci meno a me ed a tantissima gente.
      Mia madre ha 92 anni e qualche anno fa la salvarono dalla morte con un immediato intervento chirurgico (non è una povera analfabeta ignorante come, purtroppo, ve ne sono ancora tante da noi nel centrosud), ripresasi nel letto dell’ ospedale venne a sapere che il grande inquisitore e paladino della Giustizia si trovava in giro per quei raparti e mi chiese di rintracciarti poichè desiderava conoscerti di persona, io ti trovai e con rispettosa gentilezza ti spiegai il tutto e ti chiesi di esaudire questo modesto desiderio, mi rispondesti: ” In questo preciso istante non posso, vedremo più tardi e prima che andrò via”.
      Ti rividi solo sul vecchio cavalcavia della ferrovia con una borsa a tracolla e con mio sommo stupore senza scorta (a quell’ epoca), pensai di farti un appunto ma ci ripensai e me ne andai per la mia strada non poco deluso.
      Non amo dare ne ricevere consigli, quindi mi limito ad un disinteressato esporre un parere: “Fa un corso accellerato di grammatica, lessico e forma della nostra amata lingua italiana e oltre che cercare cadaveri negli altrui armadi prova a vedere cosa nascondono i tuoi”.
      Distinti saluti.
      G.L.Pece
      correzioni come un molisano dovrebbe sforzarsi di fare:

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