| | | No Tav. A prescindere, direbbe Totò
Testata
27.3.2012

No Tav. A prescindere, direbbe Totò

Scritto da in On the road/Politica | Permalink

Oggi sulle pagine di cronaca locale  de La Stampa viene raccontata questa storia: due ragazzi dell’istituto Itis Ferrari di Susa sono stati  proposti per una settimana di sospensione dal preside, ma alcuni insegnanti ritengono  tale provvedimento “spropositato”. Il fatto: i due ragazzi  hanno distribuito in aula un volantivo “no Tav” in cui vengono definite “mafiose” le ditte che stanno lavorando in valle. Ma nella stessa classe un loro compagno di scuola  è figlio del titolare di una delle imprese definite “mafiose”, e ci rimane molto male.

A questo punto il racconto del fatto diventa tragicomico ma inquietante. I due studenti giurano di non aver letto il volantino  (e i professori solidarizzano: la punizione è troppo severa perchè i due, poverini, non sapevano cosa c’era scritto). Di più: il pacco dei volantini lo hanno ricevuto da una professoressa (di matematica, Cristina Moscatelli), perchè, dice, me li ha dati al mercato uno studente che conoscevo e  mi ha pregato di portarli a a scuola. Domanda: ma lei ha letto i volantini? Risposta: “No, dovevo andare dal dentista” (ma non era già a scuola?). Il figlio dell’imprenditore Claudio Martina invece ha letto uno dei volantini distribuiti in classe, compresa la frase “le società del ‘signor’ Martina sospettate di collusioni mafiose”.  Il signor Martina, a questo punto, denuncia la scuola.

Riassumiamo:  due studenti volantinano qualcosa che non conoscono, la professoressa che ha portato il pacco in aula  giura di non avere letto nulla. Sembra di essere in un film di Totò. Ma la professoressa aggiunge una chicca clamorosa: “Ho fatto incontrare i due studenti con il figlio dell’imprenditore (bella fatica, sono nella stessa stanza!), e mi hanno assicurato di non nutrire rancore”. Straordinario: ma il rancore non dovrebbe nutrirlo chi si sente dare ingiustamente del mafioso?

Brutta aria in val di Susa, aria da anni Settanta, con la disinformazione che va a mille. Per esempio, si continua a leggere un pò dappertutto: “la valle è tutta contro la Tav”, mentre invece sono solo due i Comuni che si oppongono, la grande maggioranza si era schierata a favore. Come la mettiamo con la fedeltà della notizia ai fatti? Non c’è ovviamente da aspettarsi una risposta dalla professoressa di matematica.

P.S. Nella stessa pagina de La Stampa c’era la foto delle centraline elettriche incendiate il giorno prima a Milano, tra le stazioni di Lambrate e Rororedo, con le scritte inneggianti al No Tav.


TAG:
COMMENTI: 4, lascia il tuo!   |   Permalink   
    Commenti dell'articolo (4)
    • TEX | 27 marzo 2012 alle 15:34

      Mi dispiace contraddirla, ma ci sono 26 delibere dei comuni della Val di Susa che sono contrarie al TAC (non TAV), Treno Alta Capacita’. Tutti i lettori possono trovare la prova qui: http://www.notav-valsangone.eu/documenti/COMUNICATO STAMPA No TAV 19 novembre 2010 Consegna 26 Delibere No TAV alla Commissione per le Petizioni.pdf
      IN EFFETTI LA DISINFORMAZIONE LA FATE VOI TUTTI I GIORNI

    • totò | 27 marzo 2012 alle 15:36

      Disinformazione è quella di Monti: sono ben 24i Comuni contrari. Usate google !

    • Louis | 27 marzo 2012 alle 16:32

      24 Comuni su 46: ditelo, questa è disinformazione!

    • daniele.protti | 27 marzo 2012 alle 17:22

      Purtroppo è vero, le notizie sulle posizioni assunte dal comuni valsusini sono contraddittorie e incerte, anche perchè legate, immagino, a momenti diversi di consultazione. Io mi sono riferito a una citazione in tv di alcuni giorni fa, e certamente ho fatto male. Il gentile TEX esplode in una accusa di disinformazione, e cita un documento di due anni fa; Totò invece parla di 24 comuni; Tex gentilmente indica un sito dove trovare notizie, ma purtroppo “Not Found on this server”, mi risponde il computer. E Louis dice: 24 su 46 comuni. Cercherò di avere informazioni più precise.
      Spero di potermi permettere due osservazioni:
      1) nel merito di quei due ragazzi e della professoressa non una parola. Tutto bene, tutto giusto così? Vale anche in chi si crede o proclama di sinistra (specialisti in straordinari autogol, se permettete) la regola del “fine che giustifica i mezzi”?
      2) mentre arrivavano queste risposte è giunta anche la notizia dell’occupazione di una sala del Comune di Milano per cercare di impedire di parlare al giudice Caselli. Iniziativa promossa dall’ANPI (associazione nazionale partigiani), e i giovani NoTav hanno detto “siamo noi i nuovi partigiani”. Forse sarebbe meglio che studiassero un pò di storia, potrebbero apprendere che a cercare di impedire di parlare a chi la pensava diversamente da loro erano i fascisti.

Scrivi un commento
*la tua mail
non sarà visibile

I più visitati
Categorie
Ultimi commenti
Tag Cloud
Archivio blog
l m m g v s d
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  
Le altre firme
Segui e condividi
in diretta da Corriere della Sera
leiweb consiglia
leiweb promotion
buy now