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5.4.2012

Le falsificazioni della Lega: soldi pubblici e storia

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Vorrei raccontare come è nato il numero de L’Europeo che domani sarà in edicola, e che ha questa cover:

Non è stato ispirato dalle notizie di cronaca giudiziaria, semplicemente perchè ogni numero di questa rivista (tematica, dal taglio prevalentemente -ma non unicamente- storico) viene pensato anche due-tre mesi  prima che compaia in edicola. Per cui oggi noi de L’Europeo ci consideriamo fortunati.  Il titolo “Falsari & Furbetti” non si riferisce solo alla Lega, che tuttavia è la parte relativamente più cospicua del numero (due articoli esilaranti ma inquietanti di GianAntonio Stella, uno di Gianluigi Da Rold e uno del sottoscritto). Della Lega abbiamo voluto raccontare e documentare le falsificazioni storiche. Per esempio la stella del sole delle Alpi, vantata da quell’indicibile genio di Mario Borghezio, che descrive lo stemma leghista disegnato anticamente  sulle rocce alpine: balla colossale, è uno stemma che troviamo anche nelle piramidi egizie, sulle tombe  algerine e tunisine, perfino in Romania, in Arabia Saudita, in Cisgiordania, nelle italiche zone della civiltà etrusca. L’altra balla colossale (alla quale purtroppo credono decine di migliaia di leghisti padani) riguarda la discendenza dei popoli padani dai Celti. Confesso che mi  sono divertito a fare le ricerche soprattutto su uno splendido volumone (800 pagg.) Bompiani 1991. E il rito pagano dell’ampolla e del “Dio Po” di Umberto Bossi diventa non solo una ridicola cerimonia ma anche una fregnaccia sbalorditiva. La Padania, per intenderci, già cinque-sei secoli prima di Cristo era stata colonizzata dagli Etruschi (anche loro terùn, per gli adoratori -ex?- di Bossi) e i Celti, cioè tribù provenienti dalla Francia, furono ripetutamente sconfitti dai locali terùn e dai Romani (Mediolanum fu conquistata dai Romani nel 222 a.C.) . Senza contare che le sbandate tribù celtiche finirono anche per  mettersi agli ordini  di un iperterùn tunisino: Annibale. Eccetera eccetera. Certo: falsificazioni storiche, non uso spregiudicato dei soldi pubblici come viene scoperto oggi, ma non credo che le falsificazioni siano meno gravi, perchè incidono su una “cultura di massa”.

Ne approfitto per indicare altre storie di artifizi finanziari (lo splendido pezzo di Massimo Mucchetti su Madoff, Goldman Sachs ed epigoni fino a oggi, in Italia e Usa) ma anche  la ricostruzione di Marco Imarisio della tremenda vicenda Eternit-Casale Monferrato, Sergio Rizzo che racconta il miliardo di euro che vola con il ponte sullo Stretto; la Calciopoli del 1980, vicende di mafia e di servizi segreti. E anche il racconto di un giovane giornalista che si infiltra nella Scientology milanese.


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