| | | Disinformatja old style
Testata
13.7.2012

Disinformatja old style

Scritto da in Senza categoria | Permalink

La scarsa informazione talora provoca guai anche ad autorevoli commentatori, con tanto di editoriali a disposizione. Oggi leggo, su un settimanale allegato a un quotidiano, un articolo dal titolo: “Dov’era la politica mentre Marchionne smantellava la Fiat?”. Nel testo sono contenuti vari errori che nascono, evidentemente, da scarsa informazione o dalle “vox populi” che abbondano, ma non per questo sono corrette. L’autorevole autore, per esempio, scrive che 20 anni fa in Italia si producevano due milioni di auto all’anno, “ora siamo a 400mila, meno di Slovacchia e  Polonia”. Già, ma in Slovacchia ci sono impianti non slovacchi ma tedeschi (Volkswagen), in Polonia a Tichy si produce ancora la Ford Ka e si produceva la Fiat Panda, finchè non è stata portata (da Marchionne) in Italia, a Pomigliano. Aggiunge, l’autorevole giornalista, che in Italia si produce la metà delle auto prodotte in Inghilterra (già, ma le fabbriche  inglesi sono dell’indiana Land Rover-Jaguar, della giapponese Nissan), un quarto della Spagna (fabbriche Seat, proprietà VW), un decimo della Germania (e finalmente l’autorevole giornalista ha ragione: Mercedes,Bmw e VW sono tedesche). Poi aggiunge: “da grande nazione esportatrice siamo diventati l’unica potenza industriale che importa automobili dall’estero” . Peccato che non è una novità: sono quasi vent’anni che il mercato italiano di auto vendute vede una maggioranza del 70 e più per cento di auto straniere. Donde la domanda: ma non se ne è mai accorto, anche soltanto guardando le auto passare sulla Cristoforo Colombo, a Roma?  Forse è anche smemorato, perchè non ricorda che quando Marchionne fu chiamato alla Fiat l’azienda torinese era alla frutta e stava per essere ceduta alla General Motors. Chieda ai suoi valentissimi colleghi di farsi raccontare la vicenda del “put” (che salvò la Fiat). Perchè nel 2004, caro collega, l’industria dell’automobile in Italia era già alla frutta. Non c’era bisogno di Marchionne per raggiungere il risultato di “smantellare la Fiat”.

Poi l’autorevole collega aggiunge: “la Fiat ha usato il generoso sostegno pubblico per chiudere uno dopo l’altro gli stabilimenti e portare la produzione all’estero”. Quali stabilimenti chiusi? Uno solo in realtà (oltre al recente caso di Termini Imerese, costruito a suo tempo grazie al “generoso sostegno pubblico, ma Marchionne non c’era): l’Alfa di Arese, la cui produzione venne portata, purtroppo, a Pomigliano, dopo l’incauto (per usare un eufemismo) acquisto dell’Alfa per impedire che la prendesse la Ford. Un micidiale errore strategico. La mancata informazione, quando appare sulla carta, diventa disinformazione. Peccato. Perchè basterebbe leggere quanto scrive e documenta correttamente il suo giornale . D’altronde l’editoriale/rubrica dell’autorevole collega si chiama “Contromano”. E stavolta c’è andato davvero: su strada si prende la multa (se va bene, o si incorre in crash peggiori), su carta si fa disinformazione.

P.S. So bene che qualcuno dirà o penserà o scriverà: ma tu scrivi su un giornale RCS, dove la Fiat ha il 10 virgola per cento, e qui stai difendendo la Fiat. Non difendo Marchionne, ma semplicemente i fatti. E basta leggere le 150 pagine del numero di giugno de L’Europeo (“Storia della Fiat -dalla famiglia Agnelli a Marchionne”)  per fare le opportune verifiche.


COMMENTI: 22, lascia il tuo!   |   Permalink   
    Commenti dell'articolo (22)
    • sergio m. | 14 luglio 2012 alle 00:28

      S’è dimenticato che alla Vw i salari sono tra i 2.700-3.000 euro, il doppio della Fiat (legga Panorama di questa settimana, se non ci crede), per questo il prodotto tedesco è mille volte superiore a quello Fiat, e anche per questo, cioè per motivi etici, che di recente ho evitato di acquistare una Fiat comprando proprio una Vw.
      Ma davvero trova così normale che la Fiat possieda giornali? Sarà per questo che le vengono male sia le macchine che i giornali? (perciò la stampa italiana è al 61esimo posto nel mondo, e persino la stampa del Botswana è più libera di quella italiana). Le risulta che la Vw faccia giornali e macchine? Secondo me fa solo macchine e in Italia la situazione è da medioevo, detto non da me ma da de Silva ex Alfa che disegna tutti i marchi Vw. E si riferiva proprio alla gestione del suo pupillo Marchionne.
      Medioevo.
      Saluti.

    • mario | 14 luglio 2012 alle 14:38

      Egregio Sig. Sergio ma lei è un uomo davvero fortunato ha avuto una macchina Vw che le sembrata mille volte meglio di una Fiat? Che fortuna, invece io sono stato evidentemente proprio sfortunato con la mia Golf 1.4 gl ho fatto 100.000 km, l’ho rottamata per disperazione, mentre invece la mia Marea Sw ha fatto 430.000 km è continua non solo a camminare ma non mi costa niente di manutenzione. Spero che la vW le paghi un buono stipendio visto che credo che per dire queste cose sia un loro dipendente e collega di De Silva, o magari addetto al Marketing, io lavoro invece alle Poste, abbiamo sempre contatti con la polizia stradale che mi dice più o meno le stesse cose che penso io, ovvero Subaru che si rompono che è una bellezza, Bmw con una tenuta di strada che fa schifo sul bagnato (e detto da loro che fanno la guida veloce è molto grave) e che consumano tantissimo mentre invece le Alfa sono quelle che danno meno problemi. Quindi per non essere troppo dispersivo se lei si trova bene con Vw è un uomo molto fortunato ma in gnenerale la Vw è una fra le macchine più rottamate dopo 10 anni di vita, la Fiat è invece al contrario una di quelle meno rottamate, tutto il resto sono schiocchezze. E se la Fiat è una fra le meno rottamate e la Vw una di quelle che dopo 10 si rottama di più un motivo ci sarà, Voi che dite?

    • sergio m. | 14 luglio 2012 alle 15:07

      Gentile Sig. Mario, lei dovrebbe citare statistiche e fonti inoppugnabili a sostegno delle Sue tesi, altrimenti quello che Lei dice potrebbe provenire per quanto ne sappiamo dal Lingotto in persona, di più Lei potrebbe essere addirittura Marchionne, oppure dioneliberi, il Mario Monti che è della stessa ditta (perlomeno in quanto editorialista del Corriere). Quello che è certo è che alla Vw c’è la cogestione tra sindacati e imprese e il Landini tedesco siede addirittura nel cda della “Juventus” della Vw, i lavoratori guadagnano il doppio di quelli italiani etc etc. Queste cose non me le invento io ma mi sono informato su Panorama di questa settimana, stanno scritte lì, si tratta di uno più autorevoli e antichi settimanali italiani oltre che il più venduto.

    • sergio m. | 14 luglio 2012 alle 15:12

      Per completezza: non è che da Silva le ha dette a me quelle cose, le ha dette a Panorama, sono di pubblico dominio: ha detto che l’Italia è medioevo rispetto all’organizzazione del lavoro che c’è in Germania, e trattandosi di un tecnico non ho motivo di pensare di saperne più di lui.
      Non è che ai tecnici dobbiamo dar retta solo se provengono dal Corriere della Sera e ci fanno pagare l’IMU per poi farci declassare da Moody il giorno dopo: certo che se Marchionne capisce di impresa quanto Monti di governo, altro che Medioevo!

    • MArio Carossi | 14 luglio 2012 alle 17:06

      Splendido articolo, finalmente un po’ di oggettività

      #sergio m.: guardi che gli stipendi tedeschi di Vw non possono essere paragonati a quelli di fiat in Italia, provi a confrontarli con gli stipendi che gli operai Skoda in R.Ceka o Seat in Spagna prendono da mamma Vw e vedrà… come anche Vw possa essere matrigna e come le condizioni al contorno siano non dipendano dagli ad di turno.
      Ascrivere a Marchionne tutti i mali è probabilmente un esercizio molto abreativo, …ma assai poco oggettivo….

    • sergio m. | 14 luglio 2012 alle 18:27

      gli stipendi che gli operai Skoda in R.Ceka o Seat in Spagna prendono da mamma Vw
      -
      Sono almeno doppi rispetto a quelli che nonna Fiat paga agli operai brasiliani a parità di potere d’acquisto, questo glielo potrà confermare chiunque: Marchionne paga sempre la metà ovunque, è cosa nota.

    • sergio m. | 14 luglio 2012 alle 18:33

      “Le condizioni al contorno” è astrofisica, però, scusi sa: con Marchionne il problema è già il primo, il secondo lo passa sì e no una volta alla settimana, figuriamoci il contorno… Ma lo sa che Marchionne guadagna più di tutti i suoi dipendenti messi insieme? Solo per questo non ci sono i soldi per aumentare gli stipendi, se li cucca tutti lui: in Germania non è così, questi sono i fatti. Diversamente facciamo disiformazione, con il rischio che il dottor Protti ci sgridi (e avrebbe ragione).

    • Daniele Protti | 16 luglio 2012 alle 09:03

      Caro Sergio, la ringrazio soprattutto di una cosa: non ha contestato nessuna delle affermazioni che ho scritto a proposito di disjnformatia. Ha parlato d’altro. Con una serie di imprecisioni (per così dire). La sua fonte-Bibbia è Panorama. Settimanale che ha una storia gloriosissima, fondato dal grande Lamberto Sechi (che è stato anche direttore de L’Europeo), quando era della Mondadori pre Berlusconi Da molti anni è della Mondadori-Berlusconi. Lei scrive che è il settimanale più venduto. Non è vero, da anni. Tutta la carta stampata, e in particolare i newsmagazines, ha avuto cali vistosi di vendite in edicola; se parla di settimanali di informazione l’edicola dice, per esempio, che Oggi batte sei o otto a zero Panorama, L’Espresso, ecc (parlo di edicola, non della saga degli abbonamenti). Ma veniamo alla sua “campagna”. Che sia anti-Corsera è nel suo pieno diritto, ci mancherebbe, però potrebbe spiegare (a me, alle lettrici e ai lettori) perchè è una colpa e fonte di sospetto il 10,2% della Fiat nell’azionariato RCS e non il 100% di Berlusconi in Mondadori, quindi anche nella Bibbia-Panorama.
      E’ suo diritto fare il tifoso, per carità, ma possibilmente in toni meno partisan. Venendo al merito: giustamente ricorda che il film dell’industria automobilistica tedesca è diverso da quello italiano anche perchè le aziende metalmeccaniche tedesche (tutte, non solo VW) hanno nei consigli di amministrazione rappresentanti dei sindacati metalmeccanici tedeschi. Ma, caro Sergio, correttezza vorrebbe che si ricordasse anche qualcos’altro; la scelta sindacale tedesca di compartecipare alla gestione dell’azienda nasce da differenze politiche abissali: i metalmeccanici tedeschi sono di storia e cultura socialdemocratica; altro film in Italia: nella Fiom, dopo Bruno Trentin, la dirigenza è passata in mano alla frangia più estremista, e non a caso oggi il giovane Landini, tra un’intervista e l’altra (d’altronde, non partecipando a trattative, ha molto tempo a disposizione) lascia capire che DiPietro, Grillo ecc. (compresi i No Tav) sono per lui gli interlocutori preferiti (o gli ultimi che gli sono rimasti?).
      Ma torniamo al merito. Le può girare le cose come vuole, e attenersi alla Bibbia-Panorama, ma non basta. Se vuole posso raccontarle la storia di Walter Da Silva, sciaguratamente lasciato andare via dalla Fiat in epoca ben precedente a Marchionne. Da Silva da anni -in interviste e anche in colloqui diretti (per esempio quando presenziò, a Milano, all’accordo per l’ingresso del team Giugiaro in VW)- ripete che la gestione del mercato del lavoro in Italia è pessima: ma trovi una fonte (oltre alla sua Bibbia-Panorama) in cui Da Silva si riferisce al mercato del lavoro italiano solo in termini di Fiat. Oggi le cose che dice non sono anti-Fornero, sibbene il contrario, Sottolineo poi che gli stipendi VW in Slovacchia, Brasile, Spagna ecc. non sono “tedeschi”, ma “locali” : per esempio in Brasile (altro che doppi di quelli Fiat: ma la sua fonte è sempre quella “bibbia”?). Quanto allo “stipendio” di Marchionne (certamente iper, super o come lei vuole definirlo) è frutto di una trattativa; le piaccia o no, ma non faccia finta di non sapere che anche i massimi dirigenti di VW, Bmw, Mercedes ecc. spuntano appannaggi legati a quello che si chiama “fattore di rischio”. Altrimenti ci raccontiamo favole. E comunque: se Fiorello o pincopallo chiede a Mediaset o alla Rai milioni per una trasmissione tv, da Sanremo in giù, lei pensa che si possa fare un confronto intellettualmente onesto? Per chiarirmi, anch’io penso che il contratto sia favoloso,ma capisco che In Germania, Usa ecc. il fattore rischio viene monetizzato alla grande. Faccia un confronto tra quello che prende Marchionne (che sta salvando Chrysler) e quello che prendeva Rick Wagoneer (Ceo della General Motors fino alla disfatta di tre anni fa) e capirà i trend (certamente esagerati) in vigore in quasi tutto il mondo.
      Un’ultima osservazione: le insinuazioni sulla subalternità mia (e del Corsera) alla Fiat se le risparmi. Magari facendo una operazione modestissima di onestà intellettuale, per esempio leggendo (oltre alla sua bibbia berlusconiana) anche quello che è stato scritto e pubblicato su L’Europeo nel numero di giugno”Storia della Fiat”, e soprattutto gli articoli incalzanti di Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera. E’ dal confronto che nasce l’approfondimento e il contraddittorio. Altrimenti si fa propaganda (magari proprio nel momento in cui il salvatore Berlusconi ridiscende in campo). Cordiali saluti
      daniele protti

    • sergio m. | 16 luglio 2012 alle 12:39

      Caro Direttore,
      intanto la ringrazio per la risposta ben argomentata, che a prescindere dalla mia modesta persona, dimostra quel rispetto per il lettore che è proprio di un vero grande giornalista.
      Nel merito: è vero che Oggi (Rcs, se non erro) batte Panorama, ma come lei m’insegna Oggi si rivolge a un’altra fascia di pubblico, per cui il paragone mi sembra alquanto improprio. Diciamo semplificando alla grossa, che se Visto o Chi si rivolgono a un pubblico che ha terminato la scuola dell’obbligo, Oggi e Gente stanno tra la scuola dell’obbligo e il diploma, così come L’Europeo Panorama e L’Espresso tra il diploma e la laurea… quindi Panorama nella sua fascia è il più venduto. Certo poi andrebbe considerata la periodicità etc, ma non è questo il tema.
      Su una cosa concordo con lei, ossia quando di riferisce alla matrice socialdemocratica del sindacalismo tedesco. E’ vero che da noi i socialdemocratici si chiamavano comunisti, ma fin da Berlinguer è altrettanto chiaro che si trattava di socialdemocratici, per cui continuare con la finzione di ritenerli massimalisti (come fa Marchionne: ma per costui è ammessibile considerato il suo livello culturale generale che è a malapena da scuola dell’obbligo) non mi sembra una gran trovata… anche perché ci fa assomigliare tanto a Berlusconi, che continua imperterrito a dare del comunista a Bersani :-)
      (mi chiamano per il pranzo, continuo dopo :-)

    • sergio m. | 16 luglio 2012 alle 13:43

      Quanto a Panorama non è certamente la mia Bibbia, lo compro ogni tanto così come compro in media un numero sì e uno no dell’Europeo: L’espresso invece ho proprio smesso di comprarlo, dopo esserci stato persino abbonato, perché mi accorsi che stavo per diventare berlusconiano a furia di leggere lo sciocchezzaio liturgico dell’antiberlusconismo militante di quella lobby-chiesa (di cui il Pd è il braccio secolare).
      Grillo purtroppo è l’unica possibilità rimasta in questo Paese, l’unico che non è sotto il controllo diretto né di Berlusconi, né della lobby di Repubblica, né di quella, più articolata, del Corriere: non è che la gente vorrebbe votarlo, è che proprio non ha altra scelta. Così i Marchionne hanno ridotto questo Paese, di cui hanno occupato tutto l’occupabile, e se siamo il paese con la più alta sperequazione (il 10% che possiede la metà della ricchezza) di tutta l’Europa civile, la colpa è soprattutto della lotta di classe condotta (rigorosamente con i soldi pubblici) nei decenni dalla Fiat, senza parlare del famoso miliardo trafugato in Svizzera (stando ai giornali, pochi, che ne hanno parlato) dal ben noto belante superman dei tempi andati. Capisco pure una certa disdetta nel constatare che quando finalmente la situazione sembrava sotto il totale controllo dei tre potentati maggiori della penisola, felicemente unificati nel governo degli “affari comuni” Monti, adesso si debba purtroppo tornare alle urne e trovarsi l’M5S -secondo partito- in Parlamento a dire queste cose un giorno sì e l’altro pure: beh è davvero spiacevole in effetti, fosse per me abolirei le elezioni definitivamente e terrei Monti a vita, con falcotà di designare il suo successore e sperando che sia Montezemolo. Ma siccome non dipende da me, Grillo mi limiterò a votarlo ma turandomi il naso, solo perché non ci sono alternative. Avessimo un Partito socialdemocratico come quello tedesco, prenderei la tessera domattina!
      Cordiali saluti anche a Lei.

    • sergio m. | 16 luglio 2012 alle 13:50

      Sig. Mario: adesso che mi sono “sfogato”, posso anche dirle che idealmente sono un proprietario di Vw… nella realtà reale (rimanga tra noi) ho una Fiat, e pure un’Alfa da cui non scenderei mai :-)
      saluti

    • sergio m. | 16 luglio 2012 alle 15:06

      Chiedo umilmente scusa, ma mi sono accorto di un errore: i miliardi di euro ricevuti dallo Stato italiano e trasferiti direttamente in Svizzera dal Senatore a vita della Repubblica italiana Agnelli sembrerebbero due anziché uno, stando al Corriere che riferisce una fonte autorevole filoberlusconiana (“Tg5″). Per questo forse la Fiat era in deficit? E allora davvero mille grazie a Sergio Marchionne per averla salvata. Almeno lui ha la residenza direttamente in Svizzera per cui i soldi ce li porta legalemnte e alla luce del sole.
      Ho davvero concluso, buon proseguimento a voi tutti.
      -
      http://www.corriere.it/economia/09_agosto_12/agnelli_eridta_3baf8258-8769-11de-a53e-00144f02aabc.shtml

    • marcello pirovano | 17 luglio 2012 alle 16:37

      Leggo solo ora Disinformatja Old Style, ma sono scusato perchè le 150 pagine dello speciale sulla Fiat de L’Europeo me le sono sparate subito appena il numero è uscito. E l’ho fatto leggere, per buona memoria, a tutti in redazione. Quindi approvo tutto e il buon Maltese, questa volta, è stato davvero “Corto”. Di ricerche e informazioni.

    • Marcello | 7 agosto 2012 alle 18:39

      Finalmente un articolo obiettivo! Complimenti, forse è il primo vero articolo in Italia sul valore di Marchionne (si perche in Usa ne leggo ma qua mai..) e soprattutto sul fatto che mai nessuno ricorda che la FIat non è ora che ha problemi (anzi ora si sta salvando grazie a Chrysler, cioè Marchionne…) ,ma il vero disastro lo aveva nel 2004, un 2004 che in cui nessuno e dico nessuno avrebbe scommesso sulla sopravvivenza della FIat in nessun aspetto. Marchionne ha fatto un miracolo con in mano il nulla e un mercato che “i grandi manager” Cantarella e Romiti prima avevano distrutto. e qua nessuno sembra capirlo. Ma d’altra parte sono le stesse persone che non avevano capito niente del Put stesso nel 2004, sono le stesse che quando parlano degli amati stranieri sparando su FIat perche in UE produce Anche in Polonia o Serbia e chiude 1 degli 8 italiani che ha (termini imerese) fingono di non vedere che VW-Audi sono piene di stabilimenti in altri paesi, dalla slovacchia, all’ungheria, alla spagna, al belgio e loro stessi ne chiudono e spostano produzione, cosiccome appena accaduto al piu importante stabilimento Peugeot francese, o allo spostamento di modelli di fascia piu importante per gruppo Renault in marocco e romania… TUTTI stanno facendo cosi.. e anzi solo Marchionne è stato l’unico “c…ne” che ha spostato il modello oggi piu importante per Fiat in UE, Panda, in Italia dopo 15 anni! e senza aiuti statali! ecco.. a proposito di questo, che qualcuno vada a vedere cosa hanno ricevuto, in barba a obblighi UE che li vieterebbero, Renault, PSA dallo stato francese o VAG dal suo land per mascherare il finanziamento (di cui poi è stata anche condannata dalla UE) e come la Merkel ha “pagato” perche la Opel-GM 2 mld di euro perche sopravvivesse la produzione in Germania… o ancora le protezioni di stato che applicano giappone e corea su auto di importazione o cosa hanno riceuto le sorelle americane dal loro stato- E qua siamo a sparare su Marchionne e FIat che NON hanno avuto un solo aiuto dallo stato per loro specificamente da oltre 20 anni!

    • daniele protti | 8 agosto 2012 alle 16:42

      Caro Marcello, la ringrazio e mi permetto di aggiungere qualcosa, proprio grazie ad alcuni suoi riferimenti. Uno dei problemi con i quali mi devo continuamente confrontare è la mancanza di memoria storica di tanti connazionali. Quello che ricordano, per loro è la Verità, anche se il ricordo è parziale e incompleto. Sul tema della Fiat poi….tutti ricordano una cosa verissima: la Fiat degli Agnelli (ma il discorso ai può agevolmente estendere a molte -ripeto:molte- grandi e medie e piccole industrie italiane ,non solo del centro-sud ma anche, e non poco, del nord: chiedere, please, al siderurgico Lucchini e all’altro siderurgico Pittini) ha goduto, di finanziaria in finanziaria, di denari dello Stato. Questo “trend” viene disinvoltamente esteso anche alla Fiat moribonda risolta con il da lei ricordato “put”: ma è un falso. Da quando il signor Marchionne è arrivato in Fiat, non ci sono stati soldi pubblici della Fiat (se non quelli della cassa integrazione, fenomeno che purtroppo comprende almeno l’80% dell’industria italiana degli ultimi anni). Purtroppo è grave che questa ignoranza dei fatti coinvolga anche uno che invece la storia dovrebbe conoscerla, e mi riferisco al “compagno” Landini, segretario generale della Fiom. Il quale mostra di non sapere (o sa, ma fa finta di non sapere) alcuni fatti che riguardano la sua categoria (a proposito, nonostante quanto ha dichiarato nell’intervista a Sette, non è vero che gli iscritti alla Fiom aumentano,tanto che la Fiom sul suo sito non li comunica da due anni!) , per esempio questi:
      - quando la Fiat di Agnelli decide di acquistare l’Alfasud di Pomigliano, per impedire che la Ford entrasse sul mercato italiano, fece probabilmente un errore tragico. Allora le auto uscite da Pomigliano erano piene di difetti, perchè fatte male: colpa di dirigenza, fornitori, ecc. ma anche degli operai: tassi di assenteismo clamorosi (IL RECORD FU IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO GENERALE PROCLAMATO DALLA FIOM DOPO L’OMICIDIO DI GUIDO ROSSA DA PARTE DELLE BR) e documentati, fabbrica lurida e cortei di operai che uscivano per gestire il “mercato” fuori dai cancelli, eccetera. Tutti fatti documentati: filmati, fotografati, corredati da testimonianze. La Fiom era sindacalmente la più ricca di iscritti, ma la maggioranza era di Lc e altri gruppi estremisti.
      Per la Fiat è stato un disastro economico: dalla fabbrica uscivano poche auto e piene di guai. Tutta colpa degli operai? No. C’è sicuramente una responsabilità del sindacato (complessivamente inteso, non solo la Fiom) che non seppe gestire la fabbrica. Ma certamente anche della Fiat si può dire che annaspò, con una buona dose di compiacenza.
      Inevitabile che il trend, produttivo e remunerativo, fu con il costante segno – (meno).Non a caso la Panda, che per alcuni anni ha finanziato , di fatto, le produzioni italiane Fiat, è stata costruita in Polonia, con altri costi e altri risultati di qualità produttiva. Bene, dopo aver salvato la Fiat (il famoso put), Marchionne compie l’azzardo (l’ho scritto tre mesi fa su L’Europeo) di spostare la produzione della Panda da Tichy a Pomigliano. Un azzardo soprattutto perchè il gruppo dirigente Fiom (non solo Landini, ma anche gli altri -ini che lo hanno preceduto) non ha capito che l’investimento di oltre 800 milioni di euro non poteva essere scambiato con un “grazie, ma nulla cambia” rispetto al passato: rispetto delle regole, stop assenteismo, produzione.
      Azzardo sì, anche perchè i segnali della sovrapproduzione europea di auto erano già palpabili tre anni fa. Landini ha fatto la guerra quando invece avrebbe dovuto “collaborare”: capisco che detto così può sembrare strano, ma credo che sia semplice buonsenso. Se sai (beh, se non sai è colpa tua) difendi i posti di lavoro che Marchionne garantisce (poteva tenere la Panda a Tichy, in Polonia) e non fare la guerra contro: perchè in questa guerra non c’è un vincitore ma due perdenti (gli operai e Marchionne).
      Invece di allearti con i noTav , caro Landini, pensa a difendere i posti di lavoro dei tuoi iscritti: il che significa fare in modo che la fabbrica funzioni e produca. E produca bene: con un livello di qualità che regga il confronto con la concorrenza (non solo VW, ma Hyundai, Kia, Skoda,eccetera). Sembrano cose ovvie, ma per una parte della cosiddetta sinistra sono bestemmie. E presentate come tali diventano propaganda anti-Fiat ma anche pro-altri (la concorrenza). Chi ci perde sono quelli che dici di difendere.
      Questo, molto in sintesi, è quanto penso, caro Marcello. Convinto che quella sinistra dei Landini, noTav ecc. è un morto che cammina. Perchè non pensa. E questo mi dispiace molto. Se cammini in avanti con la testa voltata indietro prima o poi sbatti.
      P.S. Lei Marcello ha citato Cantarella. E’ nei suoi tempi che il gruppo Fiat registra due flop clamorosi: la Lancia Thesis e soprattutto la Fiat Stilo. Due mazzate sui conti della casa. Marchionne non c’era ancora.

    • pepper chili | 23 agosto 2012 alle 20:53

      La Fiat è stata condannata da un tribunale della Repubblica Italiana per comportamento antisindacale. Sentenza liquidata dal divo Sergio con un “folclore locale” che la dice lunga sul rispetto che la Fiat ha per le istituzioni di questo Paese, un Paese che non ha fatto che foraggiare la Fiat e risollevarla da tutti i fallimenti collezionati per la pura incapacità di stare sul mercato, come dimostra la recente uscita di Marchionne sulla Vw, rea di batterlo a occhi chiusi sempre e comunque. Ha fatto benissimo la Vw a chiederne le dimissioni, speriamo che Marchionne si dimetta anche dalla Fiat visto che sotto di lui perde quote di mercato a precipizio.

    • pepper chili | 23 agosto 2012 alle 20:56

      Poi, il “compagno” Landini non sarà granché, ma certo meglio del “camerata” Marchionne è, la prova è che il tribunale della Repubblica ha condannato Marchionne e non Landini. Ma immagino che per alcuni giornali di proprietà della Fiat, per nulla succubi come sappiamo, questo sia un dettaglio trascurabile.

    • daniele protti | 24 agosto 2012 alle 09:40

      Caro Pepper, lei non legge quello che c’è scritto sopra (dati, notizie, fatti), e continua a battere lo stesso tasto. Ripeto: guardi i dati, guardi i fatti, e poi parli. La Fiat era MORTA prima dell’arrivo di Marchionne, che con il famoso “put” con GM l’ha tirata fuori dalla bara già bell’e pronta. E oggi è Chrysler ha tenere in vita il marchio Fiat. Provi a guardare (sono stati scritti anche qui sopra da altri intervenuti) i dati del mercato europeo dell’auto degli ultimi due anni: una tragedia per Fiat, Renault, Peugeot, Citroen, Opel e ora ci sono anche segni inquietanti per le grandi tedesche: sovrapproduzione in Europa, crisi economica ecc. Anche la Grande Germania comincia a capire che, essendo il 62% del suo export industriale in Europa, ha qualche problema. Certo, lei e Landini avete bisogno di trovare il capro espiatorio in Marchionne: sia soddisfatto, l’importante è avere qualcuno contro cui tifare contro (indipendentemente dai fatti). Ma non siamo allo stadio, purtroppo.

    • pepper chili | 24 agosto 2012 alle 12:37

      Caro Direttore, se Marchionne perde tutte le cause (il tribunale gli ordina di reintegrare gli operai e lui non lo fa, lo condanna per comportamento antisindacale e lui parla di “folclore locale”) e continua a ignorare le sentenze è perché per lui se stesso (e, in modo accessorio, i suoi azionisti) sono molto più importanti della Repubblica italiana (ha più volte detto che l’Italia non gli serve). Lei però è padronissimo di continuare a snocciolare cifre e percentuali (un metodo in cui Berlusconi è maestro), e a me non resta che allargare le braccia.
      Cordiali saluti.

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