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Testata
6.3.2014

Nuova Mini, intrigante e tecnologica

Scritto da in Auto Leiweb

Et voilà, da metà marzo c’è la nuova Mini.Chiarisco subito: non è un “normale” restyling. Motori nuovi, scocca più robusta, innovazioni tecnologiche di prim’ordine. Il tutto, perdipiù, praticamente allo stesso prezzo di listino. E anche questa è una novità. Arriverà pure il modello rinnovato della basic Mini One (benzina e diesel) ma ora le tre nuove Mini si chiamano tutte Mini Cooper: benzina e diesel, più la Cooper S a benzina.  Le dimensioni esterne sono praticamente le stesse (1 cm in più di lunghezza e larghezza, più o meno) ma l’interno è stato studiato e modificato per ospitare i passeggeri posteriori con maggiore comodità. E naturalmente l’apparato per le varie articolazioni dell’infotainment è adeguato al livello del marchio.

Le due Cooper benzina e diesel hanno un nuovo motore 1500 cc a tre cilindri da 136 cv per il benzina e 116 per il diesel; invece la Cooper S ha un duemila quattro cilindri da 192 cv (avete letto bene). Sono il risultato di una “integrazione” sempre più profonda tra marchio Mini e marchio Bmw, e proprio sulla gamma Bmw troveremo molte novità ora introdotte nella gloriosa vetturetta disegnata cinquant’anni fa da Alec Issigonis. Integrazione, non semplice sperimentazione, il che significa una forte garanzia sul piano della qualità complessiva. Le nuove Mini sono più scattanti, più sicure (grazie a una maggiore rigidità del telaio) e -pur con cilindrate e potenze aumentate- meno assetate di carburante, e anche questo è un risultato della accresciuta integrazione scientifica e tecnologica tra Mini e Bmw. I primi tre motori delle nuove Cooper soddisfano un’ampia gamma di gusti, tra chi ama il viaggio tranquillo (e il facile parcheggio…) e chi apprezza il brio, lo scatto. D’altronde i costruttori tedeschi pensano in grande, e non è un caso se  Bmw sta costruendo un nuovo stabilimento in un grande paese emergente come il Brasile (come Audi e Mercedes, peraltro, oltre a Jaguar/LandRover).


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12.2.2014

Fiat 500 L Beats Edition, elegante e sportiva

Scritto da in Auto Leiweb

L’ultima versione della Fiat 500 L è intrigante: si chiama Beats Edition,  ha un look elegante e insieme  sportivo, perché bicolore (grigia con tetto nero oppure nera con tetto grigio) con vernice opaca (ma, volendo, anche lucida) e il muso  -simile a quello del modello Trekking-  ha quel  pizzico di aggressività che non guasta per una vettura che vuole coniugare  brio e comodità all’insegna dell’eleganza. Non va dimenticato che la 500L  (al primo posto nelle vendite in Europa nella sua categoria MPV, insomma monovolume compatte) è comoda per cinque persone, ha un ottimo bagagliaio e in questa versione è dotata di cerchi in lega da 17 pollici.

Divertenti i due motori disponibili: il diesel millesei da 120 cv di potenza e il benzina millequattro sempre con 120 cv  (questo volendo può andare anche a Gpl), entrambi hanno il non trascurabile vantaggio di coniugare buone prestazioni e bassi consumi ed emissioni nocive. Inoltre sono ragguardevoli le dotazioni di serie che comprendono climatizzatore automatico,  alzacristalli elettrici, fendinebbia, cerchi in lega da 17 pollici, fari automatici. E soprattutto l’impianto audio della Beats (da qui il nome  di questa versione) con una potenza di 520 watt e la dotazione di 6 altoparlanti. I prezzi variano dai 19.410 euro per il benzina e 21.610 per il diesel.

Ultima versione della Fiat 500 L Beats Edition

Particolare dell’interno della nuova auto

 


30.1.2014

L’auto ibrida, brillante e risparmiosa

Scritto da in Auto Leiweb

Quasi tutte le case automobilistiche ormai studiano e investono su vetture a motore elettrico, ma avanza anche la diffusione delle versioni ibride come formula per abbassare il livello di consumi ed emissioni nocive, e spesso con risultati decisamente soddisfacienti, senza penalizzare troppo le prestazioni dell’auto. La formula è quella dell’abbinamento tra motore elettrico e motore termico, con la possibilità di procedere anche soltanto con l’elettrico (comunque per un ridotto numero di km e ad andatura non superiore ai 30 km/h). Troviamo in casa Audi la A6 2.0 TFSI Hybrid  e la Q5; per Bmw ci sono le potenti Serie 3  e Serie 5 ActiveHybrid; la Cadillac Escalade (un Suv seimilaV8…forse troppo); la piccola Honda Jazz;  l’Infiniti Q50 e la berlina M; le Lexus CT, IS, Gs e RX; le Mercedes Classe E e Classe S; l’Opel Ampera; le Porsche 918 spyder (che rimane cattivissima) e Cayenne; le Toyota Yaris, Auris, Prius; la Volvo V60.

Il test che ho potuto fare, sull’arco di più di 2000 km, è stato con la Mercedes E Bluetec Hybrid, nella versione station wagon. Una prova impegnativa,perchè questa E è lunga quasi 5 metri e sfiora le due tonnellate di peso. Il motore termico è un 4 cilindri diesel di cilindrata 2.2, la potenza complessiva (termico + elettrico) è di 231 cv. Come va è presto detto: più che brillante, per brio e morigeratezza di consumi ed emissioni. Una Classe E sw ha un grande spazio interno, un bagagliaio ben congegnato e razionale, e tutto questo non è una sorpresa per una Mercedes. L’autentica sorpresa è che la differenza tra l’ibrido e il termico la misuri al distributore quando fai il pieno: un 30% in meno di spesa. Il tutto guidando comunque normalmente , con la possibilità di tenere medie interessanti (comunque senza “correre”). Una avvertenza è d’obbligo: in città, quando si va solo con il motore elettrico, occorre prestare attenzione ai pedoni, che non sentendo rumore, attraversano la strada senza guardare se arriva un ciclista o un’auto  (e questo a Roma o Napoli capita spesso, troppo spesso). Quanto all’interno la qualità dei materiali (pelli, legno, plastiche, dotazioni di infotainment, ecc.) è teutoniche: nell’ “alto di gamma” la competizione tra Audi, Bmw e Mercedes produce risultati notevoli (e costosi, ovviamente; a proposito, questa Bluetec Hybrid costa più di 50mila euro).


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16.12.2013

Bmw i3, l’elettrica brillante

Scritto da in Auto Leiweb

L’auto elettrica comincia a diventare una realtà. Per procedere sulla strada della riduzione delle emissioni nocive vari produttori hanno già realizzato molti modelli “ibridi” (cioè motore termico e motore elettrico che si “aiutano”), e certamente Toyota Prius  è quella più sperimentata e nel corso degli anni migliorata (…grazie anche ai prolungati “test” garantiti soprattutto dai tassisti milanesi). La “elettrica-solo elettrica”  esiste in varie altre case produttrici (per esempioRenault Zoe e Fluence;  Nissan Leaf;  Peugeot iOn,  Citroen C-Zero, Opel Ampera, Chevrolet Volt, Toyota Prius Plug-In, Smart), ma tutti i produttori di auto stanno sperimentando in questo settore e al recente Salone di Tokyo si sono viste molte novità (in buona parte, sia chiaro, da testare ancora). Anche se rimane -per tutte- il problema della ricarica: dove e in che tempi.

Probabilmente la novità più interessante -e a suo modo sorprendente, perchè viene da un produttore molto “sportivo” nelle sue vetture- ora è la Bmw i3. Che, in realtà è un concentrato di insolite e avanzate novità progettuali (oltretutto la tedesca Bmw ha appena siglato un accordo di collaborazione con Enel per sviluppare la mobilità elettrica). Senza contare che non è la “solita” elettrica lenta : ha anche lo sprint. Molto dipende dal peso contenuto (1200 kg, rispetto alle concorrenti: 1500 kg per la Zoe, 1600 per la Leaf) grazie a una scocca realizzata interamente con carbonio e leghe leggere.Il blocco batterie (agli ioni di litio, otto anni di garanzia) è collocato sotto il pianale, mentre il motorino elettrico (pesa 50 kg) è sull’asse posteriore, collegato alle ruote da un riduttore: quindi niente cambio, schiacci l’acceleratore e va. Ci si deve un pò abituare alla guida, perchè in pratica si accelera e si rallenta quasi solo con l’acceleratore: se lo rilasci il recupero elettrico “frena” parecchio. Sì, c’è anche il freno tradizionale, ma in pratica si usa in caso di emergenza o se ci si deve fermare su una strada in pendenza.

La sorpresa

Auto elettrica, quindi lenta come una tartaruga? Per niente: schizza dai semafori  quando viene il verde, e ha una velocità massima di 150 km/, con un passaggio dagli 80 ai 120 in soli 5 secondi. Inoltre è una vettura con 4 posti veri, comoda e rifinita come dev’essere una Bmw. L’autonomia delle batterie dovrebbe consentire di percorrere almeno 130 km, per poi sottoporla alla ricarica. Volendo si può mettere, accanto al motorino elettrico, un bicilindro a benzina di 650 cm cubi da 34 cv, con serbatoio da 9 litri, che entra in funzione solo quando le batterie scendono a un livello minimo di carica (sistema che usa anche la Opel Ampera). In questo modo l’autonomia reale della i3 può arrivare a quasi 300 km. Ma pagando: il motorino a benzina costa 4600 euro (che si aggiungono al prezzo di listino di 36.500 euro). Sorbole ! , direbbero in Emilia.

E come va? Una volta che si è abituati alla guida, è assolutamente divertente perchè briosa, scattante, ovviamente silenziosa ed ecologica. Insomma, sorprendente. E poi, ammettiamolo, il design rispetta i canoni stilistici (eleganti e sportivi) della Bmw. Come prima auto elettrica della casa tedesca può essere considerato un avvio davvero interessante.


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14.11.2013

Mercato auto: siamo ai livelli di trent’anni fa

Scritto da in Auto Leiweb

È noto che la crisi economica colpisce anche il settore automobilistico in misura pesante : i livelli delle vendite sono tornati a quelli del 1978-1979, con un calo percentuale di circa il 7% annuo. Mi sono accorto che molti non ricordano che la “filiera dell’auto in Italia riguarda un numero di addetti di parecchie centinaia di migliaia di persone (e, per intenderci, i dipendenti Fiat sono una minoranza) perchè da ben più di vent’anni la quota delle auto Fiat vendute non supera il 30% del mercato nazionale. Il 70% dunque riguarda le aziende estere, con le loro concessionarie, officine, carrozzerie eccetera. La “filiera dell’auto”  ovviamente ne risente (in termini di occupazione complessiva: non ci sono, insisto, solo i dipendenti Fiat, anche se la titolazione di stampa e tv parla quasi esclusivamente di loro, ma… la  ”filiera” riguarda altri italiani/italiane, e sono la maggioranza).

Cambiano le scelte degli acquirenti: i motori diesel sono ormai al 54,8% del totale, diminuiscono le motorizzazioni a benzina (ormai al 30,7%), aumentano quelle a metano e  ibride mentre quelle a Gpl sono ferme all’8% circa. E’ interessante vedere l’andament0 dei gruppi e dei marchi nei primi dieci mesi 2013: Fiat  segna un -10,28%, il gruppo Volkswagen (che comprende Audi, Lamborghini, Seat, Skoda, VW) -9,01; Citroen-Peugeot (gruppo PSA) -13,49; Chevrolet-Opel (gruppo GM) -14,02; Ford -13,27. Reggono benino o con modeste flessioni, sempre nei primi dieci mesi 2013, Renault (+ 7,86), Hyundai/Kia -2,54; Mercedes/Smart + 1,14; Bmw/Mini  -1,70 ; Jaguar-Land Rover  -0,27; Toyota/Lexus -033. Curioso il dato di Porsche: -22,47 nei primi dieci mesi 2013, ma con un sonante dato positivo in ottobre (+ 18,73).

Può apparire noioso, ma spesso queste indicazioni del mercato auto spiegano il trend generale di un paese. Vediamo i modelli più venduti (benzina e diesel): nei dieci mesi 2013 i primi cinque posti sono occupati (nell’ordine) da Fiat Panda, Punto, Lancia Ipsilon, Fiat 500 e 500L; seguono Renault Clio, VW Golf, Citroen C3, Ford Fiesta, VW Polo. Grande attenzione mediatica sulle elettriche, ma ancora occupano una posizione irrisoria sul mercato. Ne  parleremo presto.


4.11.2013

Bmw X5, eleganza sprint

Scritto da in Auto Leiweb

In attesa di sperimentare la nuova all electric Bmw ( dalle splendide forme), la i3, testiamo la terza generazione della X5, la prima ad inaugurare la categoria dei Sav (sport activity vehicle), diversa da quella dei classici Suv (più maestosi e ingombranti).

Bmw ha un imprinting sportivo indiscutibil : anche quella meno potente va comunque forte. Per agilità, tenuta di strada, sicurezza, equilibrio complessivo. Ed è ovviamente molto elegante  e rifinita come si conviene a una vettura che comunque è tutt’altro che una low cost. Però sulla qualità è indiscutibile. Per qualità si intende l’insieme di diversi elementi: eleganza nel design e nei materiali dell’arredo interno, modernità al top per telaio, motori e trasmissioni, sicurezza complessiva. È evidente che quando si parla di una vettura tedesca premium (oltre a Bmw ovviamente anche Audi e Mercedes) è inevitabile una domanda “alta”: insomma è sacrosanto pretendere il  meglio (indipendentemente dal gusto personale quando a linee e arredi). Con la nuova X5 la Bmw cerca di essere all’altezza della domanda,  a mio parere lo fa molto bene. Certo: non è facile coniugare eleganza e sicurezza, sportività e comodità.

L’ultima versione della X5 ci riesce, senza rinunciare a quel tocco giovanile di una vettura che può andare ovunque, con charme e sicurezza. Senza contare che è già in regola con le norme antinquinamento Euro6, ha il cambio automatico a otto rapporti, start/stop di serie, oltre alla trazione integrale permanente. Ricchissima, e di facile uso e lettura, la dotazione per l’infotainment (navigatore, radio, connessione a internet ecc.). Certo, non è una low cost, anzi: il prezzo base supera i 60mila euro. Francamente, li vale. Ma adesso aspettiamo l’elettrica.


23.10.2013

Una teutonica coreana

Scritto da in Auto Leiweb

Coreani sì, ma teutonici. Sono quelli della Hyundai  (il gruppo comprende anche la Kia), che stanno migliorando le auto che producono con una tenacia e intensità capace di sorprendere anche il gran capo del gruppo VW (Volkswagen, Audi, Skoda, Seat), Martin Winterkorn , che all’ultimo salone di Francoforte, in settembre, ha esaminato con molta attenzione la “piccola” Hyundai: proprio la i10 , che ora è più larga, più lunga, più comoda rispetto al modello precedente. Qualcosa di teutonico c’è, non a caso,  proprio nel design, realizzato nel centro Hyundai di Russelsheim (ma l’auto viene costruita nella fabbrica Hyundai di Izmit, in Turchia) e francamente ha una identità stilistica tutt’altro che anonima, sempre in confronto al vecchio modello.

È una classica city car che tuttavia se la cava benissimo anche fuori città proprio perchè ha quattro posti comodi e un buon bagagliaio. Due motori disponibili: un quattro cilindri milledue da 87 cv e un nuovo mille a tre cilindri, con 65 cv, ma arriverà anche la versione bifuel (benzina e Gpl). Il cambio è manuale a 5 marce ma volendo c’è anche l’automatico a quattro. Gli arredi interni sono più che dignitosi, la qualità delle parti di plastica è è soddisfaciente . I prezzi vanno da 9850 euro fino ai 12.850 della più accessoriata (la Style),  ma fino a dicembre la versione i10 Login viene offerta ai clienti a 11.350 euro (con uno sconto di 600 rispetto al listino). Testata sulle strade  piene di curve della Sardegna ha mostrato una ottima tenuta. Non è da trascurare, inoltre, che di serie ha 6 airbag e l’Esp.


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14.10.2013

Una splendida Alfa? No, è Mercedes

Scritto da in Auto Leiweb

Mercedes Classe A è uno efficace esempio per spiegare come il mercato (cioè la domanda) finisce per condizionare i costruttori. La prima Classe A era una monovolume  non ingombrante, elegante, raffinata, disegnata/pensata per una clientela prevalentemente femminile, che in effetti rispose all’appeal, nonostante un inizio molto faticoso, per il famoso “incidente dell’alce” proprio in uno dei primi test. Cos’era successo? Nei primi test, in Svezia, la nuova A si rovesciò pur andando solo a sessanta all’ora.Era il  1997, la prova doveva verificare se, alla comparsa di un’alce sulla strada, la vettura avrebbe reagito con sicurezza. Andò male, splaffete. Da allora tutte le A furono dotate dell’Esp (electronic stability program) e nuovi pneumatici. Insomma una robusta iniezione di sicurezza.

Un anno fa Mercedes ha cambiato  totalmente design e look alla sua Classe A, e ci fu chi disse che aveva realizzato una vettura intrigante come l’Alfa Romeo non riusciva più a fare. C’era del vero (purtroppo): la nuova Classe A (alfista?) apparve subito grintosa, sportiva, vivace, quasi muscolare anche senza rinunciare all’ eleganza. Tanto che  i profeti di professione sentenziarono: Mercedes ha scelto un’auto soprattutto per una clientela maschile. Errore: la nuova A piace molto anche alle donne, forse proprio per quell’aria briosa, quasi sbarazzina, ma elegante. Senza trascurare che la nuova A (più lunga della precedente) è  molto comoda, ha un buon bagagliaio, e soprattutto una rassicurante tenuta di strada. È divertente, giovanile.

Il mercato conferma: molte A sono acquistate proprio da donne, che possono sbizzarrirsi nella scelta delle motorizzazioni: diesel e benzina tutte a 4 cilindri, turbo e iniezione diretta, ma con cilindrate e potenze diverse (da 109 cv in su). La “cattiva”  è la A250 Bluefficiency, un duemila benzina da 211 cv, mordente ma senza esagerare e senza perdere l’eleganza Mercedes. Il display centrale (sembra un Ipad) serve per la navigazione satellitare e per la connettività (è previsto una integrazione quasi totale con l’iPhone). Da sottolineare i consumi: anche chi ha il piede “normalmente” pesante sull’acceleratore può rimanere sorpreso. La gamma dei prezzi va da 22.900 a 37.700 euro . Già, è una Mercedes, e se la deve vedere con Bmw e Audi.


3.10.2013

La sorpresa Fiat 500L Living

Scritto da in Auto Leiweb

Invidio moltissimo i colleghi di AutolinkNews  (il direttore Alfonso Rizzo e Gianni Bellandi) che hanno realizzato, seppur in circostanze particolari, una performance sorprendente: da Torino a Parigi  spendendo solo 40 euro di gasolio. L’auto  è la Fiat 500L Living con motore diesel millesei da 105 cv. L’obbiettivo era quello di sperimentare “sul campo” gli ultimi accorgimenti  elaborati dalla Bosch sul common rail e l’elettronica. Un rapido playback storico aiuta a capire. I motori a gasolio una volta erano lenti, sprigionavano fumo a tutto spiano, insomma non erano il massimo nè sul piano ecologico nè su quello delle prestazioni. Ma il gasolio costava poco (molto meno di oggi).

La svolta  per un motore non solo più “verde” ma anche brillante venne dalle sperimentazioni e dalle realizzazioni del Centro Ricerche Fiat con la “scoperta” del sistema di iniezione del carburante denominato common rail. Per i motori diesel fu una rivoluzione, e oggi provate a salire sui diesel Bmw, Audi, Mercedes per capire quanto possono essere competitivi rispetto ai motori a benzina (per prestazioni e consumi). Una volta depositato il brevetto, però,  fu lestamente venduto: la Fiat non stava tanto bene e l’allora gran capo Cesare Romiti lo vendette alla Bosch. Che da allora (conservando la proprietà del brevetto e migliorando il common rail) ha equipaggiato quasi tutte le auto diesel del mondo, con guadagni colossali. E, ovviamente, continuando a migliorare “l’invenzione fu/Fiat”.

Bene, tutto il business quindi a Bosch, che continua a evolvere quella scoperta. L’ultimo risultato è proprio quello “testato” da AutolinkNews nel viaggio da Torino a Parigi. La vettura dotata del motore Multijet con le ultime innovazioni è la Fiat 500L Living. Per capirci: una signora vettura, una monovolume spaziosa e comodissima (nonostante sia lunga solo 8 cm più della Punto) che per l’occasione è stata gommata con pneumatici a basso coefficiente di rotolamento, su cerchi da 17 pollici. La sfida, chiamata “diesel Challenge” era semplice: percorrere gli 800 km da Torino a Parigi solo con il pieno carburante da 50 litri. I colleghi ovviamente sono stati molto attenti, non era una corsa, e sono riusciti a raggiungere la capitale francese consumando soltanto 28 litri di gasolio. Io non ci riuscirei mai (e neppure ci provo), ho il piede pesante. Ma la performance è comunque straordinaria, perchè dimostra che anche consumando 22 litri in più (cioè arrivando a Parigi in riserva) si può andare sotto la Tour Eiffel in quattro con bagagli  spendendo poco più di 10 euro a testa di carburante.

La 500L Living si presta a questa sperimentazione perchè il motore -va riconosciuto, e non a caso negli anni scorsi ha ricevuto vari attestati dalla giuria del “Best Engine of the Year”-  è di prim’ordine e anche  la Fiat produce innovazioni importanti, come l’EcoDrive che consente di marciare a bassi regimi di rotazione con regolarità e con l’Ecodrive che fornisce indicazioni che compaiono il tempo reale sullo schermo touch screen al centro della plancia. Certo: stiamo parlando del test di una innovazione che certamente Bosch svilupperà e offrirà (…al suo prezzo) alle case automobilistiche. E inevitabilmente per Bosch sarà un ulteriore business.

 

Ultima annotazione. Anche senza questa novità la 500L da me provata è stata davvero una sorpresa perchè è spaziosa, a suo agio su qualsiasi terreno, tiene bene in curva e ha un bagagliaio sorprendente, nonostante la chiamino “piccola monovolume”. E’ disponibile con diverse motorizzazioni: benzina 1.4 da 95 cv, il bicilindrico 0,9 da 105 cv e poi i diesel, il milletre da 85 cv e il millesei da 105  (prezzi da 15.500 a 22.050 euro di listino).

 


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1.10.2013

La chiamano “piccolo genio”

Scritto da in Auto Leiweb

Per iniziare questo viaggio nel “pianeta auto” rimango sulla Toyota: la Yaris. La prima versione era uscita nel 1999, ed era stata chiamata “il piccolo genio” perchè racchiudeva , in una vettura piccola, molte qualità tecnologiche e di sicurezza. L’evoluzione nel 2005 è stata importante: sottoposta al crash test EuroNCAP  otiene le 5 stelle, il design è più brillante, sportiveggiante ma senza esagerare, con 10 cm di lunghezza in più guadagna in spazio interno (pur restando sotto i 4 m) e nel look più filante. Insomma conserva la caratteristica del “piccola fuori, grande dentro”. La terza serie, dal 2011, comprende due motorizzazioni iniziali: benzina (un mille da 69 cv e un milletre da 99 cv) e diesel millequattro da 90 cv; ora c’è anche  la versione ibrida (motore benzina+ elettrico) da 100 cv.

Ho provato a lungo la milletre benzina a cinque porte (c’è anche la versione a tre). Posto guida perfetto anche per chi è over 1.80 di altezza, ottimo bagagliaio, spazio per quattro persone e, all’occorrenza, sul sedile posteriore per il seggiolino di sicurezza per il bimbo o bimba da pochi mesi a due anni. Il milletre benzina è brillante, consente medie interessanti  con consumi ragionevoli (ovviamente i consumi dipendono dal piede di chi guida…), e ha un’ottima tenuta di strada. Qualità convivise anche dalla versione con motore diesel, ovviamente  un pò meno brilante (ma il gasolio costa meno…). Da sottolineare  la sicurezza: Abs-Edb, freni a disco anteriori e posteriori, sette airbag (frontali, laterali, protezione torace, a tendina, e quello per le ginocchia del conducente), immobilizer.

Per quanto riguarda il comfort  vanno segnalati servosterzo elettrico, climatizzatore bizona, sedile del guidatore regolabile elettricamente anche in altezza, computer di bordo. Con un sovrapprezzo di circa 600 euro si può avere il sistema Touch&Go: radio-cd, telecamera posteriore per le manovre, navigatore satellitare, sistema Bluetooth. Il navigatore (sperimentato a Roma e Milano) si è rivelato affidabile, facile da usare, insomma  non c’è -come spesso capita- da fare uno studio apposito con il libretto d’istruzioni sott’occhio.

Alcuni modelli sono disponibili con il sistema Stop&Start. Veniamo ai prezzi. Per la tre porte vanno da 11000 a 17100 euro (in base alle diverse motorizzazioni), per la cinque porte da 11650 a 20050 (l’ibrida).


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