Home > Community > Blog > Psiche lui
Caro Risè, a te che ti occupi di maschi civilizzati e selvatici, vorrei sottoporre la mia scoperta della “Disciplina del sollievo di sollevar donne.” Sono il primo a sorriderci, ma da quando mi sono reso conto di quanto le donne abbiano bisogno di esser sollevate ho cominciato a farlo concretamente, prendendomele sulle spalle. Sollevo unicamente donne sconosciute che vedo per la prima volta e che probabilmente non vedrò mai più. Non attribuisco al gesto nessuna valenza erotica, nemmeno desiderio di promiscuità, contatto fisico, tentativo di avance. Potrei definirlo quasi una pratica ascetica, o semplicemente un’ improvvisa, dirompente e gioiosa uscita dal mondo. Iniziai per caso sollevando una signora di 90 chili che si lamentava del suo peso. La presi sulle spalle e non vidi mai una donna tanto felice. Da allora ho cominciato a sollevare per strada e dove capita, ormai mi invitano ovunque per “sollevazioni di piazza”. L’ unica perplessità è vedere i maschi presenti mugugnare e rodersi. Secondo te quale pericolo avvertono nella mia innocente sollevatina? gianluca nicoletti
Ciao Gianluca, vedere uno scrittore e giornalista serio e impegnato come te accogliere un’illuminazione (di questo si tratta) come “il sollevamento della donna in piazza”, e praticarla allegramente per piazze e cortili, apre il cuore sia sul destino dei rapporti uomo-donna, sia forse anche sul futuro delle piazze, oggi teatro di eventi penosi. Il femminile (attorno, ma anche dentro noi uomini), si è appesantito , a volte un po’ incattivito, ed è urgente alzarlo, sollevarlo, anche rallegrarlo, e poi rimetterlo giù, coi piedi per terra. In questo tuo modo impersonale, di “servizio” al mondo, molto virile. Le donne –dalle foto- mi sembrano contente. I maschi che mugugnano stanno morendo d’invidia, perché sono rimasti terra-terra. Gli manca l’aria. Vediamo ora cosa ne pensano gli altri, ed anche tu. Grazie e alziamole pure, con speranza e allegria, ciao claudio
Ciao Claudio, mi dispiace aggiungere nuovi lamenti a quelli di Bastian Contrario, ma ora che le vacanze (non disastrose del resto), sono finite, ricomincia l’incubo di nove mesi del solito lavoro in azienda. Le stesse cose, le stesse facce, gli stessi percorsi….Mi rendo conto che non è il modo giusto di cominciare, ma come cambiare? Giò 35
Ciao Giò, sei in buona compagnia, specie di molti 35enni come te. La soluzione, mi pare, è alzare la posta. Non si può pensare al ritorno alla scrivania come al “solito” lavoro, e al rientro in città come i “soliti” percorsi. Se sei stufo cambiali. Col lavoro è più complicato, ma se tu alzi molto le richieste verso te stesso, e quindi la qualità del lavoro fornito, gli altri (capi etc.), se ne accorgono, e il lavoro migliora. E poi tu stai a Milano, città superimpegnativa, ma di risorse infinite, se uno è stufo del “solito”. Certo tutto comincia dentro di noi: ogni giorno è diverso, e al risveglio noi possiamo riconoscerci “nuovi” come bambini. Te lo assicura un vecchione. Ciao, e vediamo che ne pensano i nostri amici, Claudio scrivere a: lavitasacra@claudio-rise.it
Caro Claudio, sono da pochi giorni in una pregiata Riviera (che non specifico per non danneggiare nessuno), e già non ne posso più. Il rumore è costante, giorno e notte. Le “animazioni” mettono tristezza solo a vederle da lontano. I corpi sono troppi, troppo nudi, troppo brutti, o troppo rifatti! Le persone sono nascoste dietro questo mare di sciocchezze. Perché dobbiamo star qui invece che starcene nella casa in campagna, con laghi e montagne a portata di mano, ombra o sole come si preferisce, e nessuno che ti grida nelle orecchie?.. Come mai mia moglie, (ed altre con lei), ma anche mariti che poi tanto sembrano sempre incazzati, preferiscono questo inferno? Ciao, scusa lo sfogo, rispondimi ti prego, Bastian Contrario.
Ciao Bastian Contrario. Mah, molte mogli amano queste situazioni anche perché temono che nella casa di campagna toccherebbe poi a loro lavare i piatti e fare tutto, mentre in albergo, resort, villaggio o quello che è c’è qualcun altro che se ne occupa. Bisognerebbe forse che i mariti sofisticati come te si impegnassero ad alleggerire per le mogli ( o con aiuti domestici o con le loro proprie mani), la gestione delle suggestive magioni di famiglia, che di solito non è uno scherzo. I bimbi nelle situazioni che tu descrivi (“Riviere, etc.”) sono spesso felici (anche se vagamente isterici), perché il loro sogno è il mondo dei balocchi, e lì c’è già bello pronto, mentre in campagna dovrebbero assemblarlo da soli, con l’aiuto dei genitori, che rompono. Ed altro. E’ certo però che in vacanza di solito si sta peggio di quanto ci raccontano, e si vorrebbe. Per questo, con la tua lettera caro Bastian Contrario, inauguriamo un mega post sulle vacanze, che andrà avanti fino al 28 agosto. Scriveteci – scriviamoci, per rispondere al grido di dolore di Bastian Contario, ma anche per lanciare i vostri, e magari anche qualche gridolino di gioia! Avanti sulle vacanze, la loro stupidità e la loro bellezza. E, intanto, cerchiamo di godercele: buone vacanze! Ciao, Claudio lavitasacra@claudio-rise,it
Ciao Claudio, dissento da molti commenti di questo divertente ed utilissimo blog. Anche nell’ultimo post, molti maschi, e qualche donna, hanno sostenuto che non è possibile l’amicizia tra uomo e donna. Per me (38 anni) e tanti altri, non è così: non potrei avere una relazione sentimentale e sessuale, anche breve, se non sento l’altra anche amica. Vale a dire leale, positiva nei miei confronti, una che “tiene per me” ( e io per lei). E perché l’amicizia non potrebbe stare assieme al sentimento, ed anche al sesso? Perché le amiche/amici devono essere angeli, senza corpo? Secondo me questo porterebbe a sessualizzare ossessivamente la relazione con la donna, senza quel bel dentro e fuori, o meglio presenza frequente di entrambe le cose, amicizia e desiderio, che arricchisce i nostri incontri con lei. Ciao, Beppe
Ciao Beppe, mi sembra che molti sentano la relazione con la donna talmente impegnativa e sovrabbondante da “metterne fuori” l’amicizia, la cui speciale ricchezza viene riservata al simile, al mondo maschile. E’ un iperinvestimento (con una buona dose di ansia), che porta a un tentativo di semplificazione: si sottrae alla relazione col femminile l’amicizia (che complica la sessualità), e al mondo maschile l’erotismo (che complica l’amicizia). Tutto più semplice, ma, credo anch’io, un po’ troppo, perché l’ amicizia è importante nella relazione con la donna, così come c’è anche erotismo nella relazione coi maschi, anche al di fuori dell’omosessualità. A semplificare si va veloci e si sicuri (almeno così si spera), ma si tagliano via importanti fette di realtà che poi riemergono dall’inconscio in vari modi, non sempre piacevoli. Grazie, e ascoltiamo ora vissuti e opinioni degli altri, ciao Claudio
Scrivere a: lavitasacra@claudio-rise.it
Ciao Claudio, ho 26 anni, sono single, impegnato nella sopravvivenza, e … arrivano le vacanze (tutto chiude, non si vende più nemmeno un chiodo), tocca partire. Con chi? Col vecchio amico con l’ansia del cuccare, che ci fa girare intorno tutta la vacanza? O con la “donna per amico”, molto cameratesca, senza uomini e che non li cerca, bella sveglia? La terza: l’ho appena conosciuta, forse c’è qualcosa, ma per ora è mistero. Che ne dici? Lucio
Ciao Lucio, una domandaccia ! Sarò franco, tu però fa come credi e sentiamo gli altri. L’amico con l’ansia del cuccare garantisce ansie anche per te, che per fortuna non ce l’hai. Al massimo è una tua figura – Ombra, problematica, da capire meglio, ma senza investirci una vacanza, cosa delicata e difficile da far riuscire. Sempre per l’ estrema fragilità della “situazione vacanza”, caricata di attese e quindi potenziale fornitrice di delusioni, rimanderei il chiarimento con la ragazza-mistero. Se è bingo ok, ma se è un disastro che fai? La pianti lì? Complicato. Hai la fortuna ( forse per il tuo nome) di avere la “donna per amico”: vai e goditela (sapendo che, comunque, “non c’è una gomma ancor che non si buchi”, come diceva l’indimenticabile Lucio, ma Battisti). Al massimo qualche muso e scazzo, tutto compreso nel cameratismo. Ma sentiamo gli altri, ciao Claudio Scrivere a: lavitasacra@claudio-rise.it
Ciao Claudio, ti scrivo non solo in quanto psicoanalista, ma per il tuo passato nell’economia, di cui hai scritto e insegnato ( si capisce anche dal blog). Ho sempre fatto fatica a stare sotto agli altri, mi pagano bene, ma ora vorrei “fare da me”. Ho 43 anni, sono sposato, con 4 figli, e mutui ingombranti. Ho un progetto, credo buono, ma dovrei prendere altri soldi in prestito, tanti. Da psyoeconomicus, coi piedi in terra, che ne dici? Leone
Ciao Leone, nel tuo progetto c’è un’idea buona e una cattiva. Quella buona è di metter su comunque qualcosa di tuo. Molte mega aziende sono completamente imballate, non ci funziona più niente, e questo apre un sacco di spazi di attività (senza neppure bisogno di licenziarsi). L’iniziativa individuale viene premiata dal fallimento dei grandi Moloch collettivi. Accade tra gli Stati come tra le imprese. E’ sbagliata, invece, l’idea di finanziarsi coi debiti. L’ha detto molto chiaramente Bernanke, il presidente della Fed, ancor prima che scoppiasse la crisi: “E’ finito il tempo dello sviluppo fondato sui debiti”. Quello era ieri. Oggi, e domani, fai quello che puoi, finanziandoti coi soldi che hai in tasca, e rinunciando all’idea dei guadagni mirabolanti, probabilmente finiti. E’ anche un buon antidoto al narcisismo, la patologia che ha appunto prodotto questa crisi. Da cui si uscirà, economicamente e psicologicamente (le due cose vanno sempre insieme), solo cambiando e mettendo quei “piedi per terra” che generosamente mi attribuisci. Ciao Leone, ora sentiamo gli altri, Claudio Scrivere a: lavitasacra@claudio-rise.it
Ciao Claudio, mio figlio, 21 anni, non combina. Dopo la maturità tecnica, ha cambiato due facoltà, senza un esame. La mattina dorme, quando rompo finge di andare all’Università, ma poi…niente. Mia moglie dice di lasciarlo stare, che lo stresso. Ha amici di videogiochi; iniziative zero; ragazze niente; sport nemmeno; troppa ciccia, cibo e birre. Finita l’estate vorrei dirgli: o dai esami, o smetto di pagare l’Università, e lavori. I soldi non mancano, e questo rende tutto più difficile. Dario
Ciao Dario, il periodo dopo la maturità è delicato, molto importante. Il contenimento prima fornito dalla scuola, deve essere sostituito o con lo sviluppo della capacità di organizzare lo studio, o col lavoro. Obiettivo: aiutarlo a costruire l’identità che gli manca. Altrimenti arriva la depressione. Nella quale anche le capacità cognitive e le funzionalità intellettuali rischiano di venire compromesse dalla mancanza di ritmi precisi, e di obiettivi definiti. Se non si sviluppa un vero interesse per una facoltà, supportato da prove di esame, avanti dunque col lavoro, da cui padri e madri italiani, affascinati dal mito della laurea, sembrano invece terrorizzati. Meglio se artigianale, così acquista competenze precise, e guadagna qualcosa, che rafforza l’autostima, probabilmente bassa. Ora sentiamo gli altri, poi ci ritroviamo, ciao Claudio
Ciao Claudio, ho 30 anni e sono sconvolto per la donna di Catania che usciva dall’Università dopo un trenta e lode in spagnolo, ed è stata uccisa da un proiettile diretto a un altro. Lo sparatore voleva colpire (e ha anche sbagliato mira), un tipo che tutti i giorni gli faceva il segno delle corna, perché si era scopato una sua parente! Due tizi oltre ai cinquanta. Sono maschi, queste persone? Sbaglio a sentirmi completamente da un’altra parte? Sono io che non sono un uomo, o loro? Paolo
Ciao Paolo, le corna all’altro segnalano una potenza sessuale che sbandieri perché temi di non averla. Lo scrittore siciliano Vitaliano Brancati ha mostrato nei suoi romanzi i terrori di chi DEVE essere per forza un supermaschio, quindi si sente sempre inadeguato, e si nasconde dietro una “superiorità”(?) verso gli altri maschi: “posseggo le vostre donne”, col gesto delle corna. Questa fissazione è forte nelle culture dominate dall’archetipo della Grande Madre, dove il valore del maschio è determinato dal possesso delle donne. Essere uomini significa invece sapere che il tuo valore non ha in realtà nulla a che fare col “possedere” le donne, che appartengono solo a se stesse (come dovrebbe essere per gli uomini), e molto col costruirti una vita dotata di senso, per te e per gli altri, donne comprese. Tu, che ti stupisci e ti indigni, sei un maschio, non loro. Ora sentiamo cosa ne pensano gli altri, ciao, Claudio
Ciao Claudio, ho 18 anni appena compiuti, prossimo anno maturità, e voglio andare in vacanza da solo. In giro per l’Europa, che conosco poco, con due miei amici, che i genitori conoscono. Loro però, i genitori, vorrebbero che passassi le vacanze con loro, ospitando magari gli amici al mare. Ma non è la stessa cosa! Io vorrei vedere il mondo da solo, con ragazzi della mia età. Arrangiarmi e cavarmela per conto mio. Ti pare sbagliato? Giuro che non farò (troppe) cazzate. Che ne dici? Ciao, Tom
Ciao Tom, beh se sei rimasto finora con loro, i tuoi moriranno di paura. Però non mi sembra una cattiva idea. Prima o poi devi pur andare in giro per il mondo da solo, e l’estate è un buon momento, perché almeno non perdi la scuola. Però devi fare dei patti, coi genitori, e con te. Dai genitori fatti dare pochi soldi: così impari davvero ad amministrarti, e scopri i “vantaggi” del figlio tutto spesato. Impegnati a dare tue notizie; non troppe perché sarebbe come non partire: un SMS ogni due giorni, dove sei e come stai. Con te stesso impegnati a non fare cose che ti facciano male: niente droghe; ma anche zuffe, sesso senza affetto; cibo cattivo, troppo alcool; insomma lo sai anche tu. Certe proibiscitele proprio (se no ti fai fuori) come le droghe, altre devi trovare tu la giusta misura. Gli “anni dell’erranza”, istituzione fondamentale nella cultura tedesca, servono appunto per trovare la misura giusta. Difficile, ma indispensabile nella vita. Auguro fortuna, e angeli con occhi ben aperti. Vediamo gli altri, figli e genitori, che ne pensano, ciao, Claudio
Ciao Claudio, non ne posso più degli ex della mia fidanzata! Ce n’è sempre un altro, quando mi presenta qualcuno poi mi fa sapere che è un suo ex. Bisogna festeggiare i loro compleanni, matrimoni, lauree, partenze per le vacanze…. Uffa! Il peggio è che mi ritrovo a volte a farci fantasie, o qualche interrogatorio; poi mi vergogno. Cosa c’è dietro, per lei e per me? Come uscirne? Ciao, Beppe
Ciao Beppe, mi sembra che anche qui ci sia quel mixing, oggi frequentissimo, di insicurezza e esibizionismo/narcisismo. Una ( o uno – è lo stesso per gli uomini) non si sente “abbastanza“ (abbastanza bella, abbastanza femminile, abbastanza intelligente, mettici tu gli altri aggettivi – e lo stesso per i maschi), e allora fa volteggiare attorno a sé una corte di “ex” che funzionano come certificato di garanzia: tutto questi mi hanno amata/o, vuol dire che valgo. Il tutto con scarso rispetto per l’altro: i suoi sentimenti, la sua sensibilità, le sue insicurezze. Di questo gioco l’altro (cioè tu), può diventare complice perché già di suo fatica a reggere la tensione di vivere la relazione con la donna in prima persona, e le domande (o i racconti di lei sugli ex), diventano un modo di far entrare nel gioco un terzo, come abbiamo visto nei primi post sul triangolo. Rassicura la tua bella, spiegale che ti va bene così, senza bisogno di certificazioni di qualità. Di solito, comunque, ci vuole un po’ perché si stimi di più. Sentiamo gli altri, e naturalmente tu stesso: che ne pensate? Ciao, Claudio
| lunedì | martedì | mercoledì | giovedì | venerdì | sabato | domenica |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||
| 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 |
| 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 |
| 27 | 28 | 29 | 30 | |||
Un ampissimo assortimento di prodotti
a tua disposizione per soddisfare
ogni tuo desiderio
Entra e scopri tutte le nuove proposte