Mi piace Zerolandia
Scritto da Pietro Cheli in Colpo al cuore | PermalinkNiente equivoci. La storia non ha nulla a che vedere con i sorcini e il Renatone di Zerolandia (l’album di Triangolo o La favola mia). Meno lustrini ma solo un po’ di spensieratezza per Alessandra, detta Zeta, che nell’ultimo anno di liceo perde la mamma. E, confusamente, cerca di sopravvivere. Un groviglio di dolore che la porta all’ultimo banco dove unisce la sua solitudine con quella di Gabriele, detto Zero. In un crescendo di tenerezza, quasi senza aggettivi, per andare diritta al cuore di chi legge, Paola Predicatori esordisce con un romanzo dove chiunque trova un angolo della propria vita. Ecco i personaggi principali, il loro territorio comune e la frase più bella che troverete.
Zeta – Alessandra si guadagna il soprannome quando va in banco con Zero “una coppia agli estremi: il ragazzo invisibile e la ragazza ombra”. Cresce senza padre, fuggito, con nonna e mamma (sinché c’è). Ama il nuoto: “Ho un legame d’amore con l’acqua”. Come se il corpo “dimenticasse se stesso e tutto diventa solo movimento, infinito”. È la voce narrante del romanzo.
Zero – Gabriele Righi il soprannome se lo guadagna grazie a un prof che lo minaccia di tale voto. Bocciato, rimandato, appena ha 18 anni lascia la casa, in un quartiere di periferia, dove il padre ubriacone mena la madre. Non ama studiare, ma disegna in modo divino. Agli occhi di tutti “non è normale, gli manca qualcosa e certi giorni sembra uno di un altro pianeta: Zerolandia dove le parole sono proibite da sempre”.
Zerolandia – Dove si incontrano: all’inizio è il banco, poi è lo spazio mentale che si crea tra loro (e nel quale goffamente si inseguono). “L’unica regola da rispettare qui è un rigoroso silenzio. Ogni notizia e rumore che giunga dal resto del mondo si smorza ai suoi confini, e quando arriva qui è come una folata di vento su una brughiera deserta”.
La frase – “Quando torna la felicità faccio finta di niente. Farò finta di non accorgermi, come uno che può fare senza, che ha imparato e si accontenta. Quando torna la felicità non le dico niente. Farò finta di non vederla e basta”.
Il mio inverno a Zerolandia di Paola Predicatori, Rizzoli









































Grazie della segnalazione, mi avanza qualcosa del “buono spesa” natalizio regalatomi dai figli e ora so come spenderlo. Oltretutto, come insegnante che non ha mai minacciato alcun allievo, sono sempre interessata alle dinamiche che si verificano in ambito scolastico, strumenti in più per capire i ragazzi sono sempre utili.
ornella,le consiglio ”nemmeno un bacio prima di andare a letto”. per entrare in un mondo dei ragazzi che conosciamo davvero poco…
E’ un libro che ho regalato a mia figlia, lettrice golosa di 14 anni, sempre alla ricerca di qualcosa di diverso da divorare. Bhe, l’ho letto anche io, e l’ho trovato strepitoso, commovente, ben scritto, mai scontato…brava cara Paola, bellissima opera prima!
L’ho trovato splendido, lo consiglio a qualsiasi età. Altro che Moccia…
Io non so come facciate a dire ”ben scritto” ”strepitoso” ma siete sicure di aver letto questo libro? Io l’ho letto tutto in una sera e sono rimasta davvero delusa, escludendo la moltitudine di errori grammaticali (il congiuntivo è inesistente), non si parla quasi di ciò che succede tra alessandra e gabriele e non si instaura nemmeno una vera relazione tra i due! Il linguaggio usato è troppo parlato, si vede che è il suo primo romanzo. Non parliamo poi del finale, assolutamente deludente e sinceramente non si può nemmeno considerare un finale… Brutto libro, peccato, perchè la trama era intrigante ma è stato scritto pessimamente.
gentile signora lisa, che ha scritto il post che precede questo, ognuno è libeor di pensare come crede. le manca il congiuntivo? forse i ragazzi di zerolandia non lo usano tanto anche nella vita. però i loro perché, a differenza del suo, hanno sempre l’accento giusto: acuto e non grave.
Ho letto questo libro tutto d’un fiato!!! Perchè non è la solita storia d’amore scontata e banale… Questa storia è un qualcosa in più.. Anche quando “parla” con sua mamma, emergono proprio i suoi sentimenti.. Le parole di questo libro si sono piantate nella mie mente!! =D Naturalmente rispetto l’opinione di chi non la pensa come me, senza problemi!! La cosa più imporatnte al giorno d’oggi e in questa società travagliata dalle cose più svariate è LEGGERE, dobbiamo acculturarci il più possibile, proprio per diventare delle PERSONE.
grazie coci43, penso da sempre che quando un libro crea un nuovo spazio, nel quale si trovano e si incontrano persone che prima non si conoscevano, vuol dire che è davvero bello, forte e interessante.