Al BarLume con il Malvaldi
Scritto da Pietro Cheli in Personaggi | PermalinkMarco Malvaldi ci ha fatto passare delle ottime vacanze lo scorso agosto. Il ci non è majestatis, ma è per il noi della mia famiglia. Dalla nonna (che poi sarebbe mia mamma: l’età delle signore non si precisa) al nipote quindicenne ci siamo divorati tutti i suoi romanzi. Tanto è vero che il nipote di cui sopra alla notizia che era appena uscita la nuova avventura dei quattro ottuagenari detective per caso – Aldo, Ampelio, Gino e Pilade, in rigoroso ordine alfabetico: visto mai che si possano offendere – il nipote è corso a prenderlo. Perché qualche ora al BarLume si passa sempre volentieri. Ecco il nuovo libro:
Ed ecco Marco Malvaldi, l’autore in un filmato in parla di cinema
Non vi sbagliate se vi sembra uno scienziato nerd perché lui quello è, chimico per la precisione. E la dimestichezza con formule precise lo aiuta senza dubbio a costruire trame complesse al punto giusto. Ma se questo ragazzone seduce i lettori, come ha sedotto tutta la mia famiglia, è per la lingua, le sfumature, l’ironia, il meraviglioso cazzeggio di cui il barrista (non è un errore, alla toscana è barrista è rigorosamente con due r) Massimo conduce le indagini. Perché i vecchi, lo scoprirete divertendovi, il tempo lo passano nel locale, presidiando il tavolo più bello. E rovinando il giusto la vita a Massimo che costringono, avventura dopo avventura, a rinunciare al wi fi, a prendere il biliardo a subire il torneo di briscola. Ma soprattutto lo spingono a risolvere casi intricati.
Bar, toscana, un gruppo di disincantati signori e quel tanto di verve porta subito in direzione Amici miei. Al quale il Malvaldi (via, si toscaneggi impunemente) rende omaggio con una citazione a pagina 56 sul genio. Qui sotto vi regalo la sequenza dall’immortale film di Germi/Monicelli dove la postulata definizione viene ripresa:
Però in questo romanzo, ambientato come sempre nell’immaginario paese Pineta a due passi da Pisa dove il Malvaldi vive, si apprende anche come prendersi gioco (e qualcosa in più) delle ansie padane (qualche indizio: disegni da fare con il cacaco e piccole boccette) e altre piacevoli malizie. La trama non ve la racconto perché è meglio godersela. Un’ultima cosa, divertente, è la presenza del caffè più caro del mondo l’indonesiano Kopi Luwak che poche settimane fa entrava in un’altra indagine: quella che il tedesco di Trieste Veit Heinichen raccontava in Nessuno da solo (e/o).










































salve ho una curiosità sulla biografia del marco malvaldi.é inparentato col prof gino malvaldi?
Esattamente. Figlio, per la precisione. Nessuno è perfetto…
sono in attesa di un altro libro godibile come gli altri
e con lei roberto, ci sono anche tanti altri lettori appassionati non solo dei quattro amici albar, ma anche del romanzo Odore di chiuso
Salve, mi hanno parlato molto di questi libri del Malvaldi. Vorrei cominciare a leggerli, ma c’è un ordine che mi consigliate d’acquisto?
certo, inizi con i quattro romanzi dei vecchietti. con l’ordine in cui sono usciti:
La briscola in cinque, 2007, Sellerio
Il gioco delle tre carte, 2008, Sellerio
Il re dei giochi, 2010, Sellerio
La carta più alta, 2012, Sellerio
e poi
Odore di chiuso, 2011, Sellerio
al più presto le dico di Milioni di milioni (appena uscit, sempre dalla Sellerio)
grazie mille, l’aspetto