| | | La libraia sgarbata
Testata
20.5.2012

La libraia sgarbata

Scritto da in Sfoghi | Permalink

Pochi giorni fa sul Corriere della Sera, nell’edizione milanese, avevo letto un bell’articolo a firma Matteo Speroni che presentava il libro Francis Faccia d’ angelo. La Milano di Turatello scritto da Antonella D’agostino e pubblicato da Milieu Editore. Così interessante che trovandomi ieri mattina, sabato 19 maggio, davanti alla Fnac di via Torino a Milano sono entrato per vedere se lo potevo comprare. Negli scaffali non c’era traccia allora ho chiesto a una commessa che ha cercato informazioni sul computer. Senza sorte anche lì. Allora la ragazza ha domandato aiuto a una tipa che, dal tono che si dava e dal rispetto con cui la mia interlocutrice si rivolgeva, ho immaginato essere una soprastante. Definirla signora mi viene difficile perché con tono sgarbato, e senza nemmeno guardare in faccia me o la sua collega, continuando a trafficare in ciò che faceva ha detto più o meno: “Insomma di questo libro non so nulla, lo avete già chiesto in tanti e non c’è, non so nemmeno chi sia questa casa editrice Milieu. Lo so che ne ha scritto il Corriere. Ecco, lo chieda a loro, lo ordini in rete, o si cerchi la casa editrice se la trova”. Nemmeno l’intervento dell’unico altro cliente della libreria che mi è parso saperne qualcosa, ha fatto colpo sulla tipa che ha ripetuto più o meno le stesse cose dette a me.

Frequento le librerie da tempo per dolermi molto quando qualcuna chiude, perché so che sono idee che circolano in meno, perché si impoverisce la città che le perde. E so anche, però, che quando domando un libro (anche di quelli rari e introvabili) la reazione è: “Peccato che non ce l’ho, vuole che glielo procuri?”. E, molto spesso, “che libro è? Me ne parla?”. Un lavoro fatto con competenza e passione. (Vi consiglio di leggere Valentina Crepax ne ha appena scritto un blog che trovate su questo portale: http://blog.leiweb.it/valentina-crepax/2012/05/18/e-voi-avete-la-vostra-libreria-del-cuore/)

In questo caso la libraia sgarbata della Fnac ha anche riconosciuto, con fastidio, che molti glielo avevano già chiesto, precisando, incuriositi da quello stesso articolo che ha colpito me. Peccato che tale richiesta non abbia incuriosito lei, che manco l’abbia sfiorata l’idea di chiedere a me o a chi mi aveva preceduto se volessimo ordinarlo. E, soprattutto, in modo sbrigativo e sgarbato. Fnac è una grande società francese che forse potrebbe investire un po’ di più in buone maniere. Io per il momento non so se ho voglia di tornare a cercare qualcosa là. Nel frattempo, ho scoperto che il libro in effetti non è ancora uscito: è bastato cercare in rete e sul sito http://www.milieuedizioni.it ho scoperto che esce dopodomani, martedì 22 maggio. Spero di trovarlo.

 

 

 

 


    Commenti dell'articolo (39)
    • lia | 21 maggio 2012 alle 08:51

      @Pietro Cheli Speriamo che trovi il libro che desidera e che non riceva ulteriori sgarbi da librai poco facoltosi.. I libri sono l’anima della vita, i racconti delle nostre giornate, le pagine del cuore..

      Pietro Cheli | 21.5.2012 alle 10:44

      me lo auguro sempre! grazie, come sono state le sue giornate al Borgo Propizio?

    • valentina crepax | 21 maggio 2012 alle 09:58

      Eri a due passi dalla MilanoLibri, porcapaletta! La prosisma volta non sbagliare strada, vai lì dove gentilezza, diposnibilità e competenza sono doti che gli appassionati librai coltivano per renderci la vita più serena!

      Pietro Cheli | 21.5.2012 alle 10:43

      hai ragione, annamaria gandini non delude mai. anzi, conoscerla ha migliorato la mia vita.

    • anna albano | 21 maggio 2012 alle 10:14

      Oddio, non è che i librai di Milano si distinguano per empatia e disponibilità (ho scritto un libri sulle librerie di mi). Molti sono diffidenti, scocciati e incazzati. Esistono alcune splendide eccezioni (ad esempio Alessandra della libreria del Corso in cosrso Buenos Aires), ma non si può dire che servizio e cortesia differiscano troppo da quelli medi di un impiegato Feltrinelli. Diciamo che non invitano a tornare tropop spesso, ecco.

      Pietro Cheli | 21.5.2012 alle 10:42

      cara anna,
      intanto mi cerco il suo libro (ma non alla Fnac…). Il vizio, ammetto, è mio: mi aspetto che vendere libri ingentilisca i modi. Se non altro perché non è un mestiere che intraprendi per fare solldi, ma per far circolare buone idee. E, forse, mi sbaglio.

    • anna albano | 21 maggio 2012 alle 10:14

      tropop = troppo. mi scuso

    • lia | 21 maggio 2012 alle 12:08

      @Pietro Cheli. Condivido.Vendere libri è far circolare buone idee, chi vuole far soldi fa altro:l’industriale, l’imprenditore non il libraio e da un libraio ci si aspetta disponibilità, cortesia, buona educazione non librai diffidenti, scocciati, seccati, questo non è lavorare per le persone e a servizio delle persone.Le mie giornate a Borgo Propizio sono state piacevoli, grazie.

    • Milieu | 21 maggio 2012 alle 13:55

      carissimo,

      ditributori permettendo, il libro sarà disponibile dal 22 maggio. Altrimenti è già ordinabile sul sito: http://www.ndanet.it/francis-faccia-d-angelo-la-milano-di-turatello.html

      Pietro Cheli | 21.5.2012 alle 14:43

      grazie, lo cerco già da domani. sono molto curioso di leggerlo.

    • Sara D | 21 maggio 2012 alle 15:18

      Come la capisco…..Non ho esperienze dirette con la Fnac, posso solo dire che a Roma è veramente difficile trovare personale gentile nelle librerie. Di tutte le librerie di Roma salvo solo la Feltrinelli di Galleria Colonna, lì sono sempre pronti a darti una risposta anche nei giorni di massima affluenza. n bocca al lupo per la sua ricerca, cercare un libro e non trovarlo è un’esperienza assolutamente frustrante…

      Pietro Cheli | 21.5.2012 alle 16:06

      l’importante è riuscirci. l’ho già detto, forse sbaglio, ma per me il libraio non è un commericante come gli altri. e così anche i commessi. vedere che si comportano come le vendeuses di rodeo drive con julia roberts in pretty woman….

    • Cristina | 21 maggio 2012 alle 21:57

      @ Pietro Cheli
      Le auguro di poter leggere al più presto il libro che sta cercando e che poi possa tornare dalla “signora” con il libro in mano.
      Mi sa che domenica la libreria in questione ha perso più di un lettore. Il vero problema è che oramai non ci sono più veri librai, ma solo distrubutori.

      Pietro Cheli | 22.5.2012 alle 07:49

      è vero, distributori. certo, quando la mancanza della passione per il mestiere e della competenza si combina con la maleducazione, non ti spinge a tornare.

    • Milieu | 22 maggio 2012 alle 10:36

      Mi correggo, grazie ai distributori, il libro è disponibile da oggi in Feltrinelli: http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=turatello&srch=0&x=0&y=0&cat1=&prm=

      Pietro Cheli | 22.5.2012 alle 15:56

      grazie, giro volentieri l’informazione a chi legge queste note

    • paola rinaldi | 24 maggio 2012 alle 12:51

      Gentile Signor Cheli,
      penso che potrei essere io la libraia sgarbata cui si riferisce.
      Mi dispiace che ancora oggi da noi non sia presente il libro che ci avete chiesto, sono contenta che, come abbiamo suggerito ad altri clienti, ci siano libreria che abbiano rapporti con l’editore e che quindi abbia potuto acquistare il libro. Una lettura persa è sempre una piccola sconfitta, credo che siamo d’accordo su questo..
      Io sabato c’ero e tutti noi (nessuna ‘tipa’ e nessun ‘tipo’, solo librai) stavamo anche mettendo a posto i libri (“trafficavamo”): con i giorni conclusivi della festa della lettura iniziata il 23 aprile, stavamo sicuramente controllando le proposte e le offerte per i nostri clienti e soci.
      Sì, ci hanno chiesto più volte il libro che lei cita: una coppia molto giovane che sapeva che raccontava di faccia d’Angelo; un secondo signore ci ha chiesto lo stesso titolo con maggiori informazioni e non se ne trovava comunque traccia in nessuno dei siti consultabili nel web , nemmeno sulle maggiori librerie online né su ibuk (che è il sito degli addetti ai lavori e riporta tutti i libri in vendita sul mercato italiano in quel momento). Quindi la risposta è stata che a noi non risultava nel nostro database ma evidentemente si trattava di un titolo in uscita o di una piccola casa editrice distribuita solo dall’editore stesso o magari in deposito presso qualche libreria (dal blog scopro infatti che ora Feltrinelli o MilanoLibri ce l’hanno, per esempio). Ricordo anche che alla fina si era creato un gruppo di persone che parlavano tra loro del libro e insieme abbiamo lavorato a pc per capire dove fosse ‘apparso’ il libro. E’ stato proprio un signore del gruppo a spiegarci che probabilmente tanti chiedevano il libro perché appena presentato al teatro Litta. E questo ci ha fatto propendere per l’ipotesi del libro in uscita e comunque di un editore da noi non gestito, di cui non potevamo nemmeno essere sicuri di ricevere ordini nominativi su cliente perché, appunto, non capivamo chi fosse il distributore.
      Fermo restando che capisco la delusione di non aver trovato il libro che cercava, la invito a non generalizzare: io e i miei colleghi siamo appassionati del nostro mestiere (ci avrebbe incontrato ieri al Flashbookmob in Galleria Vittorio Emanuele, per esempio; o alle presentazion anche presso altre libreria; o alla festa di ISBN o Iperborea o Marcos y Marcos e come vede parliamo di editori non certo ‘ipercommerciali’), le librerie Fnac sono note per offrire percorsi e suggerimenti scritti e firmati dai librai tanto sulle novità che su libri vecchi che ci continuano a piacere.
      Proprio perché abbiamo più strumenti di chi ci chiede informazioni, cerchiamo di metterle a disposizione di coloro che si rivolgono a noi e la ‘caccia al libro’ diventa un’impresa condivisa coi nostri clienti.
      Non siamo ‘distributori’, né ‘vigili’, né ‘collocatori di carta rilegata’, siamo librai.
      La invito, e con lei invito tutti coloro che hanno preso parte a questa conversazione, a venirci a trovare di nuovo. E magari chieda anche in giro cosa pensano gli altri librai, editori, lettori di me personalmente (vengo da lontano..) e della mia squadra.
      Cordiali saluti,
      Paola Rinaldi

      Pietro Cheli | 24.5.2012 alle 13:18

      gentile signora rinaldi,
      la ringrazio di aver scritto a questo blog. e delle tante parole postate. che mi deludono però ulteriormente: ovvio, rispetto a sabato scorso i suoi toni sono più concilianti. mi racconta della sua passione, del flashbookmob di ieri in galleria vittorio emanuele a milano, della difficoltà di avere rapporti con piccoli editori ecc ecc. ma sul fatto che mi abbia riposto in modo sgarbato, nulla. e questo, le assicuro mi dispiace molto.
      frequento le librerie italiane straniere da tanti anni, come cliente, ma anche per presentare autori e spesso anche lì da voi (chieda pure), per rendermi conto che non è sempre facile sorridere, che certe situazioni possono irritare, ma anche per sapere che la buona educazione risolve sempre tanti problemi. invitato da romano montroni e dalla scuola per librai mauri ho incontrato più volte, per incontri e conferenze, giovani che con entusiasmo si buttavano nel lavoro in libreria e molto spesso mi sono chiesto: chissà quanto durerà. Non mai pensato, né scritto che ‘distributori’, né ‘vigili’, né ‘collocatori di carta rilegata’ come lei scrivendo tra virgolette sembra voler adombrare. la prossima volta che mi capiterà di incontrarli suggerirò, come rinnovo con lei ora, di non dimenticare mai le buone maniere, cordialità

    • paola rinaldi | 24 maggio 2012 alle 14:04

      Gentile Signor Cheli,
      non ho modificato i miei toni. Come le ho scritto, mi dispiace che non abbiamo potuto soddisfare e sue richieste e mi dispiace che i miei toni siano risultati sgarbati: forse ho usato termini tecnici, forse non ho sorriso, (vedo che anche lei capisce che può capitare), forse a mia volta ho letto nel suo atteggiamento qualcosa che ora lei rimprovera a me, ma il rapporto col cliente è la parte migliore del nostro lavoro, quella che ci dà più soddisfazione. Ha ragione, i giovani che magari abbiamo anche incontrato insieme alle ‘lezioni’ organizzate da Montroni o ai corsi dei Mauri (ho una pessima memoria)devono avere quell’entusiamo e speriamo non si esaurisca nemmeno in un panorama librario piuttosto ‘castrante’ come quello attuale. Per questo, per l’entusiamo che ancora ho e che la mia squadra ha, ci siamo sentiti feriti dal suo commento, che oltre la scortesia (ribadisco, se c’è stata, del tutto involontaria, mi scuso ma non ricordo l’incontro con lei, bensì “l’indagine” sul libro sì) lascia suppore altre mancanze o così è parso a noi che l’abbiamo letto, visto che parla di competenza e passione.
      A volte ci si lascia intrappolare da equivoci, e intendo da entrambi i lati, e mi auguro che, come vogliono le buone maniere e l’intelligenza che io, la mia squadra e lei conosciamo, abbiano la meglio su ogni incoidente di percorso. Ricambio la caridialità e spero di riaverla tra noi e ringrazio anche chi, nella conversazione, ci ha fornito informazioni utili su dove i nostri clienti potranno trivare il libro in questione

    • marina pozzi | 24 maggio 2012 alle 14:36

      Difficilmente mi capita di intervenire in un blog, ma questa volta non ne ho proprio potuto fare a me. Sicuramente spendo molto di più per l’acquisto di libri che non di abiti o cosmetici e -non ricordo neppure la remota ragione- mi incuriosisce la figura di Vallanzasca e di tutti coloro che con lui hanno avuto a che fare. Va da sè che la notizia del libro scritto dalla moglie di Vallanzasca ha suscitato la mia attenzione e mi ha portato in questa sorprendente pagina. Sì perchè io stessa sono frequentatrice di librerie (per questioni logistiche privilegio Feltrinelli, ma sono buona conoscitrice della stessa FNAC). Trasecolo nel sentire che la responsabile della libreria (non la ‘tipa’: scusate la puntualizzazione) sia stata sgarbata. La conosco come persona estremamente competente e prodiga di consigli e informazioni sui testi che di volta in volta si vanno a richiedere. Mi permetto questo intervento perchè quanto riportato rischia di dare una immagine negativa non solo della Persona, ma anche del gruppo di lavoro e della stessa struttura in cui la sig.ra Rinaldi opera. Capita a tutti di venire fraintesi -a me molto spesso, e io stessa mi reputo pacata- ma una critica così accesa, va ben oltre la descrizione della persona: intacca la professionalità. D’altro canto, mi pare che il risultato concreto in punto: ‘ricerca del testo’ sia stato professionalmente ottenuto: le informazioni sul libro -al momento non ancora in vendita- sono state acquisite, cosciccome la sua reperibilità in altre librerie. Scusate lo sproloquio, ma mi spiace vedere persone stimate e corrette messe in cattiva luce. Buona giornata

      Pietro Cheli | 24.5.2012 alle 15:01

      tante certezze la rendono senza dubbio forte, me ne rallegro.

    • marina pozzi | 24 maggio 2012 alle 15:40

      Mai avuto certezze. Mi sforzo solo di essere oggettiva e di mettermi nei panni di chi lavora -e ho potuto vedere come lavora in più di una occasione- e deve far fronte a richieste di tutti i tipi, talvolta impellenti, talvolta necessariamente generiche.

      Pietro Cheli | 24.5.2012 alle 15:46

      e quindi? che cosa mi vuol dire?
      gentile signora, lei mi pare che abbia le idee chiare. e quindi molte certezze: mi permetta di non invidiarla.
      sono da sempre più attratto dai dubbi. e dalla gentilezza. se a lei dispiace, che posso fare? frequento le librerie da molti anni e francamente non ricordo di aver avuto mai risposte come quelle che ho sentito dsabato.
      se poi a lei piace fare un processo alle intenzioni, si accomodi. mi risulta che siano estinti nel medievo, ma non si può mai sapere…

    • Sazzlò | 24 maggio 2012 alle 19:52

      Frequento spesso le librerie e  trovo che la Fnac non abbia niente da invidiare alle più rinomate, a parte la polvere, forse. Inoltre il personale è molto competente anche quando si tratta di libri stranieri, cosa rarissima a Milano, dove i librai spesso non sono in grado di leggere in lingua originale. Personalmente ho avuto la fortuna di rivolgermi diverse volta ad una Signora ( Paola forse? ) che ha sempre saputo consigliarmi per fare dei regali. Adoro regalare libri, ma come sapete, è molto difficile perche spesso non si condivide i gusti del recipiente e allora solo un/a libraio/a degno/a di questo nome può fare gradito il presente.

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 08:29

      bene, per lei. me ne rallegro. Un solo dubbio: chi è il recipiente? siamo tutti recipienti?

    • maura | 25 maggio 2012 alle 08:55

      sono capitata qui per caso, incuriosita dal titolo… lavoro in centro e spesso e volentieri faccio “un salto” alla FNAC, come in altri negozi, non sempre per fare acquisti, ma a volte solo per dare un’occhiata, passare il tempo della pausa pranzo, curiosare tra le novità editoriali, “chissà mai che trovi qualcosa di interessante”… e ho sempre trovato persone gentili e disponibili, pronte a dare un consiglio, … onestamente non capisco: non capisco questo gusto tutto italiano fiorito ultimamente di linciare pubblicamente chiunque e per qualsiasi motivo… non capisco se le persone che le danno ragione lo facciano per partecipare a questo divertimento o se siano state anche loro prese a pesci in faccia domenica…. non capisco perchè se qualcuno è stato sgarbato Lei non glielo abbia fatto notare di persona (come è capitato a me alle poste sabato scorso) ma abbia sentito il bisogno di scrivere ‘sto papocchio… forse è più facile fare il “criticone” a distanza, al riparo dietro un bel video…? forse in realtà si augura che alla fine i libri vengano venduti solo nei supermercati o perchè no, in qualche bel negozietto tipo i distributori di bevande 24h, così nessuno potrà essere sgarbato? ma un po’ di rispetto per chi lavora e lo fa con passione, no???

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 09:08

      1 – non c’è linciaggio: il diritto alla critica fa parte di un modo civile di esistere ed è sancito dalla legge.
      capisco che tanti anni di inciviltà al potere, di leggi ad personam possano aver influenzato malamente l’italia, ma preferisco pensare che si può sempre tenere il meglio e non viceversa.
      2 – lei mi accusa di avere scritto cose non vere, come i libri venduti nei supermercati. è un rocesso all’intenzione, molto sgradevole, per lei che lo fa: ci rifletta. amo discutere con calma senza mettere in bocca ai miei interlocutori idee che non hanno.
      3- difendo la passione di chi ama consigliare. difendo la passione, altrimenti non ci sarei rimasto male.
      4 – frequento la fnac e molte altre librerie da anni come lettore e anche per presentare autori interessanti.
      5 – non ho quasi potuto parlare con la libraia, perché in malo modo, e questo francamente lo posso testimoniare di persona, mi ha detto di cercare altrove.
      4 – non mi nascondo le sto rispondendo, se vuole incontrarmi a dispozione.

    • Sazzlò | 25 maggio 2012 alle 08:56

      Si tutti! Ma più o meno capaci.
      Confesso che non sono italiana e la sua acuta sensibilità indovinera che i miei errori generano spesso meschini sarcasmi.
      Per questa ragione, anche per questa ragione, tolgo definitamente il disturbo.

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 08:59

      non c’è bisogno di essere aggressiva. sinché si parla, si discute la civiltà avanza. le consiglio di riflettere

    • maura | 25 maggio 2012 alle 09:57

      1. non sono d’accordo
      2. legga bene, c’è un bel “forse”… io non ho accusato nessuno… perchè se la prende tanto?
      3. io vedo solo un atteggiamento distruttivo
      4. non lo metto in dubbio
      5. onestamente non ci credo
      6. (dopo il 5 viene il 6) non ci tengo, grazie, e non perderò più tempo in questo blog, magari farò un salto in libreria…

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 11:04

      gentile signora,
      il fatto che lei non riconosca il diritto di critica scrivendo “non sono d’accordo” e che preferisca l’italia delle leggi ad personam un po’ mi spaventa.
      Ho letto bene, le ho risposto con chiarezza e noto che lei ancora si sente depositaria delle verità. altrimenti non mi avrebbe scritto “onestamente non ci credo” quando sottolineo che l’atteggiamento è stato davvero sgarbato. faccio il cronista da anni, e scrivo solo quello che vedo. non mi permetterei mai di mettere in dubbio quanto uno scrive solo perché penso di avere la verità in tasca. e, francamente, non sopporto gli atteggiamenti così squadristi. mi scuso se c’era un 4 al posto del 6 e le rispondo anche privatamente. come le ho già detto non mi nascondo
      cordialità (che è meglio di alalà)

    • rosa d'emidio | 25 maggio 2012 alle 10:28

      Anch’io, come lei ha più e più volte ribadito, frequento parecchie librerie. Sono una di quelle che viene comunemente definita una “lettrice forte”.
      Ovviamente conosco Fnac, Feltrinelli, Mondadori, e anche piccole librerie,miracoli dei tempi che corrono.
      Quel che posso dire è che da Fnac ho sempre trovato librai, non tipe o tipi, molto preparati. Anzi, la sensazione che ho sempre avuto è che la competenza e la disponibilità dei librai Fnac sopperisse spesso e volentieri al vero problema della libreria, ossia il non avere un catalogo completo. Ho incontrato persone che non lesinavano il loro tempo in ricerche difficili, consultando siti a noi acquirenti non accessibili, contattando le loro altre sedi pur di soddisfare la richiesta sempre urgente. Soprattutto, librai che non avevano bisogno di consultare il loro pc per cercare titoli e autori, a cui non fare lo spelling nel momento in cui vien loro richiesto Faulkner o Burroughs, e le garantisco che non è poco, anzi è raro. Ho in mente a chi si riferisce lei con il termine “soprastante”: la signora senza gilet? A proposito della responsabile, anche con lei ho avuto a che fare. E davvero, non l’ho riconosciuta nel suo ritratto per come la conosco io, per le volte in cui l’ho incrociata, sempre esaustiva ed estremamente preparata.
      Inoltre una considerazione sulla questione “umana”. Ho amici che lavorano nel commercio. Ho grande rispetto e comprensione per persone che mantengono viva la loro passione lavorativa pur sacrificando la domenica e tutte le festività, sacrificando il tempo alla loro vita e, penso spesso, alle loro famiglie. Perciò, se entrando in un negozio, il commesso ( o il libraio) magari non mi accoglie con un sorriso a trentadue denti e non mi ronza intorno come le api sui fiori, ma ha un umore diciamo variabile, e sta LAVORANDO ( lavorare, non trafficare. Lei lavora tutti i giorni o per caso ” traffica”?), penso semplicemente che è un essere umano, come me o lei, e che magari ha a casa un figlio piccolo con la febbre, un marito con un lavoro in bilico, un mutuo che non sa se riuscirà a pagare.
      I libri sono una delle cose imprescindibili della vita, ma la vita è un’altra cosa.
      Viva i librai Fnac che sono molto,più gentili che in Feltrinelli, o in Mondadori ( i quali, forse, avranno le loro ragioni per non esserlo).

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 11:08

      viva i librai, non solo fnac o feltrinelli o mondadori (sui quli vedo che lei ha le idee chiare: li conosce tutti?), viva i piccoli librai.
      via i librai gentili che ti palrano guardandoti in faccia e non trafficando, che non ti dicono chieda altrove.
      perché non le viene il dubbio che io mi sia trovato a disagio? che abbia ricevuto una risposta sgarbata?

    • adriano paletta | 25 maggio 2012 alle 12:14

      Buongiorno, solo due parole da ex libraio (le ho passate tutte, dall’indipendente alla libreria di catena, ora in meritata pensione): a me un dubbio viene e cioè che forse quel giorno a cui fa riferimento lei e la libraia abbiate avuto qualche sorta di ‘intoppo’ comunicativo. Non metto in dubbio la sua esperienza ma nennemo quella delle testimonianze di chi frequenta abitualmente la libreria in è avvenuto ‘il fattaccio’. Di una cosa la pregherei: tipa, trafficare, mandare la gente altrove… sono scelte lessicali che a me personalmente urtano, (e immagino che rispetterà le mie esigenze allo stesso modo in cui giustamente vuole che gli altri ripesttino le sue),come a lei ha urtato il non essere guardato neglio occhi. E mi creda, per quanto doloroso, a volte anche il migliore dei librai e la migliore delle librerie deve ammettere la sconfitta di non poter accontentare il cliente con il libro richiesto, ma si fa quello che si può e nell’interesse del cliente si suggerisce una soluzione alternativa (adesso le librerie online, che ai miei tempi non esistevano o non con questa dimensione, o l’indirizzo di una libreria che opuò avere il testo che io non posso procurare).
      Un’ultima battuta per stemperare i toni: ma davvero lei conosce uno per uno tutti i librai di tutte le librerie che frequenta, come chiede alla signora d’emidio? E’ un buon esercizio chiedere a noi stessi quello che esgigiamo dagli altri. E guardi qui, nonostante sia pensionato e libario ‘antico, la sorprenderò con uno :-)

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 12:29

      la ringrazio del sorriso, il suo messaggio porta intelligenza e chiarezza.
      passo il tempo a trafficare, verbo che perfettamente si adatta al lavoro manuale che rispetto come ogni altro. non è offensivo, anzi.
      tipo o tipa al femminile è un sostantivo che ha come sinomino esemplare, modello. e non è offensivo.
      so che per un libraio possa essere difficile reperire un libro di un piccolo editore (anche solo per dover aprire un conto con qualcuno con cui forse non si avrà più a che fare).
      e so anche si può rispondere sempre con educazione, accettando quello che viene detto senza verità precostiuite (o atteggiamenti squadristi).
      quanto alla battuta sui librai uno per uno, ammetto che mi ha dato fastidio quella classifica con un riferimento ai librai mondadori che “i quali, forse, avranno le loro ragioni per non esserlo”. mi sembra davvero strano che si possa fare una classifica del genere. non lavoro né ho mai lavorato per la mondadori, ma non per questo penso che chi lavori meriti sdegno o pietà. preferisco distinguere e rispettare sempre chi lavora (che non sposa per tante ragioni l’azionista di maggioranza).

    • rosa d'emidio | 25 maggio 2012 alle 14:24

      Intervengo un’ultim volta brevemente per amor di chiarezza.
      Non provo pena o pietà per i librai di Mondadori o Feltrinelli o Fnac: con queste queste due librerie, che pure frequento, intendevo indicare la categoria delle librerie non indipendenti di catena. Anzi, la mia è semplice espressione di solidarietà con chi si trova a lavorare in un esercizio aperto 24/7, festivi compresi; con chi ama IL LIBRO e lavora in librerie (punti vendita) in cui i libri sono solo fatturao; con chi è sul campo e non dietro una scrivania a trafficare con le cifre. Se per esempio in Mondadori (o in Feltrinelli, o in Fnac…) un solo libraio deve coprire un intero piano di libreria, questo libraio avrà la mia comprensione anche se non sorride (non mi riferisco qui alla sua visita in Fnac nello specifico, sia chiaro). In questo stava il senso di “comunque avranno le loro ragioni”.
      Passo e chiudo

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 15:36

      precisazione doverosa e rispettosa. le librerie sono negozi, particolari, più importanti di altri, ognuna delle quali ha varie voci: fatturato esiste in tutte. così come dovrebbe esistere buone maniere.

    • lamalaeducacion | 25 maggio 2012 alle 17:25

      Fa parte di una buona educazione sapere quando sia opportuno essere maleducati
      Joan Fuster :-) :-) :-)

      Pietro Cheli | 25.5.2012 alle 17:41

      Egregio Joan Fuster (y Ortells?),
      per esperienza sono convinto che la maleducazione non sia mai opportuna. la ricordavo meno dogmatico nelle sue opere in catalano.

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