La crisi secondo Walter Siti
Scritto da Pietro Cheli in Colpo al cuore | PermalinkSeconda la fascetta della casa editrice questo è “il romanzo definitivo sul collasso finanziario e morale dell’Occidente”. L’aggettivo, definitivo, in genere mi spaventa, ma in questo caso mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. E mi sono reso conto che ho sperato di non vederne più di romanzi sulla crisi, semplicemente perché non vorrei più crisi.
Definitivo suona bene anche perché penso sia davvero difficile scrivere sul tema un romanzo più bello ed efficace di Resistere non serve (Rizzoli). Intanto perché Walter Siti, un pezzo unico nel panorama letterario italiano, ancora una volta dimostra notevole abilità nel mettere in luce dettagli, spesso minuscoli, gesti, tic del tempo e delle situazioni. E lo fa con una scrittura mai banale, che ti aiuta a capire meglio cose che avevi davanti agli occhi senza accorgertene. Intanto eccovi la copertina:
La frase più bella: Ormai il mondo è piccolo come un pugno, il denaro ha sconfitto la geografia.
C’è una costatazione, una descrizione e nessun moralismo. Atteggiamento che corre attraverso le 320 pagine di questa storia. Tommaso, adolescente sfortunato e sgraziato (nel fisico), ha un talento matematico notevole che applicato ai mercati lo fa diventare uno squalo della finanza. Non è cattivo, ma ogni tanto gli piace esserlo. E questo vivere sempre sul crinale, tra fragilità e aggressività, lo rende fastidioso e affascinante. Il denaro regola tutto nel suo mondo, lo sporca e, al tempo stesso, lo fa splendere. E così anche il corpo. Intorno a questo incrocio ci sono mafiosi, olgettine sorpredenti, scrittrici con velleità autoriali, gente di borgata. Non c’è bene e non c’è male, o meglio ci sono tutti e due e non si distinguono. Nel rendere questa ambiguità, un po’ affascina e un po’ spaventa. Come succede davanti ai grandi fenomeni naturali. Un lampo che per un attimo di bellezza assoluta immortala il mondo e poi le fiamme che scendono a bruciarlo. E intanto, chi legge, resta folgorato.
Se vi incuriosisce Walter Siti lo presenta presto a Milano:
E se non potete così lo ha raccontato in tv da Fabio Fazio











































gentile criticone, ho studiato con il professor walter siti. era un bravissimo docente universitario, ma come scrittore è ancora meglio.
Buongiorno Pietro
leggo sempre con interesse le sue caustiche, interessanti e approfondite recensioni. Di autori e di libri ne ha analizzati molti, tra i più diversi. Perché mai niente di Philip Roth? Sarei curiosa, prima o poi, di leggere qualche sua riga riguardo a uno scrittore che ha creato capolavori come l’animale morente o Zuckerman.
gentile stefania,
le prometto che non appena verrà pubblicato un libro nuovo di philip roth cercherò di onorarlo. è uno degli autori che amo di più. al unto che non saprei dirle il libro che preferisco. ma alcuni die suoi mi hanno cambiato la vita (la prima volta che letto il lamento di portnoy me la rucordo ancora, così come il teatro di sabbath o il monumentale – per valore – pastorale americana). tra gli ultimi ho amato la macchia umana. sempre geniale.
Resistere si può.. Resistere si deve.. Resistere contro la noia, la banalità, l’ipocrisia..l’ignoranza, resistere in certe situazioni serve, denota una migliore coscienza di se stessi e del proprio vissuto.