Meglio senza maschi?
Scritto da Pietro Cheli in Promette bene | PermalinkInizia così: Qualche tempo dopo che lui aveva detto la parola «pausa», impazzii e finii in ospedale. Non aveva detto «Non voglio vederti mai più» oppure «È finita» ma dopo trent’anni di matrimonio pausa bastò a trasformarmi in una matta i cui pensieri si scontravano esplodendo e rimbalzando come popcorn nel microonde.
Mi è bastata questa frase, nell’ottima traduzione di Gioia Guerzoni, per capire che arriverò al più presto in fondo a L’estate senza uomini di Siri Hustvedt (Einaudi) storia di Mia, poetessa e filosofa, che quella pausa (è in corsivo perché allude alla giovane amante con la quale il marito, insigne scienziato, è fuggito) l’ha subita sul punto di finire in ospedale. E quando esce cerca la vita. Su un tema scontato come quello del maschio di mezza età che perde la testa per un fanciulla che gli dà l’illusione di essere più maschio, Siri Hustvedt costruisce una trama piena di forza. Tutte quella di cui ha bisogno Mia per rimettersi in gioco come racconta l’immagine sulla copertina qui sotto.
Ed ecco lei, bellissima e chic, che lo racconta










































Un estate senza uomini?Speriamo non accada…è così piacevole quando qualcuno ti fa battere il cuore, sospirare e ti ravviva le giornate. Sono alla ricerca di quell’altra parte che mi completi…
certo, ma per questo un periodo di lontananza fa apprezzare ancora di più!
Mai senza di te!
wow, adesso nei giorni che mancano all’inizio dell’estate mi studio come passarla insieme (senza scienziati o potetesse)