Seguendo il caso con Penelope Lively
Scritto da Pietro Cheli in Colpo al cuore | PermalinkPenelope Lively, È iniziata così, Guanda
Che cosa racconta: Come i giochi del caso mettono sottosopra le vite. Un’insegnante in pensione viene scippata e si rompe l’anca. Di lei si occupa la figlia che non può accompagnare in una trasferta il suo capo, scrittore un po’ trombone, il quale chiede aiuto alla nipote. Quest’ultima avverte l’amante con un sms che viene però intercettato dalla moglie. E siamo solo a pagina 65.
Inizia così: “Il marciapiede si solleva e la colpisce. Le sbatte in faccia, le conficca la montatura degli occhiali nella guancia. È distesa a terra, bocconi. Che cosa succede?”.
La frase più bella: “Diverse vite sono entrate n collisione, la versione umana di un tamponamento autostradale, e il mascalzone sul furgoncino bianco che ha premuto il freno provocando tutto intanto è lontano chilometri, indifferente, fuori dalla scena. E magari si gode tranquillo una frittura alla stazione di servizio”.
L’autrice: Penelope Lively, 79 anni, è la classica scrittrice inglese che riesce a essere leggera anche quando entra nei risvolti più drammatici dei personaggi.
Perle di saggezza: Una delle poche consolazioni della vita solitaria è che si può leggere durante i pasti senza risultare scortesi”. “Quando preferisci la minestra e la tv a qualche ora con il tuo amante, c’è qualche cosa che non va”.
SE VI È PIACIUTO QUESTO LEGGETE ANCHE Il senso di una fine di Julian Barnes (Einaudi). Protagonista è un sessantenne dalla vita noiosa e prevedibile (un divorzio, una figlia, molta solitudine) che riceve il diario di un amico geniale morto suicida quarant’anni prima. E scopre che il suo passato è molto diverso (e sorprendente) da quello che lui si è costruito in testa.










































Ho visto la recensione su una rivista di questo libro e mi è piaciuta, poi ritrovo la copertina del libro qui.. veramente bello..Mi piacerebbe leggere durante i pasti senza essere scortese ma non faccio vita solitaria, vivo in famiglia e sono soggetta a regole…ma se fossi sola, mangerei volentieri con un libro davanti.. sarei nutrita di piacevoli parole.
cara lia,
leggere non permette di fare altro, ma quante altre esistenze permette di vivere, quanti mondi si cooscono, quante buone idee…
Proprio così.. Quando mi immergo nelle mie letture, sento l’esistenza dei personaggi che agiscono in me e nello stesso tempo conosco il loro mondo.Ora mi sembra di essere Viola, il personaggio del libro di Sara Rattaro, una donna che in amore non sa decidersi..che è fragile ma anche forte..