Liguria profonda
Scritto da Pietro Cheli in Colpo al cuore | PermalinkCristina Rava, Un mare di silenzio, Garzanti, pp. 299, € 16,60
CHE COSA RACCONTA Ardelia Spinola, cinquantenne medico legale genovese che vive ad Albenga, ponente ligure, non è convinta della risoluzione di un duplice omicidio avvenuto nella notte di capodanno a Toirano (paese dell’entroterra). E, così finite le sue analisi, indaga.
L’AUTRICE Cristina Rava ha alle spalle gialli di tipo tradizionale (con tanto di poliziotto disilluso e di gourmet). E in questo romanzo trova la sfumatura noir che le mancava in una storia che parla di intimità e di xenofobia. Spiegando perché, in entrambi i casi, non ci si debba accontentare.
LA PROTAGONISTA Ardelia ama i gatti, la compagnia, ma anche la solitudine (il fidanzato è presente solo via Skype) e uno strano zio psichiatra dal passato misterioso. Nel suo mestiere si butta con passione: “Io ho bisogno, a differenza di tanti colleghi che campano benissimo senza rovelli, di conoscere la fonte del male, quel luogo oscuro nascosto nella mente umana. Non mi basta il come, devo capire il perché”.
LE VITTIME Due immigrati di origine araba, il più giovane dei quali lascia un memoir di grande forza e seduzione sulla sua storia che fa da contraltare alla trama. La loro provenienza fa gridare subito al terrorismo e al regolamento di conti. Risposta banale (e ovviamente sbagliata).
LA FRASE “Ho letto che noi donne al bagno turco non abbiamo ritegno a raccontare i fatti nostri alle sconosciute. Secondo me ci riusciamo benissimo anche in un sacco di altri posti”.
UN’ALTRA INDAGINE Può essere sorprendente, ma per sfumature più grottesche, anche Nel nome dello Zio (Guanda), dove Stefano Piedimonte incrocia indagini (di un poliziotto così brutto da chiamarsi Woody Alien), camorra e Grande Fratello.










































