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	<title>Il Criticone &#187; paola predicatori</title>
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		<title>Mi piace Zerolandia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Cheli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colpo al cuore]]></category>
		<category><![CDATA[paola predicatori]]></category>
		<category><![CDATA[zerolandia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Niente equivoci. La storia non ha nulla a che vedere con i sorcini e il Renatone di Zerolandia (l’album di <em>Triangolo</em> o <em>La favola mia</em>). Meno lustrini ma solo un po’ di spensieratezza per Alessandra, detta Zeta, che nell’ultimo anno di liceo perde la mamma. E, confusamente, cerca di sopravvivere. Un groviglio di dolore che la porta all’ultimo banco dove unisce la sua solitudine con quella di Gabriele, detto Zero. In un crescendo di tenerezza, quasi senza aggettivi, per andare diritta al cuore di chi legge, Paola Predicatori esordisce con un romanzo dove chiunque trova un angolo della propria vita. Ecco i personaggi principali, il loro territorio comune e la frase più bella che troverete.</strong><a href="http://blog.leiweb.it/recensioni-libri/?attachment_id=357" rel="attachment wp-att-357"><img class="aligncenter size-medium wp-image-357" title="PredicatoriZEROLANDIA51" src="http://blog.leiweb.it/recensioni-libri/files/2012/01/PredicatoriZEROLANDIA51-660x1135.jpg" alt="" width="660" height="1135" /></a></p>
<p><em><strong>Zeta</strong></em> – Alessandra si guadagna il soprannome quando va in banco con Zero “una coppia agli estremi: il ragazzo invisibile e la ragazza ombra”. Cresce senza padre, fuggito, con nonna e mamma (sinché c’è). Ama il nuoto: “Ho un legame d’amore con l’acqua”. Come se il corpo “dimenticasse se stesso e tutto diventa solo movimento, infinito”. È la voce narrante del romanzo.</p>
<p><em><strong>Zero</strong></em> – Gabriele Righi il soprannome se lo guadagna grazie a un prof che lo minaccia di tale voto. Bocciato, rimandato, appena ha 18 anni lascia la casa, in un quartiere di periferia, dove il padre ubriacone mena la madre. Non ama studiare, ma disegna in modo divino. Agli occhi di tutti “non è normale, gli manca qualcosa e certi giorni sembra uno di un altro pianeta: Zerolandia dove le parole sono proibite da sempre”.</p>
<p><em><strong>Zerolandia</strong></em> – Dove si incontrano: all’inizio è il banco, poi è lo spazio mentale che si crea tra loro (e nel quale goffamente si inseguono). “L’unica regola da rispettare qui è un rigoroso silenzio. Ogni notizia e rumore che giunga dal resto del mondo si smorza ai suoi confini, e quando arriva qui è come una folata di vento su una brughiera deserta”.</p>
<p><strong><em>La frase</em></strong> – “Quando torna la felicità faccio finta di niente. Farò finta di non accorgermi, come uno che può fare senza, che ha imparato e si accontenta. Quando torna la felicità non le dico niente. Farò finta di non vederla e basta”.</p>
<p><strong><em>Il mio inverno a Zerolandia</em> di Paola Predicatori, Rizzoli</strong></p>
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