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Testata
18.5.2013

Cannes 2013: re Tahar e la regina Léa

Scritto da in Cinema

Grand Central

I trionfatori, tra gli attori, di questo Cannes n 66? Stando ai numeri sono Tahar Pahim e Léa Seydoux, gli unici ad avere due film al festival. Se l’affetto dei “sudditi/spettatori” si vede dall’intensità delle ovazioni, be posso dirvi che stamattina ho assistito a una vera e propria incoronazione ufficiale di Tahar & Léa, in occasione della presentazione del loro Grand Central. Diretto da Rebecca Zlotowski, è una bellissima storia di vita e passioni: il mondo è quello dei lavoratori di una centrale nucleare francese, la relazione è quella che scatta tra Karole/Léa, già fidanzata, e Gary/Tahar. Come si vive intorno a una centrale e come si sopravvive al suo interno è molto ben spiegato: per dire, qualsiasi gruppo antinucleare potrebbe farne una bandiera. E poi c’è la passione tra i due, con lei sempre in shorts e top aderentissimo che fa la prima mossa e assomiglia (per corpo, movenze, sguardi, colori, potere seduttivo) a Federica Pellegrini: visto che il film è francese, chissà se non c’è, magari inconsapevolmente, qualche souvenir della soap opera tra Federica, Luca Marin e Laure Manaudou (storia vecchia, ma il gossip non dimentica). L’altro film di Léa è l’attesissimo La vie d’Adèle chapitre 1 & 2 di A. Kechiche (Cous Cous), in concorso per la Palma d’Oro.

Léa Seydoux coi capelli blu in La vie d’Adèle

Tahar Rahim, oltre a essere l’altro lato della torbida atomica passione di Grand Central, è il protagonista maschile di Le passé, nei panni del nuovo amante della protagonista Berenice Bejo. Passato ieri, è tra i primi seri candidati alla vittoria, come ha scritto Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera.

Thar Rahim in le passé

Comunque sia, i due trionfano su tutti i magazine (lei) e i quotidiani (lui): in pratica sono arrivati all’occupazione totale delle copertine e delle prime pagine. Partendo da origini opposte (ricca parigina, Léa ha parenti illustri come i fondatori di Gaumont e Pathé – in pratica il cinema francese -; di origine algerina ma nato in Francia , Tahir), sono stati entrambi lanciati da Cannes: lei ha vinto il Trofeo Chopard e poi ha lavorato con Quentin Tarantino, Ridley Scott, Woody Allen e con Tom Cruise nell’ultimo Mission: Impossibile. Protagonista dello spot di Prada: Candy, è Loulou de la Falaise nel biopic attesissimo Yves Saint Laurent. Tahir, dopo aver conquistato tutti con Il profeta, è il nuovo sex symbol del cinema francese.

Belli, bravi e, soprattutto, con una loro unicità. Che differenza con i nostri giovani attori, così tutti uguali… Non trovate?


18.5.2013

Cannes 2013: Wim, Liv e il panico sulla spiaggia

Scritto da in Cinema

Il regista tedesco Wim Wenders e Liv tyler

Cose che accadono sulla spiaggia di Cannes, di venerdì 17. Un uomo viene fermato con, si dice, una granata in mano, la polizia dice alla gente sulla passeggiata di scappare, nel grand hotel di fronte scoppia il panico e Christoph Waltz, presente sulla scena, si ritrova al centro di una scena degna di un film del suo amico Quentin Tarantino. Invece è vero e, per fortuna, tutto è rientrato in breve tempo. Qualche ora prima, stessa spiaggia e stesso mare, Wim Wenders e Liv Tyler avevano presentato uno spot che sembra un film e che infatti verrà presentato nei cinema. A Cannes passa anche la pubblicità, ma quando è arte: più che spot, sono dei mini film. Aggiungete che, come in questo caso, il brand del prodotto da lanciare è tra gli sponsor del festival… Comunque sia  eravamo in centinaia, sotto una specie di tenda di Gheddafi sulla sabbia, ad ascoltare il regista eccentrico & la sua bella (nuova coppia che fa tendenza: WW aveva occhiali in tinta con scarpe e camicia, LT a 35 anni è ancora stupenda e statuaria come ai tempi di Io ballo la sola) che parlavano di Every Kiss Tells a Story, dove il prodotto in questione non si vede ma il suo simbolo a forma di cuore è ovunque… Senza far pubblicità vi diciamo che lo spot è davvero un piccolo film molto alla Wenders e che i due, regista e protagonista, visti insieme sono deliziosi. «Io volevo lavorare con te», dice lui. «No, ero io che sognavo di essere diretta da te: sono cresciuta con il tuo Paris, Texas. Lo conoscevo a memoria. e Nastassja Kinski, in quel film, era la donna che volevo diventare», replica lei. Cose che capita di ascoltare sotto una tenda, sulla sabbia di Cannes: «Il primo bacio? Sono troppo timida per raccontarvelo. Ma prima di girare ci ho ripensato. perché quella sensazione di umido e di dolcezza mischiate insieme, di voglia di crescere e di purezza non te le scordi più«, confessa lei. «Il mio primo bacio? È accaduto prima che tu nascessi. Il momento più bello, comunque è l’attimo che lo precede…», replica lui.


17.5.2013

Cannes 2013: Lars Von Trier, l’assente che ruba la scena ai presenti

Scritto da in Cinema

Nella giornata cominciata con l’iraniano Le passé di Asghar Farhadi (il regista premio Oscar di Una separazione) con Berenice Bejo (la protagonista femminile di The Artist) e che finirà con la proiezione di Miele di Valeria Golino (facciamo il tifo per lei, in concorso nella sezione Un certain regard), non si parla d’altro che del grande assente a questo festival. Per mesi il quesito è stato: ci sarà o non ci sarà a Cannes Nymphomaniac, il nuovo film – dicono porno, almeno al 50 % – di Lars Von Trier? Alla fine, la risposta sembrava positiva. Poi il gelo, con i selezionatori e il regista stesso che parlavano di ritardi nel montaggio. Il sospetto, ovviamente, era che sul danese pesasse ancora l’affaire di due anni fa: in piena conferenza stampa di Melancholia, dichiarò che alla fine Hitler, dal punto di vista estetico, qualcosa di buono aveva fatto. Le reazioni del festival furono immediate: Lars, lanciato proprio da Cannes, fu dichiarato “persona non grata”. Bandito, insomma: ma fino a quando? Adesso la curiosità era altissima: un film, appunto, in parte porno, con attori come Uma Thurman, Christian Slater, Shia LaBeouf, Charlotte Gainsbourg, Willem Dafoe sarebbe stato il ritorno e il perdono perfetto. Invece, niente. Ma se il festival non ha perdonato il suo figliol prodigo, è stato lo stesso Lars a fare il grande colpo. Rubando la scena ai film selezionati e liberando proprio oggi la prima immagine – una foto disegnata – del suo film che in America uscirà a dicembre. L’immagine è a metà tra le locandine dei VM 18 e un poster stile rinascimento italiano. Guardate cosa fa Slater alla Gainsbourg (la coppia in basso a destra), Shia senza t-shirt e Uma Thurman in posa e sguardo da dominatrix. Cose che riescono solo a Lars. Che, per non smentirsi, dopo aver rubato la scena qui a Cannes senza esserci, si è fatto raffigurare con un nastro sulla bocca (è il fotografo, sulla sinistra). Una denuncia contro tutte le censure: cannesi e no.

 


17.5.2013

Cannes 2013: l’insostenibile bellezza dei 17 anni

Scritto da in Cinema

 

Isabelle e Nicki hanno 17 anni: la prima li compie all’inizio del suo film; per quanto riguarda la seconda, ci arrivi a logica (frequenta l’high school). Isabelle è la protagonista di Young & Beautiful, il film di Francois Ozon (è nei cinema con Nella casa); la seconda è una delle girls di Sofia Coppola e del suo The Bling Ring. Ovviamente, gli organizzatori di Cannes hanno programmato i loro film uno dopo l’altro. E così ci siamo ritrovati a confrontare due modi di avere 17 anni oggi. A Parigi (nella vecchia Europa…) si va in vacanza col fratello e i genitori, ci si masturba con un cuscino, si accede a un sito porno e si finisce per fare la prostituta, ma così, non per bisogno di soldi. Y&B non è un film sulla prostituzione giovanile: ma sul fatto che avere 17 anni è bello/estenuante/incomprensibile/complicatissimo come poeteva Arthur Rimbaud (“l’età delle speranze e delle chimere”) nell’Ottocento. Soprattutto, chi te la insegna oggi l’educazione sentimental/sessuale?

In The Bling Ring, Nicki & le sue compagne (e compagno) il sesso proprio non lo fanno: loro vivono di celebrities e fashion realtà, e siccome i loro divi svendono la privacy su internet (mettono anche l’indirizzo, oltre che pubblicizzare dove sono e quando non sono a casa), ecco che il passo successivo è entrare nelle loro case e portarsi via un po’ della loro vita. Dal momento che questa è ridotta ad armadi ricolmi di ogni ben di fashion brand, i ragazzi diventano i ladri di Beverly Hills. Anche loro non lo fanno per denaro, ma per bisogno d’amore. Il caso è vero e, per dire del cortocircuito reale, tenete conto che una come Paris Hilton (tra le celebrities derubate, con Lindsay Lohan, Orlando Bloom e altre), nonostante esca dal film con le ossa rotte in quanto simbolo del massimo del vuoto, ha prestato la sua casa alla regista. Al di là del fatto che vedere la casa di Paris è un’esperienza da non perdere (del resto in Y&B c’è un ponte sulla Senna, a Parigi, ricolmo di lucchetti come Ponte Milvo: Moccia docet), i due film mi hanno fatto venire in mente strani paralleli: 1) Y&B con Il tempo delle mele (come eravamo giovani e innocenti, noi 17enni dei primi anni Ottanta); 2) TBR è quello che ci è rimasto, dopo che Le vergini suicide (altro film di Sofia, su altre diciassettenni) non hanno retto alla realtà. I commenti critico-sociologici li lasciamo agli esperti di settore: a noi i film sono piaciuti. Ultima nota. Isabelle è la bellissima modella Marine Vacht (una Laetitia Casta più magra), Nicki è Emma Watson, bravissima a ricordarci in ogni inquadratura che Hermione non è più tra noi.


16.5.2013

Cannes 2013: and the Oscar goes to…

Scritto da in Cinema

Marion Cotillard in The Immigrant

No, non è un lapsus. Al suo secondo giorno, il Festival di Cannes sta già rivelando quali saranno i film da Oscar del prossimo anno. Stanchi della solita previsione – a chi la Palma d’Oro? -, qualcuno sta leggendo nella palla di cristallo per scoprire quale film cannese farà incetta di statuette l’anno prossimo. Tutto parte dalle statistiche: tra i film lanciati da Cannes e arrivati poi a vincere l’Academy Award o comunque a fare incetta di nomination ci sono Giorni perduti di Billy Wilder, Marty, Non è un paese per vecchi, Il pianista, The Artist, Pulp Fiction, etc etc. Così l’Hollywood Reporter anticipa che Il grande Gatsby avrà vita facile per tutto quanto riguarda costumi, scenografie e azzarda, perché no, un Leonardo DiCaprio finalmente premiato (lui è infatti bravissimo: il film, al di là del lato artistico e della ricostruzione dei ruggenti anni Venti, un po’ meno. Ma resta una superspettacolo da 125 milioni di dollari). Occhio anche a Ryan Coogler, regista 26enne debuttante che potrebbe essere l’outsider: il suo film è Fruitvale Station, ha già vinto al Sundance di Robert Redford e racconta la storia vera della morte, vittima della polizia di Oakland la notte di Capodanno del 2009, di un giovane nero. Nell’America del secondo mandato di Obama, ha delle buone possibilità: e poi nel cast c’è Octavia Spencer, già Oscar per The Help. In concorso a Cannes, c’è anche Nebraska del “piglia-nomination” Alexander Payne (quello di Paradiso amaro). Stesso discorso per i fratelli Coen, qui in gara con Inside Llewyn Davis (con Justin Timberlake e Carey Mulligan nella New York anni Sessanta, quella di Bob Dylan & C). E c’è anche Roman Polanski, che con Venus in Fur potrebbe conquistare Palma e Oscar, come con Il pianista. Si parla anche di una strepitosa Marion Cotillard, polacca che arriva in America a fine Ottocento ed è costretta a prostituirsi per sopravvivere: il film è The Immigrant e lei potrebbe vincere sia la Palma di migliore attrice qui a Cannes, che avere un’altra nomination a Hollywood. E magari potrebbe arrivare all’Oscar anche Robert Redford, che sulla Croisette porta All is Lost: in pratica c’è solo lui, nei panni di un uomo al centro di una tempesta di acqua e vento – vera – al largo del Messico. Una prova fisica pazzesca e un one-man show altrettanto straordinario. Robert, dice chi lo conosce, ha voluto provare a se stesso di essere ancora in grado di sfidare la natura (è nato nel 1937). Sconfiggendola, naturalmente…


16.5.2013

Confessions

Scritto da in Schermi invisibili

Un banale discorso sulla vita fatto da un’insegnante ai suoi alunni di cui non vedrà mai più le facce quello di Yuko Moriguchi (Takako Matsu), maestra delle scuole medie in ritiro. Ma fra i cartoni del latte distribuiti nella pausa, gli sms e i trucchi, nelle teste distratte dei ragazzi inizia a trapelare la sensazione che quel discorso abbia più peso di quanto non sembri. Infatti, fra gli aneddoti, Moriguchi-sensei ricorda sua figlia di tre anni, Manami, trovata annegata qualche tempo prima nella piscina della scuola, in uno dei tanti pomeriggi trascorsi lì ad aspettare la madre. La donna spiega che quello che pareva solo un’incidente è stato in realtà un omicidio perpetrato da due alunni di quella stessa classe, lo “studente A” e lo “studente B”, rei confessi ma protetti dalla legge sui reati commessi dai minori. Per questo, per non lasciare i due senza la punizione che meritano, la maestra ha iniettato il sangue infetto dall’HIV del compagno da poco scomparso nei cartoni del latte di A e B. Questi sono solo i primi 15 minuti della pellicola, mentre nei successivi 90 scopriremo chi è Moriguchi, chi era il suo compagno, chi sono A e B e chi sono i loro genitori, in una classica discesa in quel maelstrom che da lungo tempo, per una buona parte dell’intellighenzia nipponica, è il mondo degli adolescenti.
Il regista Tetsuya Nakashima decide di abbandonare la ribellione scanzonata delle ragazze terribili, ma ironiche, di Kamikaze Girls ed entra nel lato più oscuro del disagio adolescenziale traducendo in immagini il best seller della scrittrice Kanae Minato (pubblicato in Italia da Neri Pozza) e ottenendo la candidatura agli Oscar come miglior film straniero. Due temi stanno al centro della storia, il primo è quello della “giusta punizione”, o più banalmente “vendetta”, che il cinema asiatico sta trattando massicciamente, basti pensare al vincitore del Leone d’Oro a Venezia 2012, Pietà di Kim Ki-Duk. Il secondo, più marcatamente nipponico, è quello del nichilismo degli adolescenti che si trasforma in violenza, come sempre a causa di dinamiche familiari e sociali. Nonostante si avventuri in un terreno già battuto sotto tutti i punti di vista, Nakashima confeziona un film per niente banale e capace di tenere incollati allo schermo con la sensazione di essere anche noi (come gli adulti giapponesi a cui è probabilmente destinata la pellicola) sottoposti ad un lento, interminabile supplizio dal quale, di tanto in tanto, sembra di intravvedere la fine, se non fosse che il regista ci dice ogni volta “scherzavo”.

Confessions di Tetsuya Nakashima. Con Takako Matsu, Yukito Nishii, Kaoru Fujiwara e Ai Hashimoto.

Immagine anteprima YouTube


15.5.2013

Cannes 2013: a cena con Leo

Scritto da in Cinema

Il grande Gatsby

Lo riconosco, non è la stessa cosa. Ma se volete sognare una serata con Leonardo DiCaprio, esattamente quella che lui sta vivendo in questo istante a Cannes… Be, eccovi il menù del party di apertura del Festival 2013. Leo & C, dopo aver assistito alla cerimonia condotta da Audrey Tautou e alla proiezione del loro Il grande Gatsby, stanno gustando, proprio in questo istante, le seguenti prelibatezze: granchio reale con gamberi, piselli e caviale con schiuma bianca di cipolla; filetto di spigola con rabarbaro e sedano; brodo leggero con mela verde, cannella e anice verde; cioccolato caraibico con crema. A questo punto, lascio il resto alla vostra immaginazione: voi e Leo, un altro centinaio di selezionatissimi ospiti, champagne a fiumi, musica e la pioggia che cade (o minaccia di farlo da un momento all’altro) sulla vostra successiva festa in spiaggia. Spiaggia coperta, tranquillizzatevi… Comunque mal che vada, qui sono bravissimi a cambiare programma in un istante. Da domani poi il film è nei cinema italiani: stamattina in proiezione stampa è stato accolto da silenzi e qualche fischio. Non sarà Moulin Rouge!, ma lo spettacolo è assicurato: il mio consiglio è godervi lo spettacolo e poi leggere, o rileggere, il romanzo – straordinario – originale.

 


15.5.2013

Cannes: l’abito non farà il monaco, ma la star sì

Scritto da in Cinema

Quale sarà il vestito più bello di Cannes 2013? Ovviamente lo scopriremo alla fine, il 27, dopo 12 giorni di festa di apertura/red carpet/festa di chiusura. Perché, se l’abito non fa il monaco, di certo fa la star: se arrivi a Cannes da sconosciuta e vuoi ripartire da diva, la regola ormai straconosciuta è che vale di più l’abito che indossi che il film che interprei. Comunque: nell’attesa, sono stati votati i look più belli degli ultimi anni. Ecco la classifica: 5) Bar Rafaeli in Roberto Cavalli nel 2011; 4) Emmanuelle Béart in Elie Saab nel 2006;  3) Madonna in Chanel nel 2008;  2) George Hamilton, Catherine Deneuve e sua sorella Francoise Dorléac nel 1965; 1) Sharon Stone in Balmain nel 2009.   Come tutti i giudizi e le classifiche, anche questi (le scelte le ha fatte il magazine francese Gala) sono altamente opinabili: ognuno ha il suo abito da sogno scolpito indelebile nella memoria e, appunto, nei sogni. Io, per esempio, metto in testa alla classifica Melanie Laurent nel 2009: sul red carpet di Bastardi senza gloria fece una scelta molto “tarantiniana” (Quentin era, non a caso, il suo regista) e si presentò col tailleur pantaloni bianco che vedete nella foto. Il cerimoniale andò in tilt (solo lungo, per le signore), ma l’effetto mediatico fu clamoroso: da sconosciuta al di la della Francia, Melanie divenne una superstar e tempo due anni era lei la madrina del festival.


15.5.2013

Cannes 2013: si party, no stampa

Scritto da in Cinema

Le voci si rincorrono, ma il mistero resta fitto. Se Il grande Gatsby è una mega festa (“Sono esausto!” ha esordito, in senso positivo, il critico del Daily Beast sottolineando che il film è un trionfo di musica e balletti meglio che a Capodanno), a Cannes si rincorrono le voci su quella che sarà la festa, esclusivissima, post proiezione di stasera. A quanto pare Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan, Tobey Maguire (alias il primo Uomo Ragno), il regista Baz Luhrmann e tutto il resto del cast saranno portati dall’Eden Rock (l’albergo di Cap d’Antibes: Francis Scott Fitzgerald, autore del romanzo, ci soggiornò sul serio) dove alloggiano al Palazzo del cinema di Cannes, dove avrà luogo la cerimonia di inaugurazione del festival. Due ore e 22 minuti dopo, la cena per selezionatissimi 150 invitati, tutti foraggiati (questo è certo) da Anne Sophie Pic e Bruno Onger. E poi mega festa in spiaggia, per altri 100. Stando ad ora, la vera notizia è che solo una manciata di giornalisti (americani e super selezionati) avrebbero ricevuto l’invito. Si prevedono bagarini…


14.5.2013

Cannes 2013: e le star stanno in balconata

Scritto da in Cinema

È sempre stato “il” momento clou della giornata della star in trasferta cannese: il mitico Red Carpet sulla montée des Marches, la scalinata rossa che porta all’entrata della Sala Grande del Palais, quella dove ha luogo la proiezione ufficiale che cambierà la vita a film e protagonisti. La star cammina, si ferma, si volta a favore di fotografi e cittadini che da ore aspettano cuocendo sotto il sole o infradiciandosi sotto la pioggia. The walking star va verso l’apoteosi. La novità di quest’anno è che oltre al Red Carpet di serie A (con la maiuscola, appunto), ci sarà anche la sua versione per i meno fortunati. Ovvero, non sei stata invitata sul tappeto rosso? Potrai recuperare, assistendo alla parata dalla terrazza del Hotel Majestic, strategicamente posizionato proprio di fronte.

L’annuncio è appena arrivato. L’idea ha un nome: “Red Carpet Lounge Cannes Film Festival at the Majestic Hotel Cannes” e il copyright è di FashionTv che pubblicizza orgogliosa il fatto che per la prima volta star, celebrity, ospiti speciali e altri non meglio identificati potranno seguire il Red Carpet in diretta. In pratica: è come stare in campo o in tribuna vip (se non all’ultimo anello dello stadio). Il tutto assaporando champagne, cibo, spettacoli vari e “models”. Ovvero, hostess/ragazze immagine ma ad altezza di Cannes, il Festival del Cinema più importante del pianeta e di certo il più mediatico. L’invito è esteso anche a tutti quelli che parteciperanno poi al Red Carpet vero e che, in genere, prima di attraversare indirizzandosi verso la scalinata, aspettano nella hall dell’albergo: potranno salire in terrazza e godersi spettacoli e feste pre-cerimonia ufficiale. Il programma al momento prevede eventi (quelli per addolcire l’attesa) dal 20 al 24 maggio: tra questi autocelebrazioni di FashionTv, premiazioni dei migliori club e dei migliori fotografi, concorsi per modelle aspiranti movie star e il lancio di un progetto tv con Jean Claude Van Damme, e altri legati al mondo del fashion e del lusso. Il tutto ovviamente ha un prezzo: dai 300 euro (hai diritto a una bottiglia di Luxury f. vodka o affini) ai 900 per un biglietto che ti vale tutta la giornata e molti altri extra. Esiste anche un forfait (tutto il periodo) con prezzo su richiesta. Perché poi ci sono le star che il Red Carpet lo fanno e quelle che invece stanno in balconata tutta la serata. This is Cannes!


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