Wham! – Last Christmas
Scritto da Redazione in Cantami una canzone | Permalink
Perché è la canzone del momento: è iniziata l’offensiva dicembrina. Entrate in un negozio e sarete sommersi da canzoni natalizie, quasi tutte degli anni 80: Do they know it’s Christmas time?, We are the world (che poi natalizia non è affatto, ma tant’è), e soprattutto da lei, la Grande Canzone Natalizia degli anni 80. Doveva chiamarsi Last Easter, poi la casa discografica prese George Michael per l’orecchino e gli fece capire come intenerire la gente. Il primo di tanti inganni.
La frase da ripetere sospirando: “Last Christmas I gave you my heart, but the very next day, you gave it away”.
Il significato nascosto della canzone: la nostalgia per quello che non è mai stato. La canzone teorizza che il Natale attuale è sempre una delusione rispetto ai Natali passati. E pazienza se non è vero, se il nostro amore dell’anno scorso era un’illusione come l’eterosessualità di George Michael e le spalline nella giacca di Andrew Ridgeley, il Wham! sfigato.
Il video si spinge oltre: teorizza che i decenni successivi saranno sempre una delusione rispetto agli anni 80. La maggior parte dei ricordi di grandeur dei reduci degli anni 80 discende da questo video: in realtà eravamo tutti sfigati che alle settimane bianche non andavano mai, che non avevano amici fighi, che non facevano sesso perché non erano tempi felici e Carfagnizzati come quelli attuali. Tutto era posticcio come i capelli di Giorgione, che illuminano la sala buia e resistono alle palle di neve – capelli che nemmeno nel video in piscina di Club Tropicana subivano alcun affronto dagli elementi. Capelli imperturbabili alla gravità come una generazione indifferente alla tensione politica internazionale e alla morte delle ideologie. Se oggi gli anni 80 sono descritti come mitici, esagerati eccetera, è perché a nessuno piace pensare alla propria gioventù come a un parco tematico della depressione – ma Wham e Duran Duran sapevano chi dovevano incantare e si presentavano con barche a vela, piscine piene di amici, chalet e SUV. Gli attuali adulti, dalle loro dolenti camerette, guardavano pensando: “Oh”. Intuendo che non sarebbero mai riusciti ad essere così fighi. L’unica cosa cui aggrapparsi era Andrew Ridgeley. Se ce l’aveva fatta lui, potevano farcela tutti, abbarbicandoci a un amico magnifico e raccattando i suoi avanzi – fidanzate comprese. Fermo restando che un’ex fidanzata di George Michael era per forza di cose un’illusa anche lei.









































I miei compagni di classe avevano una pettinatura alla Andrew Ridgeley. Mentre quella alla George Michael era più diffusa tra le mie amiche. Come facessimo a non intuire come stavano le cose e continuare a stravedere per lui, proprio non lo so.
Quando sento per la prima volta questa canzone al supermercato so che Natale è finalmente arrivato (e mi fiondo sul primo panettone disponibile. Sarò stata ipnotizzata???)