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Bluvertigo – L’assenzio
scritto da: Redazione in Mi sono perso | PermalinkPerché è la canzone del momento: l’ex cantante dei Bluvertigo, Marco Castoldi in arte Morgan, è stato escluso da Sanremo per aver dichiarato al mensile Max di fare uso di cocaina. Come fanno i politici, ha poi affermato: “Sono stato frainteso”. I politici però non hanno apprezzato e gli hanno dato del “cattivo maestro”. Ragion per cui, Morgan è il primo squalificato per doping del Festival nazionalpopolare. Nessuna polemica invece dieci Sanremi fa, quando i Bluvertigo avevano presentato questo brano dedicato a un liquore un tempo considerato allucinogeno, ma anche a tante altre cose che ognuna a suo modo possono essere viste come droga, e come tali “fanno bene, fanno male”: “Le feste, l’alcool, l’arrosto, le associazioni, la marijuana, le vacanze, lo Stato, i soldi, il sado-maso, il cibo giapponese, la censura, l’oppio, la religione”. Per qualche motivo, persino i mattoncini del lego erano indicati come potenziale fonte di dipendenza.
La frase da ripetere con un sospiro: “Capire Battiato”. Eh, fosse facile. Certi testi del Maestro sono un tunnel dal quale un sacco di gente non è mai uscita.
Il vero significato della canzone: Gira droga in Parlamento, ne gira ai festini cui gli ottimi statisti che governano il Paese prendono parte, gira droga nello sport, gira droga ovunque in Italia, in ogni ceto sociale, dai manager ai 2 milioni di disoccupati italiani (dato Istat). Gira ogni tipo di droga, quelle illegali ma anche quelle legali, tassate e remunerative per tutti come l’alcool (forse non altera la mente? Forse non dà dipendenza? Non fa 25mila morti l’anno – dati dell’Istituto Superiore della Sanità? Allora chiediamo scusa). La droga è un problema grande, è un problema storico, è un problema mondiale. Morgan ha ammesso di avere questo problema. Non è il primo artista a farlo, e dobbiamo più agli artisti che ai politici la comprensione del fascino sinistro della droga, ma soprattutto dell’abisso cui porta: brani spesso ritenuti degli inni, quando in realtà erano descrizioni drammatiche della tossicodipendenza vissute in prima persona, come Heroin di Lou Reed (“Ho preso la grande decisione: voglio annullare la mia vita”) o Cocaine di Eric Clapton (“Se vuoi trovarti a strisciare giù per terra, cavalca la cocaina”). Ora, Morgan non è il grande artista che dice di essere, e il confronto tra “L’assenzio” e i brani di Reed e Clapton lo dimostra. Però è il primo in Italia ad ammettere la sua debolezza mentre ne è in balia – a differenza, ad esempio, di Fiorello, che ne ha parlato dopo esserne uscito. Poteva essere un’occasione per parlare meno superficialmente di cose che “fanno bene, fanno male”. Si è preferito punirlo. E ora molti commentano tra sé e sé che Morgan è stato ingenuo: un personaggio pubblico deve stare attento a quello che dice. Perché la tv italiana spaccia le sue droghe: l’apologia del successo e dell’arricchimento ad ogni costo, la disinformazione sistematica, l’asservimento ai potenti, la puttanizzazione di ogni donna – c’è un telegiornale di una rete Mediaset che ne fa l’apologia. Ma soprattutto, l’Italia produce e spaccia moralismo ipocrita, che è una droga potentissima – e come ogni droga, dà l’illusione di risolvere facilmente i problemi.
- Commenti (4)
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gennaro scritto il: 3.2.2010 alle 6:10 pm
Ottimo articolo, condivido in toto quello che hai scritto.
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Meldon scritto il: 8.2.2010 alle 3:21 am
“Ora, Morgan non è il grande artista che dice di essere”
Eviterei di contribuire a diffondere certe leggende metropolitane.
Non mi risulta che ha mai commentato il suo grado di artisticità. Piuttosto, ha sempre detto che bisognerebbe sempre lasciare agli altri il compito di dire chi lo è e chi no.
Per il resto, a mio parere, e potrei sbagliarmi, “L’Assenzio” in generale è una canzone di riflessione non di giudizio. È come dire: non sono sicuro, ho tanta confusione, quello che so è che non voglio additare e distruggere con commenti le persone per le loro scelte. In qualunque campo.
Ripeto potrei sbagliare, ma mi sembra che il significato sia questo.
Ciao. -
Luca scritto il: 8.2.2010 alle 11:47 am
Anch’io lo trovo un ottimo articolo!
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Mad scritto il: 9.2.2010 alle 2:10 am
Mmmh, ok Meldon, un punto per te. Cosa ne pensi di “Morgan non è il grande artista che pensa di essere” invece che “dice di essere”? Lo dico con più ironia che cattiveria, ma non direi che il nostro uomo sia mai stato un umile. Sul significato da te proposto, sono d’accordo che è una canzone di riflessione e non di giudizio, ma penso che sia in primo luogo una canzone di riflessione sulle dipendenze, e sul fatto che tante cose attorno a noi “fanno bene, fanno male”.
PS
Grazie, Luca e Gennaro. Tre commenti maschili in fila, su LeiWeb valgono il triplo. :-)
PPS
Oh, Meldon, il tuo nick è maschile, vero?


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