Attack the Block – Invasione aliena
Scritto da Giovanni Maggioni in Schermi invisibili | Permalink
Ci sono gli alieni, ci sono le biciclette e ci sono gli adolescenti, ma non siamo di fronte ad E.T.. Questa volta i “visitatori” giunti sul pianeta Terra sono, parafrasando uno dei giovani protagonisti, degli “enormi lupi, gorilla figli di …” protagonisti che, già da questa breve citazione, si capisce subito essere lontani anni luce dai teneri bambini della countryside statunitense. Moses, Pest, Jerome, Dennis e Bigz hanno 15 anni e sono dei giovani teppisti del Blocco, un gruppo di case popolari della periferia sud di Londra. Una sera come tante, mentre rapinano una sfortunata infermiera, piove dall’alto un piccolo meteorite che si schianta su una macchina parcheggiata. Moses, il boss del gruppo, si fa largo fra le lamiere per trovare qualcosa di prezioso ma una piccola creatura grigia, una sorta di cucciolo dai denti aguzzi, lo ferisce e scappa. Braccato e poi ucciso per vendetta dai ragazzi, il cadavere del mostro viene portato nella serra dello spacciatore del Blocco mentre dal cielo una serie di meteoriti, ben più grossi del primo, cadono sul ghetto. Da qui in avanti inizia la battaglia contro gli invasori che i ragazzi combattono a colpi di motorini parcheggiati in faccia (come si diceva a Milano negli anni ’90), squarci di katana e fuochi d’artificio.
Joe Cornish,londinese classe 1968 e già famoso autore comico sia in radio che in televisione, debutta al cinema con un film brillante che cita ottimamente il miglior cinema horror/fantascientifico degli anni ’80. Con un budget limitato, se paragoniamo 13 milioni di dollari con i 70/80 di una produzione attuale, Cornish ha preferito un approccio più tradizionale. Invece di buttare tutto in computer grafica, si è inventato dei gorilloni dalle fauci fluorescenti impersonati da attori in carne e ossa dentro un costume che recitavano realmente sul set. Niente schermo blu o verde quindi, anche se, per ottenere un maggior realismo, il neo regista è stato costretto a rivolgersi ad un piccolo studio svedese (dal buffo nome di Fido) il cui team, proprio attraverso alcuni aggiustamenti fatti al computer, ha reso gli stuntman impellicciati delle credibilissime creature spaziali.
Ma l’azione l’azione non è poi tutto perché Cornish, furbescamente o meno, lascia uno spazio alla questione sociale delle periferie inglesi, affrontandola in totale controtendenza rispetto ai film anni ’80, dove il delinquente rimaneva sempre “punito”, e avvicinandosi maggiormente alla morale di pellicole recenti come L’odio di Mathieu Kassovitz. Come dichiarato dallo stesso regista: “Tutto è partito da una rapina che ho subito da parte di un gruppo di giovani del mio quartiere in cui vivo da 42 anni. Ma io amo il mio quartiere e mi trovo a difenderlo costantemente” e così per mesi Cornish ha girato per strade e locali parlando coi giovani e cercando di capirli, “Ci sono tanti film ben fatti senza i quali non avrei potuto fare il mio, ma che trovo un po’ disturbanti dal punto di vista morale perché demonizzano questi giovani. È di ragazzini che stiamo parlando e i ragazzini commettono errori, testano i confini tollerati dalla società. Magari vengono da situazioni infami e con poche possibilità di scelta“. Vincitore di 19 premi internazionali tra cui due al Torino Film Festival, Attack the Block è in sala dal 30 maggio.
Attack the Block – Invasione aliena di Joe Cornish. Con John Boyega, Maggie McCarthy e Nick Frost.










































Bello, lo andrò vedere…poi c’è Nick Frost che mi piace un casino…
Bravo Limbaccio, anche se Nick Frost fa solo la parte dello spacciatore un po’ bollito ed è il resto del cast che fa veramente decollare il film. Sei andato a vederlo poi?