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Archivio categoria ‘Cantami una canzone’
Cheryl Cole – Three Words
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: l’Inter del petroliere Moratti ha eliminato il Chelsea del petroliere Abramovich dalla Champions League. Vincendo questo derby dei distributori, la squadra che ha sede in Italia ha anche dato una vittoria alle donne inglesi, che in un sondaggio hanno votato due giocatori della squadra londinese come uomini più odiati del Regno Unito. Il n.2 è John Terry, che è andato a letto con la moglie del suo migliore amico (beh, facciamo “ex migliore amico”). Ma il n.1 è Ashley Cole, marito fedifraghissimo della cantante di questa canzone, Cheryl Tweedy delle Girls Aloud, fidanzatina di Gran Bretagna. La cosa interessante è che Cheryl in questa canzone riabilita il tradimento, lo descrive come l’esito di una forza irresistibile – fondamentalmente, l’amore. Il brano parte con lui e lei che dopo essersi incontrati, sono chiaramente un po’ scossi ma raccontano al proprio partner: “Ho incontrato una persona, ma ho fatto subito presente che io ho te, che ti sposerò, che avremo dei bambini, che per me sei la persona più importante, uh, ah, uh, ah…”. Ecco, appunto: uh, ah, uh, ah.
La frase da ripetere con un sospiro: (“It wasn’t complicated, wasn’t premeditated”) (o anche, in italiano: “Non c’era niente di complicato, non c’era niente di premeditato”)
Il significato nascosto della canzone: i tradimenti non sono tutti uguali. E a parte che già il genere umano non ha le idee chiare dal punto di vista linguistico, perché se la parola “tradimento” implica condanna, al contrario la parola “amante” significa in fondo, che c’è qualcuno che ama – che insomma, buttalo via. Come se non bastasse, i tradimenti non sono tutti uguali nemmeno tra uomini e donne: uno studio del prof. Kanazawa della London School of Economics sostiene che le donne che hanno un amante sono mediamente più intelligenti delle altre; al contrario gli uomini che hanno un’amante sono mediamente più stupidi. Che smacco. E sembra proprio che l’intelligenza femminile sia in aumento, visto che sei donne su dieci ammettono una relazione clandestina. D’altro canto, “La catena del matrimonio è così pesante che a volte bisogna essere in tre per portarla”. Lo ha scritto Alexandre Dumas figlio. E quasi due millenni prima di lui, le cose non dovevano essere molto diverse, se Giovenale scriveva: “In molte case, un amante ha salvato un matrimonio in crisi”. Citazioni prese dall’impagabile sito www.tradimento.net, che non prende posizione né a favore né contro: si limita a prendere atto e dare consigli sia a traditi che a traditori – anzi, traditrici. Perché se gli studi succitati sono attendibili, le tre parole sottintese dalla canzone non sono tanto “I love you” quanto: “Cielo, mio marito!”
Fergie feat. Will.i.am – Quando quando quando
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: il musical “Nine” non ha avuto molta fortuna, anzi, è stato un disastro, nonostante quattro candidature all’Oscar e un cast da paura. Chissà, forse in questo momento incitare gli americani a “fare gli italiani” (“Be italian”) non risulta molto convincente. Però la vecchia canzone di Tony Renis (1962) è riuscita a farsi notare anche stavolta, nell’interpretazione di Fergie e Will.i.am dei Black Eyed Peas, che ormai trasformano in dollari tutto quello che toccano.
La frase da ripetere con un sospiro: “Tell me when will you be mine, tell me quando quando quando”. (O anche, in italiano: “Dimmi quando ti avrò, dimmi quando quando quando”)
Il significato nascosto della canzone: in settimana, annunciati scioperi di tutti i mezzi di trasporto, soprattutto i treni. Quando, quando, quando si potrà tornare a casa? In varie zone d’Italia è anche nevicato, quindi figuriamoci: quando, quando, quando partirà il treno – sempre che parta? Ma poi, gente, alla fine, è davvero un problema? L’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti ha dichiarato in un’intervista che i pendolari protestano e protesteranno sempre, ma lui non si fa infastidire: “Tutti sanno che sarebbe peggio prendere la macchina”. Mmh. Mah. Chissà se lui il treno lo prende mai. Mauro Moretti è lo stesso che quando sotto Natale il traffico ferroviario andò in tilt, disse che non era vero, le cose funzionavano benino, che negli altri Paesi (chissà quali) era peggio, non c’era da lamentarsi, e quanto ai rimborsi, ce li potevamo scordare – però i suoi clienti erano invitati a portarsi un panino, acqua e parecchi maglioni perché era capitato, ehm, che un po’ di treni si fermassero in mezzo al niente per dieci ore con il riscaldamento rotto e i bagni rotti. Uff, certo che la gente protesta sempre, che noiosi.
Dopo di che, a gennaio ha aumentato i prezzi.
Sapete quanto, quanto, quanto guadagna il bravo manager Mauro Moretti? 690.000 € di stipendio e 190.000 € di bonus se raggiunge gli obiettivi. Ma quali saranno gli “obiettivi”? Treni vecchissimi, costosi, sporchi, pieni come carri bestiame e che non si sa quando partono e quando arrivano? No, l’obiettivo è riportarci a cinquant’anni fa, e farci apprezzare canzoni come Quando quando quando – per non parlare di Claudio Villa e del suo Binario, triste e solitario.
Malika Ayane – Ricomincio da qui
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: Come faceva Adriano Celentano in Mondo in Mi7, prendiamo il giornale di oggi. Vediamo: quasi un dodicenne su cinque si ubriaca. A Firenze un ladro entra in casa di una 89enne e la prende a sprangate per rapinarla. Il signore con la faccia da buono distribuiva gli appalti coi soldi dei terremotati in cambio di massaggi. Il principale tg dell’azienda di Stato dice le bugie per compiacere il SuperPadrone. Le due principali aziende telefoniche italiane hanno riciclato denaro sporco ed evaso due miliardi e mezzo di euro (avete idea di cosa ci si può fare?). Un senatore era un uomo della ’ndrangheta. Le liste elettorali sono state consegnate tardi perché ogni 5 minuti venivano cambiate per infilarci l’igienista dentale del SuperPadrone, il figlio deficiente del ministro o qualcun altro cui si doveva un favore. Riassumendo: va sempre peggio e non c’è nessuna svolta, nemmeno nel meteo: continua a fare un freddo becco.
Dev’essere per contrasto con questo scenario barbarico che si trascina da anni, che la canzone di Malika Ayane sta incontrando tanti consensi rispetto alla maggior parte di quelle presentate a Sanremo. Forse riflette il desiderio di un’eleganza d’altri tempi, vintage. Questa parola, sempre più usata in campi diversi (musica, moda, arredamento) deriva – insegna Wikipedia – dal latino vindemia, che indicava i vini d’annata, di pregio. E lo stile di Malika Ayane nell’interpretare questo brano ricorda parecchio l’eleganza di Ornella Vanoni ma soprattutto quella con cui Dionne Warwick cantava i brani del compositore più pregiato di tutti, Burt Bacharach: ad esempio questo o questi tre eseguiti in medley.
La frase da ripetere con un sospiro: “Non mi piace sia tu il centro di me”.
Il vero significato della canzone: Scritta insieme a Pacifico e a Ferdinando Arnò, al suo fianco da quando (neanche molto tempo fa, era il 2006) componevano per gli spot pubblicitari, per la cantante italo-marocchina è la descrizione del momento in cui “Qualcosa non ci piace più, capiamo che una situazione si trascina e desideriamo una svolta, ma non sappiamo con che strumenti affrontarla”.
In questi 4 anni Malika è passata dall’essere una giovane mamma abitante nella multietnica e problematica via Padova a Milano a tutta una serie di svolte: collaborazioni con Andrea Bocelli, Paolo Conte, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, la versione de “La prima cosa bella” per il film di Virzì, una storia d’amore con Cesare Cremonini, due festival di Sanremo. L’ultimo dei quali terminato con l’orchestra a lanciare spartiti in aria per protestare contro il parere del pubblico italiano, che in finale le ha preferito altri interpreti. Da tutte queste polemiche, Malika si è tenuta fuori con eleganza, avendo capito che non tutti sono pronti ad apprezzare il suo stile e preferiscono votare i personaggi resi popolari dalla tv. E’ un problema generale italiano, questo. Una di tante situazioni che si trascinano, e ci vorrebbe una svolta – ma non sappiamo con che strumenti affrontarla. Uno strumento potrebbe essere un po’ di eleganza, che nella vita non si applica solo ai vestiti – perché chissà come mai, anche se ci vestiamo meglio di tutti, ultimamente siamo il Paese meno elegante del mondo.
Glee Cast – Don’t stop believing
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: è il brano che ha aiutato la serie televisiva Glee a sfondare in America: un vecchio pezzo dei Journey, cantato dal cast di ragazzi un po’ sfigati che hanno un sogno, ovvero: interpretare in tv dei ragazzi un po’ sfigati che hanno un sogno. Glee, precipitosamente mandato in onda sulla tv satellitare anche in Italia, può piacere ma onestamente non si basa su un’idea originalissima, è un musical a puntate la cui trama ricorda Saranno famosi e tutti i suoi figli, tra i quali Amici (se vi ricordate, all’inizio il programma di Maria De Filippi già che c’era ne copiava anche il nome, finché dall’America non hanno ringhiato minacciando una causa). D’altro canto sono innumerevoli i musical, da Cantando sotto la pioggia a A chorus line (con varianti rock come The Commitments) che hanno come semplice trama quella di mostrare dei ragazzi un po’ sfigati che hanno un sogno, e provano contro tutto e tutti a farlo avverare.
La frase da ripetere con un sospiro: “Some will win, some will lose, some were born to sing the blues”. (O anche, in italiano: “Qualcuno di loro vincerà, qualcuno di loro perderà, qualcuno di loro era nato per cantare il blues”)
Il significato nascosto della canzone: “Continua a crederci!” – è la filosofia americana, e ormai è anche la filosofia italiana: il Festival di Sanremo dell’era del televoto ha portato sul podio tre vincitori di show televisivi. Le loro canzoni non erano straordinarie, ma non è importante: nessuno le ascolta, ormai è chiaro che a vincere è il personaggio. Tanto che quasi commuove che Sanremo rispetto ad Amici, X Factor e Glee (che puntano, al 90%, sul ripescaggio di canzoni vecchie e già collaudate) si ostini a puntare su canzoni nuove. Non a caso guardando il Festival di Antonella Clerici quest’anno si veniva travolti dai classiconi ad alzo zero: da O’ sole mio a Nel blu dipinto di blu, da Perdere l’amore a Un amore così grande. Chissà, forse è un modo di dirci che il sogno continua, ma la solfa sarà sempre quella. E se la solfa di questo Paese non cambierà mai più, allora è giusto riconoscere che è fastidioso l’ostracismo di parte del pubblico e dell’indisciplinata orchestra di Sanremo verso Emanuele Filiberto, che in fondo rappresenta tanti giovani italiani. Come tanti di loro, le ha provate tutte: ballerino, presentatore, cantante, candidato in due elezioni. Non smettendo mai di crederci, ha lavorato duramente per il suo sogno. Quello di non lavorare.
The Knack, My Sharona
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: il cantante e autore del brano, Doug Fieger, si è arreso a 57 anni dopo una battaglia col proprio corpo durata diversi anni. Pochi lo avrebbero riconosciuto per strada, tanti riconoscono il suo pezzo dalle prime note, ancor oggi, trent’anni dopo che è stato scritto. Spesso succede nel rock: scrivi il brano che stende la gente, ti ascoltano in tutto il mondo – ma poi non succede più nulla, e tu sparisci. Però il tuo pezzo sopravvive. Forse altri trent’anni, forse di più.
La frase da ripetere con un sospiro: “Oh, you make my motor run, my motor run”. (O anche, in italiano: “Oh, tu fai andare il mio motore, il mio motore”).
Il significato nascosto della canzone: Qui c’è una versione dei Nirvana – un po’ sciamannata, a dire il vero – preceduta da una breve intervista al gruppo: “My Sharona, non so cosa volesse dire, ma ha cambiato la mia vita”. In realtà un significato nascosto c’è (c’è sempre, cosa credete…) Sharona Alperin era una ragazza che fece andare fuori di testa Doug. Lei aveva 17 anni, lui 25. “Quando la incontrai fu come essere colpito alla testa da una mazza da baseball. Mi innamorai all’istante”. Il testo parla sostanzialmente di un arrapamento incontrollabile: il buon Doug doveva essere un po’ frustrato, e si sfogò anche in altre canzoni molto meno fortunate, intitolate “Good girls don’t” (“Le brave ragazze non lo fanno, ma io sì”) e “Baby talks dirty” (“Alla mia damigella piace una leccatina, lo fa bene, anche se poi, oh, la cosa diventa appiccicosa”). In “My Sharona” in particolare lui ammetteva: “I always get it up for the touch of the younger kind”. O anche, in italiano: “Mi eccita sempre il tocco di una più giovane”. Beh, se guardiamo le prime pagine dei giornali di questi giorni, di nuovo si parla di uomini di una certa età, che sembrano così ammodo in pubblico, ma non capiscono più niente quando gli si prospetta una “ripassata” con donne più giovani. Speriamo che almeno facciano sesso sicuro: pensare alla protezione è civile.
The Temper Trap – Sweet disposition
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: è un pezzo di un gruppo australiano, con un cantante dotato di una voce così morbida che al confronto Chris Martin dei Coldplay pare aggressivo come un metallaro. Il pezzo suggerisce di abbandonarsi dolcemente, perché va fatto “finché il nostro sangue è ancora giovane e va di corsa e non si fermerà finché non è tutto finito, e non si darà per vinto”. Il tipo di parole che potrebbero farvi comodo in questi giorni, dal momento che (…qualora non lo abbiate notato dalle pubblicità e dal fatto che in ogni vetrina praticamente ogni prodotto è a forma di cuore) San Valentino sta per abbattersi implacabile su di noi.
La frase da ripetere con un sospiro: “A moment, a love, a dream aloud, a kiss, a cry, our rights, our wrongs”. (O anche, in italiano: “Un istante, un amore, un sogno ad alta voce, un bacio, un pianto, le nostre ragioni, i nostri torti”)
Il significato nascosto della canzone: ci sono molte canzoni d’amore impegnative, in giro. E tutte sono uscite, casualmente, in tempo per essere in circolazione il 14 febbraio. E si parla di big della musica italiana, gente che sa come si fanno due spiccioli: Jovanotti che in “Baciami ancora” parla di invecchiare insieme e “stare soli sulla luna”. Gianna Nannini e Giorgia che in “Salvami” intimano: “Alzati, ama per sempre”. Vasco Rossi che in “Sto pensando a te” non riesce ad avere pace, non fa che pensare a lei “mentre cammino, mentre parlo, mentre rido, mentre respiro, mentre mi spoglio di ogni orgoglio, quando guardo il mio destino”. Insomma, ci parlano di amare per sempre, ci parlano di destino, ci dicono tutte quelle cose che dicono gli innamorati quando straparlano, e che fanno parte del glorioso rimbambimento dell’amore. Ma che, in molti casi, sono promesse e impegni che vanno altrettanto gloriosamente in pezzi. Poco male, è anche bello rialzarsi e fare le stesse promesse deliranti a qualcun altro, il 14 febbraio successivo. Ma in molti casi la persona con cui vi trovate meglio non vi chiede la luna, l’amore eterno o le onde del destino; non vi chiede di pensarla ossessivamente o di spogliarvi di ogni orgoglio. Vi chiede soltanto, e giusto ogni tanto, un dolce abbandono. Quindi, buon San Valentino – e se siete single, non preoccupatevi: proprio la sera del 14, più un terzo delle coppie decide che non ne può più. Quindi, nonostante tutto, il santo sta lavorando per voi!
Jovanotti – Baciami ancora
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: perché l’Italia è in fermento per l’uscita dell’ultima pellicola del re dei film carini, accompagnato dalla canzone del re delle canzoni carine: del resto per un film dove tutti sono carini e Muccini e Puccini e Favini e Giannini, non poteva mancare Cherubini. Il videoclip mostra gente che gioca in spiaggia (…teneri!), coppie che si sorridono (…tenere!), future mamme col pancione (tenere!) Jovanotti che ninna un bebè (…tenero!), Accorsi che fa la sua faccetta (…bau!), e insomma tante persone carine e in fin dei conti buone, che festeggiano la loro carineria e in fin dei conti bontà, in un casolare presumibilmente del centro Italia, con una tavolata coperta dalla decisiva tovaglia a quadri bianchi e rossi, la tovaglia cattocomunista per eccellenza. E infatti il tutto lo fa somigliare uno degli spot elettorali del Partito Democratico – quelli che fanno venir voglia di votare Borghezio. Il testo della canzone (“Son tornate le lucciole a Roma. Nei parchi del centro l’estate profuma” “Una bimba che danza, un cielo, una stanza, una strada, un lavoro, una scuola” fa invece pensare alle immortali parole rivolte da Checco Zalone a Lorenzo Cherubini: “A te che dici ‘il mio grande amore’ e poi dici ‘il mio amore grande’, e per ’sta cazzata qui magari ti senti come Dante”.
La frase da ripetere con un sospiro: “One, due, tre, four”. (o anche, in italiano: “Uno, due, tre, quattro”) (forse, questo misto di italiano e inglese è una citazione dell’ex ministro buonino del Partito Democratico, Francesco Rutelli: “Please! Visit. Uebsait. Bat! Please. Visit… Italy. Villagis!”)
Il vero significato della canzone: Come Muccino tende a insistere sullo stesso film, Jovanotti tende a insistere sulla stessa canzone e sull’amore grande, con concetti che i baci Perugina hanno già affrontato con maggiore coraggio (“Voglio stare con te, invecchiare con te… Stare soli, io e te, sulla luna”). Ma il vero motivo della loro unione è che Gabriele Muccino non parla da un anno con suo fratello Silvio. E dice: “La cosa mi è del tutto incomprensibile”. Perciò, si è ritrovato a sostituire la zeppola del fratello con quella di Jovanotti. Che di incomprensibile, o quanto meno un po’ complicatino, non fa nulla da anni, eccetto ballare forsennatamente questo suo ennesimo pezzo lentone come fa nel video.
Leona Lewis – I see you
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: perché è la colonna sonora del film del momento, Avatar. La canta Leona Lewis, la versione britannica di Matteo Beccucci. Ecco, all’incirca. Nel senso che è la ex vincitrice di X Factor. Però, mmmmh, la musica fa venire in mente qualcos’altro, no? A “My heart will go on” di Celine Dion, canzone portante di Titanic, dello stesso regista. Scritta dallo stesso autore, James Horner. Gli somiglia proprio tanto. Ci sono alcuni spiritosi e maligni che ne cambiano le parole in “My Avatar will go on!” D’altro canto, il regista non poteva non rivolgersi a James Horner, che si era occupato anche della colonna sonora di Braveheart. E’ specializzato in gente con la faccia blu.
La frase da ripetere con un sospiro: “I pray in my heart that this dream never ends”. O anche, in italiano: “Prego nel mio cuore che un sogno così non finisca mai più”.
Il vero significato della canzone: Spiace ripetersi, ma la frase sopra – “Prego che un sogno così non finisca mai più” – mmmmh, fa venire in mente qualcos’altro, no? Magari accanto alla frase “Mi dipingevo le mani e la faccia di blu”? E d’altro canto il protagonista del film, non si ritrova a volare nel cielo infinito? Insomma, questo James Horner era un po’ in crisi di idee. E d’altro canto, anche il regista, con la sua idea di un mondo magico dove c’è un popolo tutto blu – mmmmh, fa venire in mente qualcos’altro, no? Che aveva già una sua bella colonna sonora: – ma meno male che non l’hanno copiata, o Cristina D’Avena diventava verde.
Ke$ha – Tik Tok
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: è stata la prima n.1 americana del decennio, e sta prendendo piede anche da noi: scritta e interpretata da una 23enne al debutto discografico, ma già infiltratasi come autrice o corista nei dischi delle teen-idols d’America: Paris Hilton, Britney Spears, Miley Cyrus. Il simbolo del dollaro in mezzo al suo nome sembrerebbe indicare che ama il denaro, invece dice che è tutto il contrario, dei soldi non le importa nulla. No, no, no!!!
La frase da ripetere con un sospiro: “And now the dudes are lining up cause they hear we got swagger, but we kick em to the curb unless they look like Mick Jagger”. (O anche, in italiano: “Ecco i maschi che si mettono in fila perché sentono che abbiamo stile, ma noi li cacciamo via a meno che non somiglino a Mick Jagger”) (ovvero, a un 67enne. Oh, beh: Noemi fa scuola)
Il significato nascosto della canzone: Ke$ha si presenta dopo aver dormito nella vasca da bagno e, sgarrupandosi i capelli tutto il tempo, racconta con voce sciamannatissima di come si svegli e si lavi i denti con un whisky Jack Daniels per poi uscire e girellando aspettare, tik, tok, l’ora di andare in discoteca – dove rimarrà con i suoi amici debosciati finché non li buttano fuori o arrestano; d’altro canto, spiega, del mondo non le importa niente, l’importante è bere tanta birra. Ora, secondo le ultime statistiche i minorenni italiani fanno passi da gigante verso l’etilismo, e ciò potrebbe indurre qualche associazione di genitori a condannare la giovane popstar californiana. No, no, no!!! Bisogna cogliere la palla al balzo e sfruttare l’innata tendenza dei ragazzi a fare il contrario di quanto gli viene raccomandato. Quindi, manifestare entusiasmo per il brano, e invitare i figli a diventare piccole spugne. E già che ci siamo, a vestirsi come Kesha. Ne verrebbe fuori una generazione sobria, elegante e interessata a migliorare il mondo. E a cantare un po’ meglio.
Giusy Ferreri – Il cielo è sempre più blu
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: perché è degli anni Settanta. E sarà stato il duomino che ha semidistrutto la faccia del presidente del Consiglio (mai un politico italiano era stato colpito prima d’ora, eccetto Aldo Moro) ma ogni tanto sembra davvero che l’Italia non sia mai uscita dagli anni Settanta. Che poi, in altri momenti, a guardare le televisioni del presidente del Consiglio, sembra che non sia mai uscita dagli anni Ottanta. Se aggiungete che secondo la maggior parte dei politologi il Paese non è mai uscito da Mani Pulite, e quindi dagli anni Novanta, si capisce solo una cosa: che in generale, l’Italia non riesce a uscire.
La frase da ripetere con un sospiro: “Chi ama l’amore e i sogni di gloria, chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria, chi mangia una volta, chi tira al bersaglio”.
Il significato nascosto della canzone: “Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale!” (Rino Gaetano, 1978)
“Reinterpretare oggi questo brano significa prima di tutto rendersi conto che quei temi che lui cantava sono ancora, purtroppo, attuali e io ho cercato di ricantare le sue parole con tutta l’ironia, la rabbia, l’energia e la profondità che potevo”. (Giusy Ferreri, 2009)
Che dire: da Gaetano (Rino) a Gaetana (Ferreri), dagli esplosivi anni Settanta ai litigiosi anni 00, ieri come oggi, se uno psicolabile fa una cosa da psicolabile, tutto il Paese reagisce da psicolabile: chi lancia proclami, chi si fa gli esami, chi alza la voce, chi insulta feroce, chi va a Porta a Porta, chi accusa la scorta, chi indaga sui siti, chi punta i suoi diti, chi invoca attenuanti, e poi si va avanti… e il cielo è sempre più blu.

