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Archivio categoria ‘Musical & Teatro’
‘L’aggancio’ in teatro
scritto da: Redazionein Musical & Teatro
Tratto da un romanzo di Nadine Gordimer L’Aggancio racconta la storia tra Adbu, immigrato senza permesso di soggiorno e Julie, di una famiglia agiata. La storia potrebbe essere ambientata in una qualsiasi città europea.
Due persone si innamorano e, dopo il primo idillio, si ritrovano a fare i conti con la burocrazia e la società, entrambe ostili agli immigrati.
Due culture si confrontano, scontrandosi spesso con diverse, reciproche, sottili forme di “razzismo”.
Due identità cercano di venirsi incontro nonostante i forti condizionamenti dettati da background sociali, religiosi ed economici molto diversi.
Sebbene lo spettacolo sia bello, gli attori – Fausto Russo Alesi e Mariangela Granelli - molto bravi, le scenografie spesso suggestive e la musica eccezionale, trovo che la storia sia obsoleta e stantia.
I problemi dell’immigrazione sono, oggi, molto più gravi e complessi di quanto emerge dalla storia della Gordimer (la storia della rampolla che trova se stessa nel deserto è trita e ritrita). Risulta, quindi, un’occasione persa per riflettere e far riflettere sull’immigrazione e sulla concreta difficoltà di integrazione, presente soprattutto qui in Italia, a differenza di altri Paesi come la Francia, il Belgio o la Germania.
Insomma se volete andare a vedere uno spettacolo ben fatto, diretto da una delle poche registe donna riconosciute in Italia, Serena Sinigaglia, sorvolando sulla storia in sé e su un paio di scene strillate e tragiche che scadono nel retorico, correte al Teatro di Ringhiera. L’aggancio resta in scena sino al 27 marzo.
L’aggancio
di Nadine Gordimer
regia di Serena Sinigaglia
Teatro di Ringhiera di Milano sino al 27 marzo
Marco Carta – La forza mia
scritto da: Redazionein Cantami una canzone, Musical & Teatro
Perché è la canzone del momento. Ha vinto Sanremo. Non conquistando l’audience a sorpresa come la sconcertante Arisa nella sezione Giovani: ha vinto per scarsità di avversari, ma soprattutto per volontà superiore. Certo, è stato meglio che veder vincere Povia con la sua canzone astutamente imbecille, i suoi cartelli miracolosamente imbecilli e la sua coreografia squisitamente imbecille. Ora il giovane Carta, pesta. Nel senso che imperversa in radio ma soprattutto in tv. Ora, si sa che Povia era raccomandato da Paolo Bonolis, così come Sal Da Vinci, terzo classificato, era raccomandato da Gigi D’Alessio – ma la raccomandazione della De Filippi si è imposta. Dietro ci sono molte cose, più complicate di una canzonetta: la regina di Canale 5 ha affiancato Bonolis (tuttora sotto contratto Mediaset) nella finale del principale prodotto Rai (!), e ha visto vincere il suo pupillo in un trionfo totale del biscione, la tv che gli italiani hanno mandato al governo. Perché quando Mediaset comanda, la nazione si mette sull’attenti – e se Mediaset vuole che questa sia la canzone del momento, viene accontentata. Noi non possiamo che prendere atto. Vedete qualcuno che si oppone, forse?
La frase da ripetere con un sospiro. “Strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo”. Ooops, no, scusate, questo era Baglioni. “Tu sarai la forza mia, il mio gancio in mezzo al cielo”. Ecco, questo è Carta.
Significato nascosto della canzone. Non vogliamo togliere credito a Carta (ehm). Ma “La forza mia” copia con la Carta carbone (…va bene, basta battutine) cose che Eros Ramazzotti faceva tanti anni fa (su tutte, “Grazie di esistere”) e aggiunge un furto, con tanto di impronte digitali, a Claudio Baglioni. Allo stesso modo, la musica di “Luca era gay” di Povia somiglia in modo interessante a “Pensa” di Fabrizio Moro. E provate a sovrapporre “Non riesco a farti innamorare” di Sal Da Vinci a “Non riesco a liberarmi, questa vita mi disturba sai” (”Una storia importante”, ancora Eros Ramazzotti). Da tutto questo e dalle fulminee eliminazioni festivaliere di pezzi un po’ meno ritriti (Dolcenera, Tricarico, Afterhours, Nicky Nicolai, i Gemelli DiVersi e persino Iva Zanicchi, che decisamente non ha cantato la solita canzone) deduciamo facilmente che l’Italia che ha incoronato questi tre brani non vuole nessun presente e nessun futuro: gli piace un sacco il passato, e si accontenta di rimescolarlo continuamente. Si vede nella musica. Ma, temiamo, non solo in quella.
I Love Shopping
scritto da: pippawilsonin Musical & Teatro, Portami al cinema
Just: Mad, che ne dici se andiamo a vedere “I Love Shopping“?
Mad: NO!
Just: Questo film ti servirebbe per capire meglio il genere femminile. Perché sì, certo, molte dicono che non sono interessate alla moda, ma scarpe e borse le vogliamo tutte. Dai!!
Mad: Senti, credo di essere uno degli uomini al mondo che più capisce le donne. Ho conservato parecchi scontrini che lo testimoniano.
Just: E poi si svolge a New York, c’è di mezzo la costumista di Sex & the City, sarà tutto un vedere oggetti del desiderio!! Vedila così, magari dopo il film mi passa la voglia di shopping per un po’ e in tempi di crisi è sempre una buona cosa. Non ti interessa fare questo esperimento sociologico?
Mad: Hai davvero tentato di convincermi usando le parole Sex & the City? Non c’è uomo eterosessuale cui non faccia schifo – e non è pregiudizio né machismo, perché davanti alla prima serie di Desperate Housewives ridevo fino a piegarmi come una piadina. Sex & the City eccita solo voi, come del resto scarpe e borse: se TU vuoi capire il genere maschile, ti posso dare una dritta: potreste anche girare con scarpe e borse di cartone, sono l’ultima cosa al mondo che noi uomini guardiamo. Anzi, la penultima! L’ultima è questo film.
Mad&Just
Chiamatemi Ismaele – Moby Dick a teatro
scritto da: Redazionein Musical & Teatro
“Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che mi interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. E’ un modo che ho di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione”.
Un incipit meraviglioso del capolavoro di Melville, Moby Dick ed un inizio altrettanto suggestivo dello spettacolo di Antonio Latella in scena al Piccolo Teatro.
Le principali linee narrative del testo vengono non solo rispettate, ma enfatizzate dal gioco teatrale voluto dal regista, un crescendo che ti coinvolge dal primo istante, dove ogni passaggio è scandito da un nuovo elemento scenico: una quinta che scivola, un oggetto-simbolo come la Bibbia, la disposizione degli attori sulla scena e la loro interazione tra loro e con la struttura. Nulla è lasciato al caso, tutto è funzionale al tuo coinvolgimento. Così, sin dall’inizio, ascolti e vivi i sogni, le paure, le speranze dei protagonisti, con i quali ti immedesimi, anche se si tratta del secolo scorso, anche se il mondo della caccia alle balene ti è sconosciuto e magari anche odioso. Del resto la missione dei protagonisti, che è la missione del loro comandante Achab, interpretato con grande umiltà ed efficacia da Giorgio Albertazzi, va molto aldilà della caccia ad un capodoglio di nome Moby Dick. E, non a caso, il Capitano Achab si congeda da noi e dal mondo con il celebre monologo di Amleto, che si trasforma nelle riflessioni di un uomo che ha lottato a lungo e prende coscienza di essere alla fine del proprio cammino.
“Essere o non essere, è questo che mi chiedo: se è più grande l’animo che sopporta i colpi di fionda e i dardi della fortuna insensata, o quello che si arma contro una mare di guai e opponendosi li annienta. Morire…dormire, null’altro. E con quel sonno mettere fine allo strazio del cuore e ai mille traumi che la carne eredita [...] Morire, dormire, – dormire, sognare forse – ah, qui è l’incaglio. [...]Chi accetterebbe di sudare sotto il peso della vita, se non fosse il terrore di qualcosa dopo la morte, la terra sconosciuta da dove non torna mai nessuno, a paralizzarci la volontà, e farci preferire i mali che abbiamoad altri di cui non sappiamo niente? Così la coscienza ci rende codardi, tutti. [...]“
Gli attori bravissimi, sono affiatati e vivono la loro missione con grande trasporto. Sono veri, intensi, credibili dall’inizio alla fine. Ci sono alcuni momenti di sospensione in cui parlano con il linguaggio dei gesti per trovare un filo, una liaison con la balena, lavorano all’unisono come se insieme costituissero un unicum umano contrapposto al mistero della vita e della morte.
Bello, bello, bello sotto ogni punto di vista.
Non lasciatevi scoraggiare dalla durata, né dal tutto esaurito: allo Strehler ci sono sempre dei posti vuoti. Mettetevi in lista e aspettate che vi chiamino.
Moby Dick
Piccolo Teatro Strehler – Dal 27 gennaio all’8 febbraio
Poveri ma Belli
scritto da: Redazionein Musical & Teatro
Rimarrà in cartellone al Teatro Sistina di Roma fino al prossimo 4 gennaio, poi lo spettacolo proseguirà la tournée facendo tappa in tutte le maggiori città del Sud Italia. Parliamo del musical tratto dal celeberrimo film di Dino Risi, che ne riprende a grandi linee la trama. Musical che – fra l’altro – segna il debutto alla regia di un veterano dei palcoscenici italiani: Massimo Ranieri. Sentimenti semplici, ingenui e veri. Un ritratto affettuoso dell’Italia spensierata, povera e romantica degli anni Cinquanta.
Scritto da Massimiliano Bruno e Edoardo Falcone, lo spettacolo riporta in scena la tradizione della commedia musicale à la Garinei & Giovannini dando spazio a oltre 230 costumi (di Giovanni Ciacci), un allestimento scenografico che ripropone la Roma degli anni Cinquanta (opera di Marco Calzavara), venti ballerini (le coreografie sono di Franco Miseria) e tanta musica (purtroppo su basi registrate, anche questa volta). Antonello Angiolillo e Michele Carfora, due performer di razza, fra i migliori del panorama musicale italiano, vestono i panni dei protagonisti Salvatore e Romolo. Accanto a loro Fabrizio Paganini (fratello minore di Raffaele), Emy Bergamo e Francesca Colapietro, già Frenchy nel più recente allestimento di Grease targato Compagnia della Rancia. Pare che non ci sia modo di far perdere le brutte abitudini ai produttori teatrali del nostro Paese, ancora convinti di dover mettere a tutti i costi un “nome” in cartellone. Troviamo, quindi, nel cast anche Bianca Guaccero, che per l’occasione si improvvisa cantante e ballerina. Maggiori informazioni sul sito ufficiale.
Madame Giry
Stage Entertainment arriva in Italia
scritto da: Redazionein Musical & Teatro
Dopo anni di trepidante attesa da parte di tutti i musical-lovers italiani, approda ufficialmente nel nostro Paese la Stage Entertainment, principale realtà produttiva a livello Europero, sinonimo di qualità e grandi musical in tutto il mondo. Sono infatti in corso, proprio in questi giorni (23-28 novembre) a Roma e Milano, le audizioni per “La Bella e la Bestia“, prima versione italiana del grande successo di Broadway firmato da Alan Menken, Howard Ashman e Tim Rice tratto dal lungometraggio Disney. Lo spettacolo saluterà, fra circa un anno, la riapertura del Teatro Nazionale di Milano (chiuso ormai da tre stagioni), completamente ristrutturato e rimesso a nuovo.
Le speranze e le aspettative, nei confronti della messainscena del celebre titolo Disneyano, sono altissime. Tanto gli addetti ai lavori quanto gli appassionati sperano di veder coronati i propri sogni, nei quali la qualità degli spettacoli italiani arriva ad equiparare quella degli show in scena a Broadway o nel West End londinese, così come accade in tutti gli altri Paesi Europei ormai da tempi immemori (pensate al Fantasma dell’Opera, al Re Leone, a Wicked, Tanz der Vampire, Cats o Les Miserables…).
Il tempo ci fornirà le risposte. Per ora non ci resta che continuare ad augurarci che l’attuale realtà teatrale possa finalmente cambiare grazie all’avvento di Stage Entertainment. Tenere le dita saldamente incrociate, pregando che i nostri sogni non debbano infrangersi a causa di una qualche soubrette televisiva svizzera, inspiegabilmente ed immeritatamente posta a ricoprire il ruolo principale.
Madame Giry
La tournèe di Robin Hood–il musical è pronta alla partenza
scritto da: Redazionein Musical & Teatro
Beppe Dati è sicuramente uno degli autori e compositori tra i più noti del panorama musicale italiano. Ha al suo attivo numerose collaborazioni con artisti del calibro di Mia Martini, Francesco Guccini, Raf, Marco Masini, Laura Pausini, Paolo Vallesi e molti altri. Per questa stagione teatrale appena inaugurata, ha in serbo una sorpresa: un musical ispirato alle avventure del più celebre ladro della letteratura popolare, Robin Hood. Lo spettacolo ha debuttato lo scorso sabato 8 novembre al Teatro dell’Aquila di Fermo ed è pronto a partire per un lungo tour che lo porterà ad attraversare l’intero territorio italiano ed a toccare quasi trenta città. Il calendario delle repliche lo potete trovare qui http://www.amicidelmusical.it/web/robin.html
Manuel Frattini, indubitabilmente uno dei performer italiani di maggior versatilità e talento, reduce dai successi di Pinocchio e Peter Pan, indosserà questa volta la calzamaglia dell’indimenticabile eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri ed accompagnerà ogni sera spettatori di ogni età tra le magie e le insidie della foresta di Sherwood. Accanto a lui troviamo nel cast Valeria Monetti, che prosegue così la sua frequentazione del teatro musicale dopo Sette Spose per Sette Fratelli al fianco di Michele Carfora e Datemi 3 Caravelle con Alessandro Preziosi; e Simone Sibillano, ottimo Gesù nel Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia, al quale auguriamo una luminosa carriera che lo porti ad ottenere tutto il successo che merita.
La regia è affidata all’istrionico Christian Ginepro, in collaborazione con Fabrizio Angelini, che ha curato anche le coreografie dello spettacolo; la direzione musicale di Giovanni Maria Lori ed i costumi sono opera di Sabrina Chiocchio. Il sito ufficiale dello spettacolo è ancora in costruzione, ma dovrebbe essere attivo già dai prossimi giorni: www.robinhoodmusical.it Tutti i protagonisti si esibiranno rigorosamente live mentre – purtroppo va detto – la parte musicale sarà su basi registrate.
Madame Giry
Blasted
scritto da: pippawilsonin Musical & Teatro
Parola d’ordine, ridondanza.

Blasted Kane De Capitani 2008
Ridondante e ripetitiva la recitazione. Molto buona quella del protagonista Paolo Pierobon, discutibile quella degli altri due attori: Elena Russo Arman e Andrea Capaldi. Ridondante la scenografia, barocca e stucchevole. Sembra un set televisivo privo, però, di cameraman, fonici e truccatori che si affannano intorno alla scena.
E’ stato come vedere un film a teatro senza gli effetti speciali cinematografici e senza il fascino del gioco teatrale.
Un film in un ciak unico senza diritto di replica.
Nulla è lasciato all’immaginazione. La violenza, il disagio, la crudeltà e la disperazione che, nel testo della Kane, assumono diversi livelli di intensità e spessore, in questo spettacolo, sono totalmente appiattiti in un unico flusso che ti assale fino alla noia. La spietatezza avrebbe dovuto essere alimentata dalle diverse tensioni delle singole relazioni: tra il giornalista Ian e la sua giovane amante Cate e tra Ian e il soldato in Bosnia. Il tutto si perde, invece, in continue grida, urla, pianti, rabbia, espresse dal vivo o attraverso registrazioni audio, sovrapposte agli attori che recitano.
Il rischio è che, per circa due ore di spettacolo, ti chiedi perché hai deciso di optare proprio per questo titolo e perché non sei da qualsiasi altra parte, anche ad assistere a una gara di pesca di merluzzi. Alcuni spettatori, più coraggiosi di te e, forse meno masochisti, non si sono fatti domande e sono andati via nel bel mezzo delle grida.
Il finale, però, ti spiazza completamente.
C’è una chiusura inaspettata, dolce-amara, molto intensa. Un oggetto semplice come una bottiglia di gin e una sola parola “grazie”, diventano la sintesi estrema, struggente e meravigliosa di una relazione tra un uomo e una donna.
Blasted
di Sarah Kane
regia di Elio De Capitani
Teatro dell’Elfo sino al 16 novembre
Recensione di Begemot
Sweeney Todd parla italiano
scritto da: Redazionein Musical & Teatro
Tim Burton e Johnny Depp hanno avuto il merito, lo scorso anno, di far conoscere al grande pubblico il diabolico barbiere di Fleet Street che calca i palcoscenici di Broadway e del West End londinese da trent’anni. L’edizione originale diretta da Harold Prince e vincitrice di ben 8 Tony Awards, debuttò infatti all’Uris Theatre di New York il 1 marzo 1979. Ne erano protagonisti Len Cariou (Todd) ed Angela Lansbury (Mrs Lowett).
Ora che il film ha sdoganato il celebre musical di Stephen Sondheim anche nel nostro Paese, è lecito sperare che il pubblico apprezzi e premi la messainscena tutta italiana che ha debuttato lo scorso martedì 21 ottobre al Teatro Sala Uno di Roma. Adattamento e traduzioni (curatissime ed encomiabili!) sono opera di Andrea Ascari, la regia e di Marco Simeoli e le coreografie dell’ottimo Fabrizio Angelini.
Nel cast troviamo nomi noti e grandi talenti del musical italiano come Andrea Croci, nel ruolo del titolo ed Edoardo Luttazzi (che in molti ricorderanno nei panni di Judas nella recente versione italiana di Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia) in quello di Anthony. Federica Ugolini sarà invece Mrs. Lovett.
Maggiori informazioni sul sito ufficiale dello spettacolo.
Madame Giry
Mamma Mia! Il cast di Broadway finalmente anche in Italia!
scritto da: pippawilsonin Musical & Teatro
Con estremo entusiasmo apprendo la notizia che Mamma Mia!, nell’edizione originale diretta da Phyllida Lloyd, con un cast di 31 elementi e l’orchestra dal vivo (cosa che dovrebbe essere d’obbligo per qualsiasi musical, ma in Italia si tende troppo spesso a dimenticare!) arriverà anche nel nostro paese nei primi mesi del prossimo anno. L’allestimento sarà ricchissimo e imponente (9 tir per il trasporto e ben 3 giorni pieni per il montaggio), si legge sul sito del Politeama Rossetti di Trieste, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, da anni impegnato nella lodevole impresa di importare prestigiosi spettacoli esteri con l’intento di far conoscere, anche all’italico pubblico, ciò che di meglio i palcoscenici di tutto il mondo hanno da offrire.
Nella speranza, aggiunge la sottoscritta, che serva come incentivo per stimolare le troppe compagnie teatrali italiane attualmete in stato di coma vegetativo. Siamo la patria del melodramma e dell’opera, è assurdo che proprio la produzione teatrale nostrana sia qualitativamente tanto arretrata rispetto al resto d’Europa e del mondo!
Non starò a dirvi che lo show è costruito su una colonna sonora che comprende tutti i più grandi successi degli ABBA, nè a raccontarvi la trama dell’opera, anche perché è in questo periodo sui grandi schermi la frizzantissima versione cinematografica del musical, interpretata con grande ironia e brio da Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Dominic Cooper, Amanda Seyfried e Christine Baranski, per la regia della stessa Phyllida Lloyd che ne firma la direzione teatrale fin dal debutto dello spettacolo.
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