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Archivio categoria ‘Per la serie... TV’
La serata delle boiate: l’inizio dell’ultima stagione di Lost (ALLERTA SPOILER) e la finale de Il più grande.
scritto da: Marco Pratoin I Telegenici, Per la serie... TV
Come già detto la scorsa settimana, finalmente ieri sera è ricominciato Lost e da adesso fino a giugno sappiamo che per farci venire il mal di testa basterà sintonizzarci alle 21,10 ogni mercoledì su Fox. Era d’altronde prevedibile che non ci ricordassimo più una fava di quello che era successo sull’isola e quindi le due puntate andate in onda ieri sono servite anche per farci rientrare un po’ dentro all’atmosfera della serie. E stavolta lo giuro, mi ci sono avvicinato con le migliori intenzioni nonostante per la quinta stagione a suo tempo abbia consumato svariate scatole di Imodium. Ma ieri mi son detto – dai, queste saranno le ultime puntate, gli autori cercheranno di dare il meglio, no? Scopriremo da dove vengono gli orsi! E il fumo! O il piede spezzato della statua! – Purtroppo però se il buon giorno si vede dal mattino, da questo inizio di stagione pare che si prospettino solo grandinate di cacca secca.
ALLERTA SPOILER***: purtroppo gli autori, i furbi Lindelof e Cuse, invece che salvare il salvabile e tirare le somme di questo gran casino che è diventato Lost, pare abbiano scelta la strada del complicare ulteriormente le cose, inserendo altri personaggi, altre strade da battere e tanto altro fumo negli occhi da gettare addosso agli spettatori che non capendoci più nulla applaudono gridando comunque, nel dubbio, al capolavoro. Un’idiozia a caso: il tempio in mezzo alla foresta, dentro cui vive un asiatico cazzuto (ma chi è?), che pare abbia dei poteri soprannaturali ma soprattutto, colpo di genio, spacca le corna a tutti a colpi di arti marziali. Chi è non si sa, perché sia lì ancora meno. Tanto di domande non ne se ne fanno più manco i protagonisti che accolgono salti spazio temporali e gente che resuscita come se nulla fosse. E se non frega più nulla manco a loro figurarsi a noi.
Boiata per boiata, tanto vale allora guardarsi l’ultima puntata di Il più grande, che dopo quattro serate e innumerevoli insulti e stroncature se ne va a casa con il titolo di programma più idiota e sgangherato degli ultimi anni. E vista la concorrenza agguerritissima non è poco. Ma soprattutto è Francesco Facchinetti a essere promosso a pieni voti dato che non è da tutti non farsi prendere dallo sconforto e andare avanti fino in fondo portando a termine un’impresa disperata e persa già in partenza. E così in finale sono arrivati una serie di italiani da urlo, da Enrico Fermi a Falcone e Borsellino passando per Laura Pausini, che a colpi di televoto si son giocati il titolo. Eliminato all’ultimo Galileo Galilei, il testa a testa fra Giuseppe Verdi e Leonardo Da Vinci è stato vinto a mani basse da quest’ultimo. E dopo tre ore di show gli stessi giurati hanno cominciato a mostrare vistosamente segni d’impazienza: Mara Venier scalpitava per andare a mangiare, Mughini guardava l’ora, i giornalisti stranieri si alzavano per sgranchirsi le gambe manco fossero in sala d’attesa dal medico della mutua. Da dimenticare al più presto.
Marco Prato
Foto via | Tecnozoom
Ricomincia Lost: sarà la volta buona che ci capiremo qualcosa?
scritto da: Marco Pratoin I Telegenici, Per la serie... TV
Vediamo un po’. Quale sarà l’evento televisivo della prossima settimana? Per caso l’ennesima trionfale esibizione del piccolo Cristian Imparato a Io canto? O una comparsata di Morgan ad Amici, magari per far pace con la De Filippi e gli italiani stessi, tentando di salvare la baracca? O qualche altro evento memorabile come quello dello scorso sabato a Ballando con le stelle, dove un Mike Tyson tristemente addomesticato (altro che orecchie strappate a morsi…) ha ballato esibendosi come una vecchia tigre spelata al circo? No, niente di tutto questo. L’evento, ovviamente, sarà la messa in ondadal 10 febbraio su Fox delle nuove puntate della sesta e ULTIMA stagione di Lost. Inutile dire che l’attesa è altissima, così, tanto per capire se in questi anni siamo stati brutalmente presi il culo o se un senso a tutto questo casino di isole ballerine e aerei che cadono, in fondo in fondo esiste. Personalmente sono molto curioso anche se devo ammettere di non ricordare più una mazza di nulla. Ma tanto alla fine so già come andrà la faccenda e sarà come con il finale di Donnie Darko, -intelligentissimo film- diranno tutti, mentre io me ne resterò lì come un idiota a tentare di capirci qualcosa, pur avendo la nettissima sensazione di essere stato preso per il culo dall’inizio alla fine. Con la differenza che mentre Donnie Darko di ore ne dura due, dietro a Lost invece ci ho perso 6 anni. Si vedrà.
E se la tivù nazionale al momento non regala grandi emozioni (aspettiamo però con trepidazione l’arrivo de L’isola dei famosi…), l’unica è rivolgersi alle televisioni locali che con il loro genuino e sano entusiasmo sanno ancora svolgere quel ruolo di informazione e intrattenimento leggero che spesso le ben più rinomate emittenti hanno perso per strada. Martedì sera per esempio mi sono intrattenuto con l’interessantissimo promo di una medicina miracolosa a base di semi contusi di pompelmo che pare sia una mano santa contro qualsiasi male: anche se non ho ben capito a quale tipo di contusione vadano incontro i semi del pompelmo e come questa avvenga è stata ugualmente una visione a dir poco illuminante. Ho proseguito poi la serata su Primantenna dove il sempre professionale Wlady (ve lo ricordate? E’ quello che si era rimediato delle minacce di morte per aver pubblicizzato le suonerie del gatto Virgola) conduce il programma Passerelle, vero e proprio clone trashissimo di Amici di Maria. Pur nella infinita povertà di mezzi (il palco è praticamente largo come una cassetta della frutta ribaltata…) e nella tragica convinzione dei poco talentuosi concorrenti, è commovente vedere come Passerelle segua coraggiosamente alla lettera la formula dell’irraggiungibile Amici. Ed è curioso osservare come persino i giudici, fra i quali spicca l’immenso Gregory Colla, a volte si sentano quasi in dovere di comportarsi da stronzi per ricalcare le gesta dei vari Jurman e Celentano e creare un po’ di cagnara, elemento principale di qualsiasi show che si rispetti. Magari una dose di semi contusi di pompelmo potrebbe aiutare a distendere i nervi a tutti quanti, dalle tivù locali a quelle nazionali. Sarebbe da provare.
Marco Prato
Foto via | Blog tivvù
Supernatural: un perfetto mix di horror e risate
scritto da: Francesco Neriin Per la serie... TV

Supernatural è una delle mie serie tv preferite. E’ una di quelle per cui mi autorizzo a spegnere il cellulare, staccare il telefono e prendere a martellate il citofono. In casa dobbiamo esserci soltanto io, Sam Winchester, Dean Winchester, una birra gelata e una decina dei peggiori demoni che popolano gli inferi. Sì, demoni, perché Supernatural è un telefilm del genere horror estremamente ben fatto. Fa paura e non scade mai nel ridicolo (e ne ho già viste quattro stagioni). Ma quello che rende unica questa serie sono i due protagonisti, Sam e Dean, due ragazzotti del Kansas che mentre danno la caccia ai più terribili demoni (in questi giorni stanno scomodando Lucifero in persona, ma è una storia lunga) fanno morire dal ridere comportandosi come due universitari americani: prese in giro, scherzi, momenti imbarazzanti, risse e picchi ormonali.
La prima stagione incomincia con i due fratelli Wichester che girano per le strade del Midwest americano e si scontrano con le leggende metropolitane americane: wendigo, cimiteri indiani maledetti, Mary la sanguinaria, fantasmi, spaventapasseri infermali e tutto quello che gli autori sono riusciti a recuperare e a far funzionare come un orologio.
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The mentalist: si torna a indagare con la testa
scritto da: Francesco Neriin Per la serie... TV

Dopo anni in cui le serie tv del genere crime sembravano ruotare esclusivamente intorno a laboratori in stile Nasa in grado di scoprire qualsiasi cosa, questa stagione inverte la tendenza con due nuove serie: Lie to me e The Mentalist. Della prima abbiamo già parlato, per cui passo direttamente alla seconda.
The Mentalist racconta le indagini di Patrick Jane, consulente esterno per il California Bureau of Investigation. Jane ripropone un’investigazione di scuola Holmesiana, fatta di osservazione e deduzione e ha al suo attivo uno straordinario numero di casi risolti. Patrick Jane è un uomo affascinante, irritante, cinico con un talento naturale per l’osservazione dei comportamenti umani che in passato sfruttò per diventare un noto medium.
Nonostante siano tutti d’accordo sul suo incontestabile talento, la squadra con cui lavora lo tollera a fatica, soprattutto per le sue lacune di forma.
L’unico aspetto che non convince di The Mentalist è quel cazzeggio da ufficio in cui tutti parlano degli affari propri e si sfottono, facendo crollare in un istante la credibilità della serie. Caratteristica che, ahimè, contraddistingue tutte le serie crime italiane e motivo per cui di solito gli preferiamo quelle americane.
Così fan tutte (le serie TV)? Per fortuna no
scritto da: Francesco Neriin Per la serie... TV
Sebbene la cosa mi secchi, ammetto per una volta di essere stato d’accordo con il Moige quando ha richiesto che il telefilm Così fan tutte venisse spostato in seconda serata per contenuti inadatti alla fascia preserale. La cosa è curiosamente diventata motivo di dibattito sui principali mezzi di informazione quasi non vedessero l’ora di cavalcare una notizia di censura.
Ma perché tanto rumore? Bastava guardare cinque minuti di questa nuova serie per capire che gli sceneggiatori hanno puntato quasi esclusivamente su riferimenti sessuali molto espliciti e sulle forme in bella vista di Alessia Marcuzzi per fare audience. Detto questo, è altrettanto chiaro che nelle loro menti non è mai passata l’idea che Così fan tutte fosse un telefilm destinato alla fascia preserale, così come non è passata nella testa degli addetti ai palinsesti. Quest’ultimi però hanno provato la carta della provocazione e hanno vinto. Così fan tutte ha ottenuto una tale pubblicità che ora viaggia con ottimi ascolti in seconda serata, esattamente quello che sperava la rete.
Chiarita la questione censura, Così fan tutte è una sit-com che non fa ridere. Le battute sono più che telefonate e immagino che gli autori avessero davanti una gigantografia dei partecipanti ai casting del Grande Fratello mentre scrivevano gli episodi.
Quello che stupisce è che nessuno di loro, dopo aver visto il pilota, abbia alzato gli occhi dal tavolo delle riunioni di Mediaset per dire “Non fa ridere. Ma proprio zero!”.
Dollhouse: una serie TV che prometteva bene
scritto da: Francesco Neriin Per la serie... TV
La premessa della nuova serie TV di Joss Whedon, Dollhouse, è estremamente intrigante, peccato poi non regga.
Un gruppo di individui, che ufficialmente non esiste, fa parte di un’organizzazione illegale chiamata Dollhouse. L’identità dei suoi membri, così come le loro memorie, sono state cancellate. Sono persone prive di personalità, passato, memoria. Sono come delle bambole, almeno fino all’inizio della loro prossima missione. Gli “attivi” – questo il loro nome – vengono infatti noleggiati per qualsiasi tipo di attività, preferibilmente illegali. Prima di iniziare il loro nuovo compito gli viene impiantata nella mente una personalità, delle abilità professionali e una vita. Gli attivi sono all’oscuro di tutto e lo saranno anche al termine della missione, quando la memoria gli verrà completamente cancellata e non ricorderanno più nulla di quanto hanno fatto.
Fin qui tutto bene, vero? I problemi sorgono mentre si guarda Eliza Dushku interpretare “l’attivo” Echo. Lei non convince e la storia non coinvolge. In un attimo ci ritroviamo seduti sul divano a chiederci “come fanno a cancellare solo quella porzione di ricordi? E’ possibile impiantare una personalità? e dei difetti fisici come la miopia? Mah, lei non mi sembra molto credibile come negoziatore” eccetera. Domande che fanno scomparire la magia della finzione narrativa e ci lasciano solo una bella dose di scetticismo e il desiderio di smettere di giocare con le bambole e passare ad altro.
Lie to me: prova a mentire, se ci riesci
scritto da: Francesco Neriin Per la serie... TV

Dopo aver visto il trailer della Fox ero piuttosto curioso riguardo Lie to me. Un tizio spiegava come la gente possa mentire con le parole ma non con il corpo e ne forniva pratici esempi con close-up su viso e mani.
Il primo episodio mi è piaciuto molto. Lo si potrebbe definire una riuscita via di mezzo tra CSI e Dr House. CSI per il modo empirico in cui si impara a riconoscere la gestualità e le micro-espressioni involontarie del viso (già dopo il primo episodio siamo in grado di stabilire almeno quattro espressioni e vantarcene a cena con i nostri amici), Dr House per come è caratterizzato il protagonista, il Dr Lightman, interpretato da Tim Roth. Lightman è saccente come House, ma un po’ meno antipatico e per nulla tossicodipendente.
Lightman non è un poliziotto e non lavora da solo. Ha infatti fondato la Lightman Group, una società che fornisce i propri servizi a chiunque sia disposto a pagare il suo ricco onorario. Alle dipendenze della Lightman Group ci sono Gillian Foster, Eli Loker e Ria Torres, tre personaggi che promettono molto bene per il futuro della serie.
La serie merita sicuramente la visione, soprattutto se amate il genere CSI e le dimostrazioni di intelligenza, anche spocchiosette. Qualche dubbio sul futuro della serie: il rischio è che risulti ripetitiva molto in fretta (quante saranno le micro-espressioni facciali possibili?) e che gli sceneggiatori si concentrino troppo sul personaggio di Lightman. Speriamo dunque sviluppino in fretta gli altri personaggi, magari rendendoli autonomi nei singoli casi.
Pro: Fornisce ottimi argomenti di conversazione che potrebbero risolvere più di una serata
Contro: Potrebbe creare parecchi problemi sociali, con tanto di liti perché qualcuno è convinto di aver capito che l’altro sta mentendo
Consigliato a: Chi ama le dimostrazioni di intelligenza e deduzione e vuole stupire gli amici con quanto ha appreso
Dexter morirà presto
scritto da: Francesco Neriin Per la serie... TV
Il primo episodio della quarta stagione di Dexter è finito online un bel po’ di tempo prima della messa in onda ufficiale prevista per il 27 settembre. In precedenza era accaduto soltanto con Fringe di J.J. Abrams, ma si trattava del pilota e di lanciare una nuova serie, qui invece è lecito pensare che l’abbiano fatto per solleticare i fan dopo una terza stagione che ha toccato picchi di noia che si credevano inarrivabili. Purtroppo questo episodio non inverte la tendenza e a quanto pare l’ha capito pure Michael C. Hall, l’attore che interpreta Dexter, che pochi giorni fa ha affermato: “La serie morirà. E’ come uno squalo, deve continuare a muoversi e se non ha più nulla di cui nutrirsi è destinato a morire”.
Purtroppo in questo caso lo squalo più che morire di fame è stato definitivamente saltato – espressione che indica il punto più alto di una serie dopodiché è destinata a un inesorabile declino. Capitolo chiuso. Un vero peccato, l’avessero chiusa alla seconda stagione la ricorderemmo come una serie perfetta e invece ce ne ricorderemo con uno sbadiglio.
Dexter, è stato bello conoscerti, ma ora c’è di meglio in TV. Sono certo capirai.
Francesco Neri
Melrose Place, si aprono le porte
scritto da: Francesco Neriin Per la serie... TV

Martedì 8 settembre su CW andrà in onda la serie più attesa del prossimo autunno, il nuovo Melrose Place. La sfida degli autori è di quelle particolarmente rischiose perché il confronto con l’originale è immediato e assai difficile da sostenere. Se da un lato proseguire una serie di successo assicura un enorme numero di telespettatori per il primo episodio, dall’altro non concede il mimino margine di errore. Qualsiasi sbavatura o calo nella trama porterà critiche, senso di delusione e la fine prematura della serie. Autori e produttori sembrano comunque non curarsi del pericolo e hanno già calato i primi assi, vale a dire alcuni dei protagonisti chiave del primo Melrose: Laura Leighton, Thomas Calabro, Josie Bisset e Daphne Zuniga. Pare siano anche in trattativa con Heather Locklear che, dopo un primo rifiuto, starebbe valutando la possibilità di entrare a far parte del cast.
L’idea è sicuramente buona, almeno per il lancio, ma ricorda quanto già accaduto lo scorso anno con 90210, lo spin off di Beverly Hills 90210, dove dopo i primi episodi ci si chiedeva che senso avesse l’aver inserito i vecchi personaggi (senza contare che vedere il Peach Pit trasformato in uno Starbucks è stato un duro colpo). Staremo a vedere se gli autori ripeteranno lo stesso errore o se sapranno bissare uno dei più grandi successi televisivi della storia.
Va in onda su: CW (USA)
Pro: Sarà bello rivedere personaggi che abbiamo adorato
Contro: Il confronto con l’originale potrebbe essere piuttosto deludente
Consigliato a: nostalgici convinti della serie originale
Francesco Neri






