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Archivio categoria ‘Portami al cinema’

8.2.2010

Paranormal Activity

scritto da: Redazione
in Portami al cinema

Paranormal Activity

Paranormal Activity

Just: Caro Mad, non credere che un week end passato a casa con la febbre possa distogliermi dal tentare di portarti al cinema questa settimana, anzi! Per tentarti, dato che sei un uomo temerario, ti propongo “Paranormal Activity“.

Mad: No!

Just: Ma lo sai che pare sia il film più terrorizzante mai visto negli ultimi anni? Gli americani sono impazziti e anche Spielberg ha dichiarato che è morto di paura. Non sei un po’ curioso?

Mad: Se Spielberg dice che è la cosa più terrificante che ha visto, è perché non ha rivisto il suo ultimo Indiana Jones. Comunque nel 2010 non funzionano più questi vecchi film del terrore, ma solo film del THErrore, nel senso che il titolo dev’essere composto da un THE più una parola breve: The Grudge, The Ring, The Call, The Eye, The Stranger, The Pulse. Ma anche THE Who – li ho visti stanotte nello show del Superbowl, due zombi che ogni volta che appaiono cantano le sigle di CSI, brrrr, che paura.

Just: Per quel che mi riguarda andrò mossa da curiosità tecnica, il fatto che sia stato girato con 2 lire e che sia un film riuscitissimo mi intriga. E poco conta che io creda realmente agli spettri, agli ectoplasmi e all’aldilà, probabilmente non vedrò neanche una scena del film, per cui ho bisogno di te per raccontarmi cosa succede, non puoi lasciarmi da sola con i fantasmi!

Mad: In tal caso ho una grossa idea: ti ci porto bendata, e anestetizzata. Conosco un posto dove lo proiettano per un sacco di gente entusiasta che ogni tanto fa anche i cori ed esulta per le scene migliori… prenoto subito i biglietti – vediamo, direi che può andare bene il secondo anello – cioè, scusa, intendevo dire: il secondo RING. E nell’intervallo, tutti a prendere un THE caldo.

Mad&Just


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29.1.2010

Baciami ancora

scritto da: Redazione
in Portami al cinema

Baciami ancora

Baciami ancora

Just: Caro Mad, questa settimana non abbiamo alternative, in quanto 35enni italici medi ci tocca vedere un solo film: “Baciami ancora“.

Mad: No!

Just: Lo so, anche io me lo risparmierei, ma non si può, non possiamo. Muccino è il più acuto ritrattista di una generazione di trentenni noiosi, insulsi e lamentosi. Refrattari agli impegni, alla felicità e alla fedeltà. Insomma, è un affresco sociopsicologico di tutte le persone che evitiamo accuratamente ogni giorno, per cui va visto. Come dice il saggio Sun Tzu ne “L’arte della guerra”, conosci il tuo nemico. Andiamo!

Mad: Muccino. Accorsi. Jovanotti. Come dice il saggio san Giovanni, i cavalieri dell’Apocalisse di solito girano in quattro, a infliggere tristezza e sofferenze. Perciò, come minimo nel posto di fianco al mio verrà a sedersi Enrico Papi.

Just: Non sei neanche un po’ curioso di vedere il suo affresco dei neo 40enni? La sua idea della donna moderna che ha il mondo sulle spalle? Di come immagina cresceranno i nostri bambini? Io si, soprattutto perché il regista ha dichiarato che dopo questo film se ne torna in USA a fare i film di fantascienza. Su, accompagniamolo all’aeroporto facendogli ciao con la mano.

Mad: No, grazie. Preferisco stare a casa a guardare ammirato come tieni il mondo sulle spalle. E’ per questo che hai il torcicollo? Prova a ruotarlo in modo da avere il Sahara sulla nuca – se ci tieni l’Amazzonia ti fa male l’umidità.

Mad&Just

Guarda anche Jovanotti – Baciami Ancora la canzone della settimana di Paolo Madeddu


22.1.2010

Tra le nuvole

scritto da: Redazione
in Portami al cinema

Tra le nuvole

Tra le nuvole

Just: Caro Mad, voglio usare questo week end al cinema per fare terapia, andiamo a vedere “Tra le nuvole“!

Mad: No!

Just: Come ben sai la mia cronica paura di volare mi rende la vita impossibile; non vuoi forse aiutarmi portandomi a vedere il bel George Clooney fare il frequent flyier in giro per gli States? Magari la visione di tanti atterraggi e partenze potrà evitarmi di stritolarti la mano la prossima volta che saliamo su un Airbus… Pensaci!

Mad: Magari invece mi stringi la mano fino a ridurla a un grosso dattero. Ma poi, con che coraggio George Clooney fa un film che parla di gente che perde il lavoro – lui per primo lo porta via ai colleghi! Dal 2007 al 2009 ha fatto OTTO film, più tutte le pubblicità del caffè e del vermut e un episodio speciale di E.R., e nota bene, due anni e mezzo fa si è dovuto fermare per un po’ per l’incidente in cui si è rotto una costola. Ma perché invece di lavorare sempre non si trova una fidanzata?

Just: Peraltro la storia di questo film non si preannuncia così banale e credo nasconda anche un Non-Happy Ending. Che a Hollywood è una rarità e merita di certo una visione. Il film è anche sponsorizzato dalla catena Hilton, chissà magari ci regalano delle pantofole o degli asciugamani all’uscita. Io andrei a verificare…

Mad: Come no, e magari ci regalano Paris Hilton – lei sì che aveva esordito con un film interessante e con lieto fine, peccato che oggi faccia altre cose complicate. Comunque, è noto che la paura di volare, come insegna il famoso libro di Erica Jong, simboleggia l’incapacità di lasciarsi andare. Dobbiamo sconfiggerla a tutti i costi: lascia perdere il cinema e fai come me, stasera dirigiti verso il divano e lasciati andare. Magari mentre lo fai, mi porti un vermut? Che buffo il nome vermut, vero? La sai quella battuta – il vermut è un animalut che strisciut e strisciut? Ehi, fermati, perché te ne vai?

Mad&Just


15.1.2010

A Single Man

scritto da: Redazione
in Portami al cinema

A single man

A single man

Just: Caro Mad, questo fine settimana prevedo un assalto ai cinema 3D per vedere l’imperdibile Avatar, ma noi per distinguerci dalle masse andremo a vedere “A Single Man“!

Mad: No!

Just: Sai come la penso sui film che hanno a che fare con la moda, sono DA VEDERE. Quindi non ci penso proprio a perdermi questa opera prima di quel genio di Tom Ford. Lo hanno anche osannato a Venezia, e si parla di Oscar nell’aria per Colin Firth (già premiato con la Coppa Volpi), non possiamo proprio rinunciarvi!

Mad: Tom Ford? Nipote di John Ford? No, aspetta – ehi, so chi è questo tipo!!!! E’ quel dannato sarto che si è dato al cinema!!! Oh, no, questo no, già si sono appropriati del calcio e siamo pieni di calciatori fighetti che invece che correre, sfilano… Se gli stilisti si mettono a fare film, cosa possiamo aspettarci? La maledizione della prima lana? Canotte prima degli esami? Quella sporca ultima seta? Il curioso casual di Benjamin Button?

Just: E’ una storia di amore e dubbi nell’America degli anni 60 all’indomani della crisi missilistica USA-Cuba. Guarda meriterebbe la visione già solo per le acconciature e i vestiti indossati da Julianne Moore ma è un film che ha molto di più da offrire che non lustrini e lacca per capelli. Non transigo, andiamo! E Avatar lo vedremo mercoledì.

Mad: Baciami angora? Sarto nel buio? Armani di velluto? Million dollar babydoll? Barocco e i suoi fratelli? La bandana della Magliana? Pitti woman? Il dolce vita? Le colline hanno gli occhiali? La casacca nella prateria? Mo’ better blusa? Panni di piombo? Ehi, mi sto divertendo troppo, ho deciso che consacrerò la serata a storpiare titoli, tanto ormai è tardi, sono le ore 10: calza piatta… Dehehihohu!

Mad&Just




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8.1.2010

Il mondo dei replicanti

scritto da: Redazione
in Portami al cinema

Il mondo dei replicanti

Il mondo dei replicanti

Just: Caro Mad, questa settimana ci toccherebbe di rito l’ultimo Verdone, che fa pure il prete. Ma onestamente non me la sento di rivedere Verdone in versione clericale, per di più attempata, per cui andiamo controcorrente e vediamoci “Il mondo dei replicanti“!

Mad: No!

Just: Non farti ingannare dall’orrida traduzione italiana del titolo, non c’entra niente con Blade Runner, in originale si chiama “Surrogates” che suona un po’ come il caffé alla cicoria e la crema di nocciole durante la guerra. Ma sto divagando, dicevamo, i surrogati. In un futuro prossimo le persone invece che uscire di casa mandano a lavorare un clone. Non ti pare un’idea geniale? Anche io voglio un clone che lavori per me, mentre io faccio la maglia. Corriamo a vedere come si fa!

Mad: Uff. Non possiamo mandare un clone?

Just: Dai che il protagonista è Bruce Willis, non può essere tanto male. Alla fine il clone farà un casino e il buon Bruce tirerà fuori la canotta bianca e tutto andrà a posto. Chissà se posso mandare il mio clone al lavoro in canotta. Mhhhh non posso tenermi questo dubbio a lungo, andiamo al cinema subito!!!

Mad: Io sono cresciuto a pane e Bruce Willis, ma il soggetto mi sembra clonato da altri film con altri machos degli anni 90, da “Mi sdoppio in quattro” con Michael Keaton a “Il Sesto Giorno” con Schwarzenegger che prima dava al suo clone una manica di botte per poi diventare pappa e ciccia con se stesso. Ma più che altro mi dà l’idea del tipo di film che fa Will Smith, secondo me il regista ha fatto casino con la rubrica dell’iPhone, voleva Will ma ha chiamato Willis – il polpastrello sdrucciolo ha avviato una catena di eventi irreversibile, e la nostra missione è lottare contro tutto ciò, asserragliati nel nostro palazzo. Vado a mettere la canotta bianca.

Mad&Just


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1.1.2010

Hachiko

scritto da: pippawilson
in Portami al cinema

Hachi

Hachi

Just: Caro Mad, con l’anno nuovo sento un’impellente spinta verso l’interiorità spirituale, andiamo a vedere “Hachiko“!

Mad: No!

Just: No, non è la storia di una delle reincarnazioni del Dalai Lama, ma l’epopea straziante di un cane che per 10 anni ogni giorno ha aspettato alla metropolitana il suo padrone morto. Oddio già mi viene da piangere.

Mad: Hahahahaha, che scemo!!!! Ehm, volevo dire – anche a me. Certo, il mio gatto se ne sarebbe andato dopo 10 minuti. D’altro canto, con tutta probabilità la causa della morte sarebbe lui – ricordati di dirlo alla polizia, specie se sulla pistola dovessero trovare le mie impronte e una lettera di suicidio scritta con una strana calligrafia su una scatola di Friskies. Vuota, ovviamente.

Just: Non farti ingannare dalla presenza di quel buddista di Richard Gere, la cosa veramente mistica di questa storia è che è basata su un fatto di cronaca. E’ successo davvero, a Tokyo, i giapponesi gli hanno anche fatto una statua a quel piccolo grande cane eroico. Oddio che tenerezza, che devozione, quanto abbiamo da imparare dai nostri amici a quattro zampe! Corriamo a prendere ispirazione!

Mad: Sai che roba, i giapponesi fanno statue a tutto. Per cui noi dovremmo starcene lì per due ore fermi a guardare un cane che se ne sta lì per dieci anni fermo? No grazie, va a finire che i giapponesi mollano il cane e al grido di “Quei due sono ancora più scemi!”, fotografano noi.

Mad&Just


25.12.2009

Piovono polpette

scritto da: pippawilson
in Portami al cinema

Piovono polpette

Piovono polpette

Just: Caro Mad, questa settimana di Natale, avendo già noi scartato i vari cinepanettoni, perché non restiamo sul filone familiare e ci andiamo a vedere “Piovono polpette“?

Mad: No!

Just: Non farti ingannare dal titolo lievemente demenziale, è la storia di uno scienziato maldestro che riesce ad esaudire il più grande desiderio dell’umanità, sconfiggere la fame nel mondo. Peccato che poi questo provochi la devastazione del pianeta sotto una pioggia di polpette… Ah ah mi viene già da ridere.

Mad: Ora, va bene che tutte le idee possibili e immaginabili sono già state tutte usate, dall’angelo che la notte di Natale mostra al suicida come sarebbe stato il mondo senza di lui, ai mostrini a cui non dar da mangiare dopo mezzanotte, però questa della pioggia di polpette – wow, che incubo per i vegetariani.

Just: Eddai, che un po’ di leggerezza fa bene, magari potremmo anche affittare dei bambini, oppure, meglio! Farci pagare dai nostri amici per portare fuori i loro amati pargoli. Mhhh, mi pare un’ottima idea di business natalizio, che ne pensi? Corriamo!

Mad: Bambini? Guarda che i bambini a Natale al massimo vogliono vedere Checco Zalone che ride dei ricchioni e canta che fa la pipì e la pupù. Ma soprattutto vogliono giocare coi videogiochi – e anch’io! Prendi il telefono e chiama: con 20 euro a creatura organizzo un torneo di Wii o di Playstation. E se mi battono, li picchio.

Mad&Just


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18.12.2009

Astro Boy

scritto da: pippawilson
in Portami al cinema

Astro Boy

Astro Boy

Just: Caro Mad, questa settimana abbiamo solo l’imbarazzo della scelta al cinema, che dici: il cinepanettone o Pieraccioni? Non so, sono in imbarazzo… per il cinema italiano, però. Ma se tagliassimo la testa al toro e andassimo a vedere Astro Boy?

Mad: No!

Just: Ma sì, dai che te lo ricordi anche tu il cartone animato giapponese sul piccolo robot con sentimenti umani. Solo che questa versione è frutto di una collaborazione Nippo-Americana che con tanti tanti soldini ha prodotto un piccolo grande kolossal di animazione che possa incontrare il gusto burino di noi occidentali pur mantenendo un vago sapore orientale. Ti sto allettando, eh…?

Mad: Mi stai biecamente nascondendo un particolare: come si usa per i film di animazione, sono stati usati dei “famosi” per le voci. E in questo caso sono Silvio Muccino e Caterina Crescentini. E non chiedermi come è potuto succedere, ma io ho già passato un’ora e mezza della mia vita a sentirli balbettare fesserie in “Parlami d’amore”. Ancor oggi nella notte vengo atterrito dal ricordo della voce di Muccino che strascica “Io riporto in vita il legno”. A sentire la sua dizione, penso che qualcuno abbia fatto lo stesso con lui.

Just: Lo sai come chiamano il creatore di Astro Boy, Osamu Tezuka? “Manga no Kamisama”, ossia il dio dei manga! Non ti pare una garanzia? Ok, lo ammetto, questa l’ho letta su Wikipedia, ma non cambia il concetto, e poi è inutile che ricalcitri, l’Oriente si avvicina (tra un po’ ci censurano Internet come in Cina) ed è meglio portarsi avanti sulla cultura dominante. Andiamo!

Mad: In parte condivido: Manga, no. Sushi, neppure. Banana Yoshimoto, nemmeno. Guarda, non c’è niente che arrivi dal Giappone che mi abbia mai preso il cuore, nemmeno la Playstation – forse in una vita precedente pilotavo l’Enola Gay. L’unico aspetto della loro cultura che non ho mai sperimentato sono le geishe… E in effetti, dimmi: cosa ne dici di portarti avanti sulla cultura dominante?

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11.12.2009

Land of the Lost

scritto da: Redazione
in Portami al cinema

Land of the Lost

Land of the Lost

Just: Caro Mad, è iniziata la grande stagione del cinema-demenziale-natalizio. Gioiamo! Le sale si riempiono di chicche per cerebrolesi e famiglie, approfittiamone sin da ora, corriamo a vedere “Land of the Lost“!

Mad: No!

Just: Ma hai capito che è l’ultimo film con il mitico Will Ferrell? E lo sai che è in assoluto il comico che mi fa più ridere in assoluto. Non posso perderlo, potrebbe essere l’unico antidoto alla depressione delle feste natalizie. E no, quelle orride renne luminose che hai messo alle finestre non funzionano.

Mad: Non sono renne luminose, sono MUCCHE luminose, non le hai neanche guardate! Non so chi sia Will Ferrell, ma se è il comico che ti fa più ridere in assoluto sono già preoccupato. E’ come quando discutiamo del posto più bello del mondo in assoluto e tu cerchi di convincermi che è il Giappone, oppure del film più bello del mondo in assoluto, e salta fuori che era un film coreano in cui la gente parlava pochissimo, non facevano che guardare l’infinito con aria assente. Solo quando erano veramente furibondi muovevano lentamente la testa. Cosa che in effetti facevano anche quando erano al culmine dello spasso.

Just: Non voglio sentire ragioni. Andiamo! Ma non lunedì che fanno ELF in tv e non posso perdermelo, è solo la sesta volta che lo vedo. Devi portarmi al cinema stavolta, lo sai che le persone diventano fragili man mano che si avvicina Babbo Natale…

Mad: Davvero? Ma allora ho la mia soluzione preferita: niente cinema, andiamo in palestra! Ti faccio io un programmino per rimediare alla fragilità. Sarai così tonica che Babbo Natale non avrà il coraggio di avvicinarsi e fare lo spiritoso. Che poi, se ti diverte così tanto ELF, fare gli spiritosi con te è un’attività intrinsecamente inutile.

Mad&Just


27.11.2009

500 giorni insieme

scritto da: Redazione
in Portami al cinema

500 giorni insieme

500 giorni insieme

Just: Caro Mad questa settimana ho bisogno di romanticismo, con tutto questo grigiore autunnale mi serve una coccola, perché non andiamo a vedere “500 giorni insieme“?

Mad: No!

Just: Guarda che non è il solito polpettone romantico, è un filmetto alternativo che ha avuto un enorme successo di pubblico. Parla di una donna che non crede nell’amore (la cerbiattona Zooey Deschanel) e di un uomo (quello sfigatino tenero di Joseph Gordon-Levitt) che la ama e che proverà a farle cambiare idea. Non è iper romantico?

Mad: Oh, sì. Originale, soprattutto. Mi chiedo se alla fine lui riuscirà a convincerla. Sarebbe decisamente un finale inaspettato, vero?

Just: Guarda che magari a ben contare sono 500 giorni che noi due ci conosciamo (490?) chissà se riuscirò a portati al cinema il 500esimi giorno almeno. Su dai andiamoci a fare questo piantarello, anzi inizio subito col trailer. Ohhh snifff sniff è così vero… Ti ho convinto? Mi merito un Oscar?

Mad: Devo ammettere che sono sinceramente impressionato. Continua, non ti fermare. Potrei ascoltare le tue invocazioni tutta la sera. E in effetti, perché andare al cinema, quando posso assistere a questo show? Dammi un attimo, prendo il popcorn – okay, fatto. Ti spiace ripartire da quella storia della catarsi?

Mad&Just



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