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Baciami ancora
scritto da: Redazionein Portami al cinema

Baciami ancora
Just: Caro Mad, questa settimana non abbiamo alternative, in quanto 35enni italici medi ci tocca vedere un solo film: “Baciami ancora“.
Mad: No!
Just: Lo so, anche io me lo risparmierei, ma non si può, non possiamo. Muccino è il più acuto ritrattista di una generazione di trentenni noiosi, insulsi e lamentosi. Refrattari agli impegni, alla felicità e alla fedeltà. Insomma, è un affresco sociopsicologico di tutte le persone che evitiamo accuratamente ogni giorno, per cui va visto. Come dice il saggio Sun Tzu ne “L’arte della guerra”, conosci il tuo nemico. Andiamo!
Mad: Muccino. Accorsi. Jovanotti. Come dice il saggio san Giovanni, i cavalieri dell’Apocalisse di solito girano in quattro, a infliggere tristezza e sofferenze. Perciò, come minimo nel posto di fianco al mio verrà a sedersi Enrico Papi.
Just: Non sei neanche un po’ curioso di vedere il suo affresco dei neo 40enni? La sua idea della donna moderna che ha il mondo sulle spalle? Di come immagina cresceranno i nostri bambini? Io si, soprattutto perché il regista ha dichiarato che dopo questo film se ne torna in USA a fare i film di fantascienza. Su, accompagniamolo all’aeroporto facendogli ciao con la mano.
Mad: No, grazie. Preferisco stare a casa a guardare ammirato come tieni il mondo sulle spalle. E’ per questo che hai il torcicollo? Prova a ruotarlo in modo da avere il Sahara sulla nuca – se ci tieni l’Amazzonia ti fa male l’umidità.
Mad&Just
Guarda anche Jovanotti – Baciami Ancora la canzone della settimana di Paolo Madeddu
Jovanotti – Baciami ancora
scritto da: Redazionein Cantami una canzone
Perché è la canzone del momento: perché l’Italia è in fermento per l’uscita dell’ultima pellicola del re dei film carini, accompagnato dalla canzone del re delle canzoni carine: del resto per un film dove tutti sono carini e Muccini e Puccini e Favini e Giannini, non poteva mancare Cherubini. Il videoclip mostra gente che gioca in spiaggia (…teneri!), coppie che si sorridono (…tenere!), future mamme col pancione (tenere!) Jovanotti che ninna un bebè (…tenero!), Accorsi che fa la sua faccetta (…bau!), e insomma tante persone carine e in fin dei conti buone, che festeggiano la loro carineria e in fin dei conti bontà, in un casolare presumibilmente del centro Italia, con una tavolata coperta dalla decisiva tovaglia a quadri bianchi e rossi, la tovaglia cattocomunista per eccellenza. E infatti il tutto lo fa somigliare uno degli spot elettorali del Partito Democratico – quelli che fanno venir voglia di votare Borghezio. Il testo della canzone (“Son tornate le lucciole a Roma. Nei parchi del centro l’estate profuma” “Una bimba che danza, un cielo, una stanza, una strada, un lavoro, una scuola” fa invece pensare alle immortali parole rivolte da Checco Zalone a Lorenzo Cherubini: “A te che dici ‘il mio grande amore’ e poi dici ‘il mio amore grande’, e per ’sta cazzata qui magari ti senti come Dante”.
La frase da ripetere con un sospiro: “One, due, tre, four”. (o anche, in italiano: “Uno, due, tre, quattro”) (forse, questo misto di italiano e inglese è una citazione dell’ex ministro buonino del Partito Democratico, Francesco Rutelli: “Please! Visit. Uebsait. Bat! Please. Visit… Italy. Villagis!”)
Il vero significato della canzone: Come Muccino tende a insistere sullo stesso film, Jovanotti tende a insistere sulla stessa canzone e sull’amore grande, con concetti che i baci Perugina hanno già affrontato con maggiore coraggio (“Voglio stare con te, invecchiare con te… Stare soli, io e te, sulla luna”). Ma il vero motivo della loro unione è che Gabriele Muccino non parla da un anno con suo fratello Silvio. E dice: “La cosa mi è del tutto incomprensibile”. Perciò, si è ritrovato a sostituire la zeppola del fratello con quella di Jovanotti. Che di incomprensibile, o quanto meno un po’ complicatino, non fa nulla da anni, eccetto ballare forsennatamente questo suo ennesimo pezzo lentone come fa nel video.

