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Chloe – Tra seduzione e inganno
scritto da: Redazionein Portami al cinema

Chloe
Just: Caro Mad questa settimana perché non ci andiamo a vedere un bel thriller vecchio stile come “Chloe – Tra seduzione e inganno“?
Mad: No!
Just: Vorrei che apprezzassi lo sforzo creativo che ho fatto nella scelta di questo film, perché l’alternativa era “Mine vaganti” di Ozpetek, che ti avrebbe causato irritazione e nervosismo. Invece “Chloe” si propone come un bel thriller d’antan, in cui la protagonista (l’etera Amanda Seinfeld) è una prostituta bisessuale che si innamora di un professore e di sua moglie. Direi che si ravana nel torbido, corriamo!
Mad: Ho apprezzato. Ma fammi ricapitolare. 1) Prostituta. 2) Bi-sessuale. 3) Bi-innamorata. Beh, perché non concorre al Grande Fratello come farebbe chiunque nella sua situazione? Forse perché non è anche orfana o curda – in effetti mancando di tali requisiti sarebbe il caso di accontentarsi di un obiettivo minore, tipo una candidatura in Regione, o al Parlamento Europeo. Senti, ma chi concepisce questi soggetti lo fa per convincerci che la nostra vita è una passeggiata? Comunque, ho apprezzato.
Just: Ti aggiungo che la suddetta moglie è interpretata dalla bravissima Julianne Moore, ultimamente sempre più raggiante, che dovrebbe garantire la serietà della pellicola. Se poi ci aggiungi che la regia è quella dell’immenso Atom Egoyan, già autore del torbidissimo “Exotica”, dell’angosciante “Il dolce domani” e del disturbante “Felicia’s Journey”, direi che il quadro è completo per un film che solo apparentemente è una boiata. Ma è nostro dovere verificare. Andiamo!
Mad: Ma quando hai trovato il tempo di vederli, tu, il Torbidissimo, l’Angosciante e il Disturbante girati dall’Immenso? E poi, questa Julianne Moore. Sono andato a vedere chi è su Wikipedia. Ha 50 anni e ha fatto 50 film. Di questi, ne ho visti 5. America Oggi, Magnolia, Il Grande Lebowski, Boogie Nights, e Body of Evidence. E insomma, non posso dire che mi sia rimasta così impressa. Secondo me è finita in tutti quei film perché i registi sbagliano numero. Sai, vuoi fare il numero di Demi Moore, ma la rubrica del cellulare ti visualizza il numero vicino e oplà, risponde lei. Sarà capitato un sacco di volte, magari non solo con Demi, ma anche con Mandy Moore o persino Mary Tyler Moore. O con Roger Moore! E risponde sempre lei – e chi chiama è troppo imbarazzato per mettere giù e dire “No, in realtà non volevo fare un film con lei, mi dispiace!”; sai, c’è un sacco di gente che non se la sente di deludere una persona, e pur di non dirle di no poi fa cose di cui si pente. Ecco quanto sei fortunata ad aver trovato me che non vivo questa contraddizione.
Mad&Just
Crazy Heart
scritto da: Redazionein Portami al cinema

Crazy Heart
Just: Caro Mad, questa settimana ci meritiamo un film intimista e di spessore, ti propongo “Crazy Heart”
Mad: No!
Just: Mi spiace, non accetto rifiuti. Innanzitutto questo film è interpretato dall’immenso Jeff Bridges e poi segue le vicende di un vecchio cantante country molto divorziato e mezzo alcolizzato. Un mix irresistibile: musica country, un grande attore e due candidature all’Oscar per le migliori interpretazioni del protagonista e della coprotagonista. Cosa chiedere di più? Non tralasciamo poi l’aspetto sempre affascinante del biopic sulla star caduta in disgrazia: la decadenza, lo sai, esercita sempre una discreta attrazione su di me.
Mad: Non la sapevo questa cosa della decadenza – è per questo che mi frequenti? Comunque la musica country non esiste realmente. E’ quel suono che fa l’America quando la attraversi in macchina e tiri giù il finestrino: un suono tutto uguale, interminabile e privo di vita che ti accompagna per migliaia di chilometri. Non credo di poter ascoltare musica country a meno che durante il film le poltrone del cinema non si muovano tipo autoscontro.
Just: Anche se il genere country non è il tuo preferito, sei un uomo di musica per cui è anche un po’ il tuo dovere accompagnarmi in questo viaggio musicale. Presto, corriamo sennò non smetto più di cantare: “Country rooooaaaad take me hoooooome to the plaaaace I beloooong…” Ti arrendi o continuo?
Mad: Oh, John Denver, la più grande star del country. Interessante che ti piaccia, perché è morto nel modo che più ti terrorizza, caduto con l’aereo. Eh, proprio così, lui non è de-caduto, è proprio caduto con l’aereo. Caduto con l’aereo, caduto con l’aereo, caduto con l’aereo… Ti arrendi o continuo?
Mad&Just
Che fine hanno fatto i Morgan?
scritto da: Redazionein Portami al cinema

Che fine hanno fatto i Morgan
Just: Caro Mad, questa settimana ti voglio spiazzare. So che ti aspetteresti un invito per il gotico Wolfman, ma no! Ti propongo invece il brillante “Che fine hanno fatto i Morgan?”
Mad: No!
Just: Ma come? Non sei curioso di vedere che bizzarra coppia formano Sarah Jessica Parker e Hugh Grant? Io sì! E poi, la storia di due persone affermate e impegnate nella city che di colpo si ritrovano tra mucche e gauchos credo che ci possa insegnare qualcosa.
Mad: Quanto consideri prevedibile, da parte mia, il ricorso a battute sulla fine che ha fatto Morgan, e sul fatto che dopo essersi impegnato tanto per affermarsi, di colpo ha mandato tutto in vacca?
Just: Sappi che ho sempre sognato di imparare a ballare l’inline dancing, infatti voglio vedere questo film per capire come si fa a farsi deportare in Texas, già ci vedo con cappello a tesa larga in mezzo ai bisonti. Presto, corriamo! “La vita, l’amore, le vacche” non possono aspettare!
Mad: Loro forse no, ma Hugh Grant sicuramente sì. Ora ti dirò la grande differenza tra il film per maschi e il film per femmine. Nel film per maschi, sparano al protagonista. Nel film per femmine, c’è Hugh Grant. Per qualche motivo che mi sfugge, nessun produttore ha mai pensato all’unico film che può mettere d’accordo uomini e donne: uno in cui qualcuno spara a quello stupido manichino. Inutile dire che il lieto fine per femmine consiste in lui che sopravvive e cambia radicalmente abbandonando la propria indole superficiale. Il lieto fine per maschi consiste nel vederlo tirare le fottute cuoia.
Mad&Just
Amabili resti
scritto da: Redazionein Portami al cinema
Just: Caro Mad, per restare in tema con il film che abbiamo appena visto, questo week end ti proporrei “Amabili resti“.
Mad: No!
Just: Non temere, questo è un vero film d’autore, il regista è Peter Jackson, quello de “Il signore degli Anelli” e del bellissimo “Creature del cielo”, nonché immenso regista splatter di “Bad Taste”. Insomma il suo cv parla da solo, e se Jackson parla di morte e fantasmi, noi dobbiamo correre.
Mad: Ferma, non correre. Il suo cv mi dice anche che il suo ultimo film è stata l’ennesima versione di “King Kong”. Una delle prime idee della storia del cinema. E prima di questo ha girato “Il signore degli anelli”, d’accordo. Anche in questo caso ha preso l’idea di un altro, piaciuta a milioni di lettori così com’era, e l’ha modificata a suo capriccio eliminando diverse fasi cruciali della storia. Per di più, aumentando a dismisura il ruolo delle donne per renderla un po’ più sexy. Quindi, se devo risalire a una qualche idea originale nella carriera di questo neozelandese, arrivo a una roba del che si chiama: “Splatters – Gli schizzacervelli”. E parlando di cervelli, questo tipo che li fa schizzare non riscuote l’interesse del mio.
Just: Guarda che la storia ha anche del sociale. Segue il dramma di una famiglia che perde la figlia più piccola ad opera di uno stupratore assassino. E mentre la ragazzina tenta di comunicare con i genitori dall’aldilà, per incastrare il suo carnefice, la sua famiglia si sgretola sotto al peso della perdita. Ho già i brividi, presto corriamo!
Mad: Cioè ha messo insieme “Ghost” e “Il miglio verde” e la vita di Roman Polansky. Senti, d’accordo, mi hai convinto: cerchiamo il dvd degli Schizzacervelli, mi sembra più adatto a San Valentino.
Mad&Just
Paranormal Activity
scritto da: Redazionein Portami al cinema
Just: Caro Mad, non credere che un week end passato a casa con la febbre possa distogliermi dal tentare di portarti al cinema questa settimana, anzi! Per tentarti, dato che sei un uomo temerario, ti propongo “Paranormal Activity“.
Mad: No!
Just: Ma lo sai che pare sia il film più terrorizzante mai visto negli ultimi anni? Gli americani sono impazziti e anche Spielberg ha dichiarato che è morto di paura. Non sei un po’ curioso?
Mad: Se Spielberg dice che è la cosa più terrificante che ha visto, è perché non ha rivisto il suo ultimo Indiana Jones. Comunque nel 2010 non funzionano più questi vecchi film del terrore, ma solo film del THErrore, nel senso che il titolo dev’essere composto da un THE più una parola breve: The Grudge, The Ring, The Call, The Eye, The Stranger, The Pulse. Ma anche THE Who – li ho visti stanotte nello show del Superbowl, due zombi che ogni volta che appaiono cantano le sigle di CSI, brrrr, che paura.
Just: Per quel che mi riguarda andrò mossa da curiosità tecnica, il fatto che sia stato girato con 2 lire e che sia un film riuscitissimo mi intriga. E poco conta che io creda realmente agli spettri, agli ectoplasmi e all’aldilà, probabilmente non vedrò neanche una scena del film, per cui ho bisogno di te per raccontarmi cosa succede, non puoi lasciarmi da sola con i fantasmi!
Mad: In tal caso ho una grossa idea: ti ci porto bendata, e anestetizzata. Conosco un posto dove lo proiettano per un sacco di gente entusiasta che ogni tanto fa anche i cori ed esulta per le scene migliori… prenoto subito i biglietti – vediamo, direi che può andare bene il secondo anello – cioè, scusa, intendevo dire: il secondo RING. E nell’intervallo, tutti a prendere un THE caldo.
Mad&Just
Baciami ancora
scritto da: Redazionein Portami al cinema

Baciami ancora
Just: Caro Mad, questa settimana non abbiamo alternative, in quanto 35enni italici medi ci tocca vedere un solo film: “Baciami ancora“.
Mad: No!
Just: Lo so, anche io me lo risparmierei, ma non si può, non possiamo. Muccino è il più acuto ritrattista di una generazione di trentenni noiosi, insulsi e lamentosi. Refrattari agli impegni, alla felicità e alla fedeltà. Insomma, è un affresco sociopsicologico di tutte le persone che evitiamo accuratamente ogni giorno, per cui va visto. Come dice il saggio Sun Tzu ne “L’arte della guerra”, conosci il tuo nemico. Andiamo!
Mad: Muccino. Accorsi. Jovanotti. Come dice il saggio san Giovanni, i cavalieri dell’Apocalisse di solito girano in quattro, a infliggere tristezza e sofferenze. Perciò, come minimo nel posto di fianco al mio verrà a sedersi Enrico Papi.
Just: Non sei neanche un po’ curioso di vedere il suo affresco dei neo 40enni? La sua idea della donna moderna che ha il mondo sulle spalle? Di come immagina cresceranno i nostri bambini? Io si, soprattutto perché il regista ha dichiarato che dopo questo film se ne torna in USA a fare i film di fantascienza. Su, accompagniamolo all’aeroporto facendogli ciao con la mano.
Mad: No, grazie. Preferisco stare a casa a guardare ammirato come tieni il mondo sulle spalle. E’ per questo che hai il torcicollo? Prova a ruotarlo in modo da avere il Sahara sulla nuca – se ci tieni l’Amazzonia ti fa male l’umidità.
Mad&Just
Guarda anche Jovanotti – Baciami Ancora la canzone della settimana di Paolo Madeddu
Tra le nuvole
scritto da: Redazionein Portami al cinema

Tra le nuvole
Just: Caro Mad, voglio usare questo week end al cinema per fare terapia, andiamo a vedere “Tra le nuvole“!
Mad: No!
Just: Come ben sai la mia cronica paura di volare mi rende la vita impossibile; non vuoi forse aiutarmi portandomi a vedere il bel George Clooney fare il frequent flyier in giro per gli States? Magari la visione di tanti atterraggi e partenze potrà evitarmi di stritolarti la mano la prossima volta che saliamo su un Airbus… Pensaci!
Mad: Magari invece mi stringi la mano fino a ridurla a un grosso dattero. Ma poi, con che coraggio George Clooney fa un film che parla di gente che perde il lavoro – lui per primo lo porta via ai colleghi! Dal 2007 al 2009 ha fatto OTTO film, più tutte le pubblicità del caffè e del vermut e un episodio speciale di E.R., e nota bene, due anni e mezzo fa si è dovuto fermare per un po’ per l’incidente in cui si è rotto una costola. Ma perché invece di lavorare sempre non si trova una fidanzata?
Just: Peraltro la storia di questo film non si preannuncia così banale e credo nasconda anche un Non-Happy Ending. Che a Hollywood è una rarità e merita di certo una visione. Il film è anche sponsorizzato dalla catena Hilton, chissà magari ci regalano delle pantofole o degli asciugamani all’uscita. Io andrei a verificare…
Mad: Come no, e magari ci regalano Paris Hilton – lei sì che aveva esordito con un film interessante e con lieto fine, peccato che oggi faccia altre cose complicate. Comunque, è noto che la paura di volare, come insegna il famoso libro di Erica Jong, simboleggia l’incapacità di lasciarsi andare. Dobbiamo sconfiggerla a tutti i costi: lascia perdere il cinema e fai come me, stasera dirigiti verso il divano e lasciati andare. Magari mentre lo fai, mi porti un vermut? Che buffo il nome vermut, vero? La sai quella battuta – il vermut è un animalut che strisciut e strisciut? Ehi, fermati, perché te ne vai?
Mad&Just
Hachiko
scritto da: pippawilsonin Portami al cinema

Hachi
Just: Caro Mad, con l’anno nuovo sento un’impellente spinta verso l’interiorità spirituale, andiamo a vedere “Hachiko“!
Mad: No!
Just: No, non è la storia di una delle reincarnazioni del Dalai Lama, ma l’epopea straziante di un cane che per 10 anni ogni giorno ha aspettato alla metropolitana il suo padrone morto. Oddio già mi viene da piangere.
Mad: Hahahahaha, che scemo!!!! Ehm, volevo dire – anche a me. Certo, il mio gatto se ne sarebbe andato dopo 10 minuti. D’altro canto, con tutta probabilità la causa della morte sarebbe lui – ricordati di dirlo alla polizia, specie se sulla pistola dovessero trovare le mie impronte e una lettera di suicidio scritta con una strana calligrafia su una scatola di Friskies. Vuota, ovviamente.
Just: Non farti ingannare dalla presenza di quel buddista di Richard Gere, la cosa veramente mistica di questa storia è che è basata su un fatto di cronaca. E’ successo davvero, a Tokyo, i giapponesi gli hanno anche fatto una statua a quel piccolo grande cane eroico. Oddio che tenerezza, che devozione, quanto abbiamo da imparare dai nostri amici a quattro zampe! Corriamo a prendere ispirazione!
Mad: Sai che roba, i giapponesi fanno statue a tutto. Per cui noi dovremmo starcene lì per due ore fermi a guardare un cane che se ne sta lì per dieci anni fermo? No grazie, va a finire che i giapponesi mollano il cane e al grido di “Quei due sono ancora più scemi!”, fotografano noi.
Mad&Just
Piovono polpette
scritto da: pippawilsonin Portami al cinema

Piovono polpette
Just: Caro Mad, questa settimana di Natale, avendo già noi scartato i vari cinepanettoni, perché non restiamo sul filone familiare e ci andiamo a vedere “Piovono polpette“?
Mad: No!
Just: Non farti ingannare dal titolo lievemente demenziale, è la storia di uno scienziato maldestro che riesce ad esaudire il più grande desiderio dell’umanità, sconfiggere la fame nel mondo. Peccato che poi questo provochi la devastazione del pianeta sotto una pioggia di polpette… Ah ah mi viene già da ridere.
Mad: Ora, va bene che tutte le idee possibili e immaginabili sono già state tutte usate, dall’angelo che la notte di Natale mostra al suicida come sarebbe stato il mondo senza di lui, ai mostrini a cui non dar da mangiare dopo mezzanotte, però questa della pioggia di polpette – wow, che incubo per i vegetariani.
Just: Eddai, che un po’ di leggerezza fa bene, magari potremmo anche affittare dei bambini, oppure, meglio! Farci pagare dai nostri amici per portare fuori i loro amati pargoli. Mhhh, mi pare un’ottima idea di business natalizio, che ne pensi? Corriamo!
Mad: Bambini? Guarda che i bambini a Natale al massimo vogliono vedere Checco Zalone che ride dei ricchioni e canta che fa la pipì e la pupù. Ma soprattutto vogliono giocare coi videogiochi – e anch’io! Prendi il telefono e chiama: con 20 euro a creatura organizzo un torneo di Wii o di Playstation. E se mi battono, li picchio.
Mad&Just
Astro Boy
scritto da: pippawilsonin Portami al cinema
Just: Caro Mad, questa settimana abbiamo solo l’imbarazzo della scelta al cinema, che dici: il cinepanettone o Pieraccioni? Non so, sono in imbarazzo… per il cinema italiano, però. Ma se tagliassimo la testa al toro e andassimo a vedere Astro Boy?
Mad: No!
Just: Ma sì, dai che te lo ricordi anche tu il cartone animato giapponese sul piccolo robot con sentimenti umani. Solo che questa versione è frutto di una collaborazione Nippo-Americana che con tanti tanti soldini ha prodotto un piccolo grande kolossal di animazione che possa incontrare il gusto burino di noi occidentali pur mantenendo un vago sapore orientale. Ti sto allettando, eh…?
Mad: Mi stai biecamente nascondendo un particolare: come si usa per i film di animazione, sono stati usati dei “famosi” per le voci. E in questo caso sono Silvio Muccino e Caterina Crescentini. E non chiedermi come è potuto succedere, ma io ho già passato un’ora e mezza della mia vita a sentirli balbettare fesserie in “Parlami d’amore”. Ancor oggi nella notte vengo atterrito dal ricordo della voce di Muccino che strascica “Io riporto in vita il legno”. A sentire la sua dizione, penso che qualcuno abbia fatto lo stesso con lui.
Just: Lo sai come chiamano il creatore di Astro Boy, Osamu Tezuka? “Manga no Kamisama”, ossia il dio dei manga! Non ti pare una garanzia? Ok, lo ammetto, questa l’ho letta su Wikipedia, ma non cambia il concetto, e poi è inutile che ricalcitri, l’Oriente si avvicina (tra un po’ ci censurano Internet come in Cina) ed è meglio portarsi avanti sulla cultura dominante. Andiamo!
Mad: In parte condivido: Manga, no. Sushi, neppure. Banana Yoshimoto, nemmeno. Guarda, non c’è niente che arrivi dal Giappone che mi abbia mai preso il cuore, nemmeno la Playstation – forse in una vita precedente pilotavo l’Enola Gay. L’unico aspetto della loro cultura che non ho mai sperimentato sono le geishe… E in effetti, dimmi: cosa ne dici di portarti avanti sulla cultura dominante?




