Ma sei su Facebook? Imbarazzante, alla tua età…
Scritto da Simona Tedesco in attualità, società, tecnologia | Permalink
Non sono amica di mia figlia 17enne su Facebook, penso -e spero- di conoscerla bene, mi fido di lei. Punto. Busso o avviso sempre prima di entrare in studio quando la sento ticchettare al computer e spero che tra i suoi oltre 300 amici non ci sia il lupo nero, come quel professore 40enne che molestava le studentesse, (per citarne uno a caso). Detto questo, ad agosto, ho letto in anteprima Facebook per genitori (dopo i No che aiutano a crescere, mica potevo perdermi questo titolo?) del docente di sociologia dei new media a Urbino Giovanni Boccia Artieri. Un libro digitale che può aiutare gli adulti a capire questa realtà. Grazie alla patnership con l’editore “40k” ora potete trovarlo qui con lo sconto (a 2.99 euro ). Un piccolo utilissimo manuale per placare le ansie di chi ha in casa nativi digitali. Ma abbiamo anche chiesto al sociologo di restare per un mese su Leiweb a disposizione dei lettori. E Giovanni Boccia Artieri in occasione della riapertura delle scuole e dei pc in casa risponderà ora alle vostre domande.
Per la cronaca, io sono entrata nel social prima di mia figlia, ma mi sono beccata: “Sei su Facebook? Imbarazzante, alla tua età”. Dal suo punto di vista non ha torto, quella è la loro piazza virtuale, non la nostra. Anche se, (come riportato a luglio dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Facebook ) per la prima volta in Italia i giovani tra 13 e 18 anni, (oltre 3.500.000) iscritti al social network, sono stati superati dagli adulti tra i 36 ed i 45 anni (oltre 3.700.000).
In questa casa virtuale, come sappiamo, c’è spazio per tutti, ma in molti casi è meglio convivere in stanze separate.











































Condivido la tua scelta Simona, io sono su facebook da tre anni e su richiesta dei miei allievi, per condividere le foto di viaggio, scambiarci comunicazioni in tempo reale e anche capirci un po’ di più (la scelta di certi link e di certa musica ti “insegnano” su di un ragazzo molte più cose di un “tema in classe”). Con i miei figli, però, non siamo amici su facebook e cerchiamo di comunicare a casa, a tavola, oppure facendo delle cose insieme. Il figlio più piccolo, poi, non accetta tra le sue amicizie neppure i cugini; niente parenti perché fb è un luogo di confronto libero e non vuole correre il rischio che i cugini parlino con gli zii e gli zii con i genitori e lo sfogo scritto in cinque minuti di crisi diventi un affare di famiglia.