A tutti quelli che non credono a Babbo Natale
Scritto da Simona Tedesco in attualità, società | PermalinkA quelli che oggi non sanno se il contratto verrà rinnovato, a tutti quelli che sperano che qualcosa cambierà, a quelli che si rimboccano le maniche e fanno qualcosa per cambiare, a chi non perde il sorriso mai, a quelli che non hanno mandato gli auguri di gruppo perché è meglio almeno una telefonata sola, a chi non se la sente di festeggiare, a chi avrà la forza di ricominciare, a chi ha paura del futuro, a chi non leggerà le mail per almeno due giorni. A quelli che dicono che Babbo Natale non esiste. A tutti questi, ma soprattutto a voi che ci leggete tutti i giorni, lasciamo in dono i nostri cari auguri e la certezza che dal camino qualcosa di buono tra qualche ora arriverà. Scommettiamo?











































A Babbo Natale ci credo, non perdo il sorriso, me la sento di festeggiare nonostante le difficoltà e i problemi avuti quest’anno, ho voglia di ricominciare e andare avanti ancor più di prima e con ottimismo. Auguri a tutti voi per un sereno natale
Grazie, grazie di cuore! Sono esattamente gli auguri che avrei voluto ricevere. Intanto aspetto che dal camino arrivi davvero qualcosa di buono….Buon Natale e un abbraccio per tutte le volte che mi avete fatto sentire meno sola.
Le idi di dicembre.
Ogni anno,verso il 15 dicembre,sorge in ognuno di noi la fatidica domanda,che nessuno poi,in pratica,si propone di pronunciare.Potremmo chiamarla “Questione Vigilia” e metterla ai voti,o magari potremmo semplicemente spenderci qualche minuto di riflessione.Sembra però che quest’anno la situazione sia critica: cè chi incolpa la lontananza della ‘festiva dimora’,chi cerca alibi esaurienti nell’incomprensione col patner,e poi..c’è chi vive d’orgoglio,di delusione e di buone motivazioni. Ora,ammesso che io mi astenga dal giudicare le assenze o le presenze coatte,ci terrei però ad esprimere la mia misera,per quanto rilevante opinione sull’ormai tradizionale banchetto natalizio.Perchè non è la tradizione che viene interrotta,ma la famiglia che si frantuma.Credo infatti,che questa umile cena sia tutto ciò che rimane dell’esasperata ‘unione familiare’ e credo sia bene,per questo,che tutti ci impegnassimo affinchè rimanga tale. Mi riferisco in particolare,a chi,animato dal tenerissimo affetto paterno/materno abbia preferito recintarlo e precluderci la gioia di condividerlo.Queste nuove creature sono sì da proteggere,ma dal freddo,dal raffreddore,non di certo dal calore parentale! che,vi assicuro,per mia personale esperienza,rimane nella mente dei bambini più di quanto si possa pensare ed è così che dev’essere,perchè i bambini sono gli ultimi superstiti di questo nucleo prezioso ed è in loro che va depositata quest’inestimabile tradizione,che insieme abbiamo saputo costruire anno dopo anno,perfino dopo le grandi ‘batoste’,come le chiamava qualcuno,perfino dopo il diramarsi delle famiglie,perfino quando riunirsi,ignorando i problemi e nascondendo i rancori,sembrava inutile,essattamente come quest’anno. E adesso ditemi chi,nonostante tutto,non è felice di esserci.
Me lo auguro con tutto il cuore, davvero. Grazie per gli auguri!
http://laprecariamente.wordpress.com