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26.6.2012

Mamme e sport: cheerleader per amore

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Prima o poi il momento arriva per tutte. Passata la beata età 0-36 mesi, e spesso molto prima di approdare sul banco di scuola, ci si trova a fare i conti con la scelta della, o delle, “attività”. Sportive, ma non solo. L’intento, del resto, è più che nobile: offrire ai propri pargoli nuovi stimoli e nuove possibilità di mettersi alla prova.
Per capire quali, si va di notti in bianco.  Sì, perché hai voglia a chiedere ad un bambino di quattro anni cosa gli piacerebbe fare: oggi sogna di giocare a calcio, domani di suonare il tamburo.
E allora ecco il dilemma: ma i libri non dicono che bisogna assecondare le inclinazioni dei figli? I puristi in effetti sostengono anche che il vero lavoro di un bambino è giocare.  Ma se gli spazi e i momenti a disposizione sono pochi, qualcosa bisogna pur fare: alla fine si convoca il gran consiglio di famiglia e si parte per l’iscrizione (rigorosamente in coda) al corso di acquaticità, gioco-danza, gioco-musica, multisensorialità… più il nome è evocativo e più, di solito, attira.

E pazienza se poi ci si lamenta per gli orari da incastrare e le corse da un capo all’altro della città: vuoi mettere l’emozione di comprare il primo tutù da infilare nella sacca con il nome? Basta un attimo e la mamma si trasforma in sfegatata cheerleader delle trasferte domenicali. Versando qualche lacrima di orgoglio, mentre papà prepara lo striscione.

 

 

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    Commenti dell'articolo (3)
    • Annarosa | 28 giugno 2012 alle 16:19

      E’verissimo, sono mamma e corro di continuo, tra il lavoro, gli impegni e una figlia piccola il tempo per fare tutto non c’è davvero mai… Mi sono comunque iscritta con la piccolina ad un corso di acquaticità, indubbiamente un grosso impegno, ma la soddisfazione di dedicarci un’ora tutta per noi, di giocare insieme e vederla sguazzare nell’acqua è impagabile!

    • Biancarosa | 28 giugno 2012 alle 16:24

      Avendo avuto due femminucce e avendo io appeso le scarpette da ballo al chiodo solo dopo aver scoperto di essere incinta della prima, per me la scelta è stata facile e scontata: allo scoccare dei tre anni della piccola, entrambe sono state dotate di un meraviglioso tutù rigorosamente rosa e scarpette da mezzapunta. peccato che dopo soli due mesi e circa 500€ di “investimento” le due meravigliose bamboline si attaccavano allo stipite della porta pur di non dover andare a lezione di danza. dopo un mese di tentativi di negoziazione hanno vinto loro: niente più danza. dovrò aspettare che abbiano l’età per scegliere da sole????

      snava | 28.6.2012 alle 23:35

      la domanda a questo punto sorge spontanea: a che età secondo voi un figlio o una figlia sono in grado di scegliere “da soli”? E’ sempre giusto assecondare le loro richieste o a qualcuna è capitato di opporsi per qualche motivo?

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