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Archivio categoria ‘Sesso e volentieri’
Uomini e doni, gioie e dolori (soprattutto a Natale)
scritto da: Sophiein Sesso e volentieri

Dilemma regalo
Normalmente avere un fidanzato/marito/amante è un’intensa (burrascosa, problematica, complessa…) e meravigliosa esperienza, ma a Natale rischia di trasformarsi in un bagno di sangue e dopobarba non appena scatta l’allarme rosso: Santa Klaus. Panico. E dubbi che Amleto in confronto sarebbe un dilettante.
Non hai la più pallida idea di cosa regalargli.
Se poi si sta insieme da qualche anno, auguri. Potresti spremerti le meningi fino alla buccia senza riuscire a immaginare altro che cravatte e sciarpe e stilografiche e quel regalo g-e-n-i-a-l-e che gli hai fatto al compleanno ma che ora non gli puoi più fare. Maledizione.
Il pacchetto è mezzo pieno
Ma non disperare e cerca di avere un atteggiamento positivo, anche perché facendo un inventario dei regali che gli hai già fatto e i regali da evitare, almeno sai cosa NON regalargli. Che è già qualcosa.
Babbo Natale, ma fino a un certo punto
Soprattutto non cedere alla tentazione di chiedergli “cosa vuoi per Natale?” perché 1) sarebbe troppo facile e 2) fa tanto “mamma” 3) la tua reputazione di “donna che non deve chiedere mai” grazie alla telepatia crollerebbe in un istante.
Regali a tema
Tu lo conosci meglio di chiunque altro, no? Quindi sai esattamente di cosa ha bisogno e quali sono le sue passioni (a parte te) e i suoi obiettivi: assecondalo e fagli un regalo divertente (per lui!) o di buon auspicio. Un esempio? Se aspetta una promozione al lavoro, puoi spaziare su tutte le declinazioni del tema: dalla pagella per il biglietto, ai materiali da “studiare”, dalla distrazione utile alla prova d’esame… insomma: tira fuori la creatività!
Egoist
E se il suo regalo fossi proprio tu? Che peccato, ti toccherà proprio comprarti quel completino sexy e di indossarlo per lui…
Sophie
Donne da portare a letto o all’altare?
scritto da: Sophiein Sesso e volentieri
C’è una caratteristica tipica degli uomini che mi preoccupa. Parlo della loro tendenza ad vedere le cose in maniera leggermente bicromatica, o al massimo nei colori stampati sulla maglia della loro squadra del cuore.
O si vince o si perde, surgelati o novelle cuisine, sesso torrido o coccole. Zero compromessi, sfumature o pareggi.
Seguendo lo stesso principio, le donne vengono catalogate sommariamente in: “da portare a letto” o “da portare all’altare”.
O sei quella sexy che gli sbottona – anzi, strappa – la camicia o quella che la stira. O sei la passione travolgente, istintiva, o sei la ragionata e rassicurante serenità domestica.
Certo, magari all’inizio sei quella da portare a letto, quella per cui perde la testa e poi diventi gradualmente quella che porta all’altare, ma prima o poi c’è un inevitabile collocamento istituzionale.
Se resti nella categoria “da portare a letto”, è difficile avere una relazione stabile (perché sei tu che destabilizzi lui) e rischi di essere relegata ad avere un ruolo di amante clandestina senza permesso di salotto e spazzolino da denti, mentre se ti stabilisci in quella “da portare all’altare”, e magari ci vai anche, rischi che poi lui corra dietro a una qualsiasi pollastrella scosciata della categoria concorrente, salvo poi tornare da te perché da solo non se lo sa cavare.
Personalmente, l’idea di stare al di qual o al di là di una linea mentale mi dilania.
Io voglio stare in mezzo, voglio avere un piede in due scarpe diverse, anzi, in una ciabatta e in una tacco 12. Voglio essere moglie e amante (e sottolineo “e”), senza dover scegliere che casella spuntare.
L’unico modo in cui mi sembra possibile farlo è mischiare le cose, trasformandomi in un ibrido maliziosamente rassicurante. Quotidianamente sexy. Normalmente provocante.
Una donna 2 in 1, insomma, come lo shampoo e balsamo.
Devo solo volere, pensare e credere (sì, credere) di essere un sogno erotico, anche mentre lavoro, cucino, parlo, dormo e mi lavo i denti. Non dovrebbe essere poi così difficile. Dopotutto è solo un’evoluzione sensuale dell’essere multitasking.
Sophie
Quando lui va in bianco
scritto da: Sophiein Sesso e volentieri

Se certe notti ti sei trovata ad essere la protagonista involontaria di film come “Fuori in 60 secondi”o “Ragazze interrotte (sul più bello)”, sappi che non sei sola. Può capitare.
Se non altro perché gli uomini sono esseri fallibili: se così non fosse sarebbero macchine e si chiamerebbero vibratori.
Però è imbarazzante. Molto. Soprattutto quando si sta in silenzio.
Ed è difficile che una sua prestazione non all’altezza o alla Flash Gordon non produca un fastidiosissimo rumore di vinile graffiato anche nella più romantica delle situazioni, instillando pruriginosi – sì, perché poi ci si accanisce a grattarli fino ad essere autolesionisti – dubbi, del tipo:
È normale?
È “colpa” mia? Dell’oroscopo? Della legge di gravità? Del rapporto spazio-tempo?
Soprattutto: e adesso che faccio?
Innanzitutto: niente panico
Se rimanere zitti guardando quella sfumatura dell’intonaco che non ti era mai sembrata così interessante è imbarazzante per te, pensa a quanto potrebbe esserlo per lui. Piuttosto, sdrammatizza con una battuta: anche nelle piccole tragedie c’è sempre un lato comico. E poi, ridere fa bene alla circolazione
Nessuno mi può giudicare
Soprattutto tu. Evita di farti vedere particolarmente delusa dalla sua prestazione (anche se un po’ lo sei) e di giudicarlo: sicuramente ha già notato il problema e non c’è bisogno di sottolinearlo con sguardi da Signoria Rottermeir. Sei la sua compagna, non un Giudice dell’Inquisizione.
Continua a leggere…
Simulare l’orgasmo è come barare in cucina
scritto da: Sophiein Sesso e volentieri

l'orgasmo femminile è come una torta fatta in casa
Se fare l’amore è un po’ come cucinare, l’orgasmo femminile potrebbe essere paragonato a una torta fatta in casa. Un dessert di piacere.
Simulare l’orgasmo invece è più simile a una di quelle torte pronte da infornare che si trovano nel banco frigo del supermercato. Gusto standard, pratiche, e, soprattutto, sono sempre come te le aspetti.
Per preparare una torta fatta in casa – e un orgasmo – servono, infatti, il giusto tempo di preparazione, la passione e una certa ispirazione. E con lo stress che incalza anche solo trovare questi ingredienti può essere un’impresa. Figuriamoci mischiarli.
L’ orgasmo simulato invece è più semplice, “veloce”, e non delude mai. E poi, che male c’è a gratificare il proprio uomo e a nutrire la sua virilità con i nostri orgasmi, anche quando noi non ne abbiamo avuto uno? Al solo pensiero di privarlo di questa soddisfazione ci piange il cuore.
Tanto un orgasmo confezionato non è una tragedia, non è la prima volta che capita e non sarà neanche l’ultima. Alla fine, ci possiamo accontentare. Alla fine ci sia abitua a tutto, anche alle torte in busta del banco frigo. L’importante è che il “dolce” in tavola non manchi mai. L’importante è mantenere il segreto, da brava cuoca, persino con te stessa.
Peccato che facendo così si rischia di intortarsi da sole. E ci si nega ogni possibile aiuto per la buona riuscita del ‘dessert’.
Sophie
Foto | via Flickr
Sexy da paura: come scegliere i costumi di Halloween
scritto da: Redazionein Sesso e volentieri
Un classico: c’è una festa (di Halloween) e non so come vestirmi.
Quest’anno voglio qualcosa di particolare, anche perché la classica strega mi sembra un tantino banale, visto che ho a disposizione ben 52 lunedì mattina all’anno per esserlo senza dovermi ingegnare con i cappelli a punta. E poi niente fatine, vampire, zombie, diavolette, angiolette (o Angeline?) ecc…
Sopratutto, mi piacerebbe che il costume in questione desse una certa piega alla serata. Che fosse l’incipit di una fantasia realizzata su stoffa.
Nell’indecisione che mi contraddistingue, sfoglio ipotesi, cataloghi on-line, e prendo appunti sul mio look da paura:
Piratessa: la benda monoculare non è molto utile a scopi sensuali e l’uncino è un po’ troppo hard per i miei gusti
Minatrice: per la serie “chi cerca trova”, soprattutto con un elmetto luminoso.
Soldatessa: non si diceva mica “fate l’amore non fate la guerra”?
Cow-girl: il lazo ha una certa ispirazione bondage
Geisha: corredato da cena a base di sushi
Jessica Rabbit: certo, sono loro che mi disegnano così, ma il mio fidanzato diventerebbe implicitamente un coniglio
Pompiera: …
Ragazza dell’Oktober Fest: il coronamento del sogno maschile
Ragazza del Saloon: “C’era una volta il far-sex” e “Mezzanotte di fuoco”
Dama di corte: un abito complicato stimola i preliminari
Dea greca/musa ispiratrice: mi è sempre piaciuta l’idea di “Olimpo del sesso”
Gangster: speriamo che non finisca con “sei solo chiacchiere e distintivo”
Biancaneve: …lui la risvegliò con un bacio, e poi…
Gladiatrice: per incontri di lotta greco-romana
Daisy di Supermario: decisamente nerd. Da indossare solo se lui si mette i baffoni e la salopette. E poi passare di livello sarà ancora più divertente che nel videogioco.
Mentre decido andrò a vestirmi da Marilyn Monroe: metto due goccie di profumo e mi nascondo birichina sotto le coperte.
Sophie
Foto: Leg Avenue
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Sexy shopping
scritto da: Redazionein Sesso e volentieri
Un sexy shop non è poi tanto diverso da un negozio di scarpe.
La prima volta che ci sono entrata ero nel centro di Londra ed era pieno di donne che curiosavano come se niente fosse tra sex toys e lingerie decisamente provocante. Tutto il contrario di quello che mi ero immaginata: niente uomini insidiosi, niente vetrine oscurate, niente squallide luci al neon. E niente video porno.
La seconda volta è stato a Milano, nel “classico” sexy shop, mentre cercavo un regalo spiritoso per un’amica in odore di fiori d’arancio e ho imparato che dire “no, quella pannocchia vibrante non è per me” è il modo migliore per trovarsi in imbarazzo. Il commesso avrà la certezza che è una bugia anche quando non lo è e vergognarsi in un posto del genere non è buona educazione.
La terza volta invece non l’ho fatto apposta. Pensavo di essere entrata in un meraviglioso negozio di intimo e invece sono entrata in un piccolo boudoir con vetrine a giorno, lingerie da perderci il sonno e sex toys d’alta classe. La commessa – sì, era una donna – mi ha illustrato sapientemente il funzionamento di molti articoli dalle piacevoli potenzialità, uno dei quali è nella mia borsetta assieme alla matita per gli occhi.
L’ultima volta invece è stato con il mio fidanzato. Quando mi ha chiesto “perchè non entriamo” e gli ho detto “sì” è rimasto un po’ stupito. Abbiamo chiacchierato, osservato, riso, fantasticato un po’… E comprato un souvenir.
Peccato che una volta arrivati a casa sia rimasto sul comodino, bruciato sul tempo dalla passione.
Sophie
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