Home > Community > Blog > Sesso e Amore
Archivio categoria ‘Sesso e Amore’
Ho un amico di letto e sono felice
scritto da: Redazionein Sesso e Amore

Cari Beatrice e Francesco,
circa tre mesi fa ho intrapreso una strada che credevo inimmaginabile, ma che mi sta dando un sacco di soddisfazioni. Ho un amico di letto. Ebbene sì, è un amico, ci faccio sesso, ma niente inutili complicazioni sentimentali. E’ tutto perfetto e io sono felice.
Le mie amiche dicono però che questa cosa non può andare avanti ancora per molto e secondo loro ne soffrirò molto. Voi cosa ne pensate?
Baci!
Mara
![]()
Cara Mara,
credo che le tue amiche si sbaglino, ma non perché credo che questa cosa del sex-buddy abbia una scadenza, quanto perché voi, senza rendervene conto, avete già una relazione. Un amico con cui fai sesso è un fidanzato. L’unica differenza è che magari vi evitate quelle tremende cene insieme alle rispettive compagnie o i pranzi domenicali alternati con i suoceri, ma per il resto è a tutti gli effetti una relazione. Una relazione destinata a durare più delle altre.
F
![]()
Cara Mara,
contrariamente alle tue amiche non penso che tu soffrirai, ma sono certa che soffrirete entrambi non appena uno dei due si sentirà più coinvolto. Perché fare l’amore e restare distaccati è veramente impossibile. Nel frattempo però finché va bene a entrambi andate avanti. Chissà che non ne nasca qualcosa di bello da parte di tutti e due.
Beatrice
Se anche tu vuoi scrivere alla posta del cuore, mandaci una mail!
Guida al litigio responsabile
scritto da: Sophiein Sesso e Amore

Tutti litigano. È normale. In più fa bene all’amore e dopo farlo è anche più bello, con buona pace dei vicini che prima hanno sentito le urla dell’acceso diverbio e poi si trovano a doverne ascoltare di altro genere.
Peccato che ci siano anche casi in cui non si litiga per chi deve lavare i piatti ma su argomenti che mettono in pericolo l’ecosistema-coppia, minacciato da fenomeni come l’effetto bocca serrata (mutismo ostile), il disboscamento degli armadi (faccio le valige e me ne vado) e lo scioglimento del mascara (strazianti pianti a dirotto).
Per evitare il disastro amoroso ecco alcune regole di litigio responsabile per salvare coppia e cavoli.
L’inizio della fine
“Caro, dobbiamo parlare”. Prepararsi all’esplosione. Mai, mai, mai iniziare una discussione con questa frase o con “Caro, abbiamo un problema”, perché il problema si creerà automaticamente, mettendo il partner in uno stato di allarme rosso e di difesa, con tanto di nube tossica di negatività ad offuscare il dialogo. Sempre che non si volatilizzi prima.
Meteo
È indispensabile aspettare il momento giusto e il clima ottimale. Se pensate che l’argomento che volete affrontare possa sollevare un polverone, meglio aspettare un momento in cui lui non sia in preda a tempeste di stress. Essere fulminati potrebbe essere fin troppo facile.
Il fondo dell’iceberg
Prendere l’argomento alla lontana con una bella e propedeutica chiacchierata cuore a cuore aiuta a raffreddare gli animi e a creare la giusta atmosfera per un dialogo costruttivo. L’importante è arrivare poi, anche alla punta.
Litigata differenziata
Quando discutete, cercate di non tirare fuori ecoballe di rifiuti emotivi passati e di non mischiare tutto. Così eviterete di creare confusione, fraintendimenti e di ferirvi con vecchi cocci di vetro.
Mitigare gli animi
Se la temperatura della discussione si sta pericolosamente avvicinando a quella di un vulcano, potete provare a sdrammatizzare, buttando qualche battuta sul fuoco, magari una di quelle che usate solo tra voi e vi fanno sempre sorridere. Soprattutto, ascoltatevi.
Se poi l’eruzione sembra inevitabile, meglio lasciarla sfogare. Per fare la pace, c’è sempre tempo.
Sophie
Voglio la dis-parità dei sessi
scritto da: Sophiein Sesso e Amore
Io voglio la disparità dei sessi.
Sì, voglio RETROCEDERE, alla faccia del progresso. Anche perchè si è già capito che la questione della parità è una gran fregatura visto che spesso non si tratta di dare le stesse possibilità a entrambi ma di sommare gli oneri sulle nostre spalle e riservarci meno attenzioni al grido di avete voluto la bicicletta? E adesso pedalate.
Io invece, la lascio proprio cadere per terra, perchè sono stanca di dover dimostrare al mondo che so anche essere un uomo, o valere quanto un uomo, quando sono una donna, valgo tanto quanto e sono semplicemente diversa.
Quindi: rivendico la mia appartenenza al sesso debole e voglio giocare di nuovo all’eroe e la principessa.
Voglio un uomo galante e voglio fare la donna svenevole. Voglio che qualcuno mi chieda mi serve un aiuto con la spesa, o con quella bottiglia d’acqua che farei fatica ad aprire con le mie manine delicate, fresche di manicure.
Voglio che mi si tenga la porta aperta quando entro al ristorante e che mi si venga a prendere dalla parte del passeggero con l’ombrello aperto se piove, perché ho i tacchi alti.
Voglio poter dire “Ah! Cosa farei senza di te” mentre lui monta una mensola e io lo guardo con ammirazione, perché io non lo so fare.
E voglio che lui abbia la barba dura e non il sedere di un neonato al posto delle guance, che guidi meglio di me e soprattutto che abbia più peli.
Soprattutto, voglio fare la massaia: pulire la casa, andare al mercato e cucinare, invece di nutrirmi di surgelati e yogurt, e ogni tanto preparare qualche sorpresa. Una via di mezzo tra l’angelo del focolare e il sogno erotico.
In definitiva, voglio essere così diversa da un uomo da essere per lui il più affascinante mistero della natura. E ricominciare a godermi la vita.
Sophie
Cosa serve per fare felice un uomo
scritto da: Redazionein Sesso e Amore
Il mio fidanzato ha una maglietta.
Stampate in giallo su fondo nero, ci sono le qualità che un uomo deve avere per far felice una donna: ben 53, dall’essere un ottimo amante a un tuttofare provetto, destreggiandosi come un funambolo tra attenzioni e gesti da calcolare al millimetro e date di anniversari e mestruazioni da ricordare assolutamente a memoria, perché in amore l’uso della tecnologia è assolutamente sleale.
Invece, sempre secondo questa saggia maglietta, per fare felice un uomo, basterebbe soddisfare solo due semplici, basilari e quasi primitivi requisiti:
Noi donne, quindi, saremmo decisamente troppo esigenti, mentre gli uomini, a conti fatti, si accontenterebbero di (troppo) poco, permettendoci, magnanimi, di cavarcela con relativa facilità.
Ma non è così: perché quei 2 requisiti essenziali sono solo un burbero ermetismo verbale per dire che una donna, per renderli felici, dovrebbe essere:
1) amante focosa
2) amica fidata
3) moglie perfetta
….
13) brillante
14) paziente
15) simpatica ai suoi amici
…
23) cuoca sopraffina al pari di mammà
24) riparatrice di calzini e attaccatrice di bottoni
25) cameriera, meglio se sexy, specializzata in birra
…
34) infermiera
35) commercialista
…
42) mai fuori forma
43) mai in sindrome premestruale
44) mai uguale a sé stessa
…
51) sempre fedele
52) sempre sorridente
53) sempre premurosa
…
58) pudica ma disinibita
59) forte ma che abbia bisogno di lui
Devo continuare?
Per fare felice un uomo, in realtà, serve una cosa sola: essere la donna giusta. E viceversa.
Sophie
Il tradimento non è una tragedia. Forse
scritto da: Redazionein Sesso e Amore

via | Deviantart
Se mai dovessi andare con un’altra, per favore, non dirmi: “Ti ho tradito“. Usa un eufemismo tipo “attenta alla testa” mentre passo sotto un portone.
Perché T-R-A-D-I-M-E-N-T-O è una parola talmente brutta che fa male anche solo pronunciarla. È una di quelle parole spaventose di cui non si ha assolutamente voglia di ricordare il significato e il cui solo pensiero provoca pelle d’oca e un accumulo di bile sufficiente a riempire una piscina.
Eppure.
Ci sono coppie che superano il tradimento: a detta di una ricerca, sono addirittura 7 su 10 quelle che sopravvivono all’anatema delle corna.
Ma se può essere intuibile come curare la ferita da adulterio (L’amore? Un’amnesia?), ci sono domande che restano senza risposta, tipo:
- Perchè si tradisce? Colpa di ormoni e pantaloni allentati, di un amore agli sgoccioli o della noia?
- Si tradisce di più con il cuore o con il corpo? E poi c’è tradimento e tradimento: l’amore platonico, la scappatella di una notte, la sbandata e (a mio avviso la peggiore di tutte) l’infame storia parallela.
- Sapere o non sapere? Meglio la beata ignoranza o il masochistico amore per la verità?
- Come vendicarsi? Perché perdonare non vuol dire non farla pagare neanche un po’ e la riconciliazione probabilmente sarà a seguito di una bella e giusta sfuriata. Voci di redazione suggeriscono di concentrarsi su ciò che lui ha di più caro: la maglia autografata dal suo attaccante preferito, la macchina/moto lustrata ogni sabato pomeriggio…
Personalmente: si tradisce con il cuore e il corpo segue, meglio la beata ignoranza e ci si vendica con un flessibile da carrozziere.
Come dire: forgive but don’t forget.
Sophie
Fonte: corriere.it
Foto: via | Deviantart
L’innominata
scritto da: Redazionein Sesso e Amore

via | Deviantart
No, ti prego. Promettimi che non mi chiamerai mai in quel modo. Ti prego.
E no, non ti scuso se mi chiami “amore“. Perché “amore” è un concetto astratto, una parola di sole 3 sillabe, mentre io sono vera.
Non chiamarmi “piccola“, “piccolina”o “bimba” perché occupo un’intera taglia 42.
Non chiamarmi “pupa” perché tu non sei Fonzie.
Non chiamarmi “carissima” perché tu non sei un ingegnere e io non pagherò la parcella.
E no, non chiamarmi neanche ”cucciola“, “micia” o “micetta” perché non ho la pelliccia e non la voglio neanche.
Non chiamarmi “patatina” o “fragolina” perché non mi hai trovata in un banco del supermercato.
E soprattutto, non chiamarmi “bambola“, “principessa” o “dea” perché se lo fossi non dovrei passare l’aspirapolvere il sabato mattina.
Se proprio vuoi chiamarmi con un soprannome, cerca almeno di essere originale. E se non hai inventiva, cerca almeno di sceglierne uno che non faccia girare contemporaneamente altre 50 ragazze, perché rischierei di non sentirmi per niente speciale.
Ad esempio: hai mai pensato seriamente al mio nome?
Sophie
Vacanze separate per coppie unite
scritto da: Redazionein Sesso e Amore

via | flickr
Quest’estate ho proprio sbagliato tutto.
Amici ben informati sulle ultime tendenze mi dicono che quest’anno le coppie veramente unite facevano vacanze separate.
Mi dicono che io sarei dovuta andare da una parte, a rilassarmi con le amiche in una spa, e lui dall’altra con i suoi amici a far bisboccia e tornei di calcetto in spiaggia. Io a fare aquagym con animatori semi-carbonizzati armati di megafono, lui a russare liberamente in una camera d’hotel costellata di calzini sporchi. Il tutto, rigorosamente a distanza di sicurezza: non sia mai che ci si veda a fine giornata, almeno per dormire insieme e intrattenersi in qualche attività ludica, o capiti di incontrarsi. Se poi ci si mette anche qualche fuso orario di mezzo, ancora meglio: anche telefonarsi per dire un solo “mi manchi” sarebbe stata un’attività troppo faticosa durante il disimpegnato relax.
Mi dicono che dopotutto le ferie sono fatte proprio per ritrovare sé stessi ed eliminare lo stress: liberarsi del partner e di tutte le seccature annesse è un primo e necessario passo per raggiungere il nirvana da bagnasciuga. Nessuna destinazione da concordare, niente piano-ferie da far coincidere, minor tasso di imprevisti e di scottature. Poi ci si rivede a casa, quando la nostalgia ha iniziato a mordere e abbiamo un po’ meno bisogno d’aria, tanto da non disdegnare qualche abbraccio.
Mi dicono che anche il concetto non fa una grinza, visto che “separatamente” si scrive tutto insieme e che “tutto insieme” si scrive separatamente.
E pensare che quest’anno ho passato le mie vacanze a giocare a racchettoni sotto il sole, fare passeggiate romantiche al tramonto e il bagno di notte, tutto rigorosamente con il mio Lui.
A separarci, purtroppo, è stato il rientro in ufficio.
Sophie
Help rimorchio all’estero: tutte le frasi dell’amore dall’italiano all’inglese, spagnolo, francese e tedesco
scritto da: Redazionein Sesso e Amore
Rimorchiare all’estero se non si conosce la lingua è una mission impossible? Non sempre: ci si può provare con il body language o con i dizionarietti tradotti dall’italiano all’inglese, spagnolo, francese e tedesco.
L’estate impazza sulle spiagge italiane, dove oltre al beach volley e ai racchettoni, ci si dedica all’attività stagionale del corteggiamento. Per chi ha scelto Il triangolo del perizoma come meta di vacanza (ovvero ostia – fregene – rimini/riccione) si tratta solo oliare gli ingranaggi della seduzione, cigolanti dopo un inverno di magra o dopo una storia importante finita a giugno.
Chi invece ha lasciato la patria per raggiungere mete oltre-confine, dove si narra che le donne siano più bionde e gli uomini più mori, proprio in questi giorni sta probabilmente facendo i conti con il fantomatico gap della lingua. Perché d’accordo che l’amore parla un linguaggio internazionale fatto di gesti e sguardi codificati secondo le norme ISO della seduzione ma a meno che non si possiedano occhi da Scamarcio o ciglia capaci di sostituirsi all’aria condizionata all’interno del locale, potrebbe risultare arduo passare alla fase B del corteggiamento, ovvero quella in cui (vivaddio) si va oltre all’apparenza e si guarda la sostanza (o almeno si smette di accontentarsi che l’altro “respiri”).
Ci siamo fortemente preoccupate per tutti i nostri connazionali single che in questi giorni stanno vagando alla cieca con lo sguardo da segugio impostato di default ma in preda all’afasia in giro per il mondo e abbiamo deciso di stilare una breve guida al rimorchio all’estero traducendo in quattro lingue straniere, inglese, francese, spagnolo e tedesco, le frasi evergreen, i nomignoli più usati e le parole d’amore fondamentali per aumentare le capacità di dialogo e potenziare l’approccio internazionale.
Chiaro che se uno sguardo è lo spartiacque del flirt e il dialogo la nave ammiraglia che conduce vicino al porto , per attraccare in sicurezza sono necessari altri particolari che solo il destino può aggiungere: la luna, le stelle, Tiziano Ferro che suona, la risacca del mare che sembra dire di sì o di no, di sì o di no, di sì o di no a seconda dei casi.
“Mi guardò con quegli splendi occhioni azzurri e mi chiese How’s it going, babe? e io, sfoderando il mio miglior profilo latino, le risposi about eight ‘o clock, ‘bbella”
Lauro
Statistica
scritto da: Liciain Sesso e Amore
La durata dei preliminari è inversamente proporzionale a quella del rapporto (d’amore).




