| | | Aiuto, è arrivato l’uomochef
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24.5.2010

Aiuto, è arrivato l’uomochef

Scritto da in Uomini | Permalink

Qualcosa abbiamo sbagliato. Non so cosa, ma qualcosa sì. Da una superficiale indagine che durante il suo corso, mio malgrado (avrei preferito non sapere), si è approfondita, si evince che i nostri sforzi per trasformare gli uomini che ci stanno accanto in elementi utili a alleviarci le sofferenze domestiche, hanno preso una strada non solo tortuosa, addirittura cieca. Evidentemente c’è stato un malinteso che ha mutato in fase di realizzazione il nostro progetto per ottenere un casalingo. Il prodotto finale risulta essere l’uomochef: un maschio che affronta i fornelli non con lo scopo di rendersi utile, ma con la certezza di essere un artista insuperabile. L’uomochef agisce su un palcoscenico immaginario con un pubblico semi-immaginario che esige completamente in delirio. Il pubblico siamo noi. E mentre lui, in un turbinio di bucce, scorze e torsoli, polverizza, tritura e sminuzza noi, invece di chiuderci in bagno con i nostri pensieri, gli passiamo il burro servizievoli, gli leghiamo il grembiule compunte, prendiamo al volo gli scarti ammirate. E quando finalmente l’uomochef, camminando sui gusci d’uovo che non abbiamo saputo acchiappare con ginnica prontezza, mette in tavola un pranzo di Babette per dieci noi, uniche ospiti, prima di riordinare, ci chiediamo ancora una volta: dove abbiamo sbagliato?

(foto:http://farm3.static.flickr.com)


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    Commenti dell'articolo (44)
    « 12»
    • serena iannicelli | 24 maggio 2010 alle 12:41

      Il titolare della mia azienda matrimoniale non ci si avventura proprio. Resta immobile e attende il pasto.

    • deborah catemario | 24 maggio 2010 alle 12:43

      Gli uomini vanno incoraggiati.
      Durante i miei corsi di cucina per single, ho notato che l’approccio dei maschietti con il pentolame è timido e impacciato; il gruppo è composto maggiormente da uomini e molto giovani, anche.
      Però, dopo un primo momento di disorientamento, finiscono il corso con risultati migliori delle allieve femminucce. Tuttavia le signorine, furbette, tornano a casa, seppur con poche ricette imparate a dovere, con uno chef personale ;-) che ha visto schiudersi il mondo creativo nascosto dietro il gesto di una schiumarola…
      Credo che la cucina sia una parte importante dell’amore e della conquista, è sempre stato così. Ne sono vittima io stessa: il mio uomo-chef si produsse in una cena di pescato e fu perfetto; al mio arrivo niente era fuori posto.. Qualche giorno dopo preparò le orecchiette: una tavola di piccole e perfette rotondità che mi rapirono fino al fatidico sì…
      Poi fu il niente… ma sapere che, da qualche parte c’è il guizzo del creativo ai fornelli, mi piace e mi fa ben sperare, anche.

    • teresita | 24 maggio 2010 alle 12:54

      Non ho mai e dico mai incontrato / frequentato / amato nella mia non breve esistenza, un uomo che sapesse cucinare …. Purtroppo . E non parlo di cucina da chef ma di quel minimo indispensabile alla sopravvivenza !! Ma sarà sfiga ? Adoro cucinare ma adoro molto più mangiare e un uomo che cucina per te prelibatezze è il mio vero e UNICO sogno erotico .(per il noto e ormai stra – abusato legame sesso- cibo ) Ecco l’ho detto.

    • manuelita | 24 maggio 2010 alle 13:08

      Bergamo
      ore 23,30
      casa sua (della madre per la precisione)
      ci conoscevamo da una settimana
      “hai fame? vuoi mangiare qualcosa?”
      “No, dai, è tardi”
      “su non abbiamo cenato, ti preparo le seppie con i piselli?”
      “seppie con i piselli? mangiamo alle 3 di notte? Chi a voglia a quest’ora di mettersi a pulire il pesce?”
      Sguardo di chi non sta capendo (in realtà ero io che non avevo capito)
      Apertura del freezer, prelievo di una busta: 4 salti in padella!
      ” Senti, la verità è che a me non piacciono i piselli”

    • giovanna | 24 maggio 2010 alle 13:35

      mio marito in pensione, io no. lui si è impossessato della mia cucina e io mi sento espropriata dalla casa. l’unico lavoro divertente della casalinga lo fa lui, ora. piatti elaborati, pomodorosi, cucina mai in ordine, nel lavello ancora un pezzo del piatto di ieri, un bicchiere, e io faccio amici su FB

    • anna | 24 maggio 2010 alle 13:46

      A.A.A. cercasi uomo chef, anche alle prime armi, in grado di cucinare un pasto completo decente.
      Vitto( il suo) e alloggio gratuiti. Eterna gratitudine.

    • silviapalombi | 24 maggio 2010 alle 14:00

      abbiamo sbagliato una volta sola, la prima, quando lui ha cucinato (o comprato) quattro scampi solo per noi due e prima e dopo eravamoi a letto insieme. potevamo dirgli che erano buoni invece di scodinzolare garrule e trasognate. lui ci ha creduto e ogni volta si aspetta quella reazione lì. sono un po’ schematici, loro :)

    • magda | 24 maggio 2010 alle 14:48

      esatto. nn aggiungo altro è proprio così.

    • nicosdc | 24 maggio 2010 alle 15:39

      Io so solo che nella mia famiglia venivo chiamata Babette, e quando c’erano le feste comandate io regnavo sovrana in cucina, contornata da solerti nipoti che mi aiutavano, pulivano, rassettavano, e soprattutto si rideva a crepapelle. A quel tempo ero convinta di essere estremamente spiritosa, avevo un Parterre De Roi di tutto rispetto.
      Poi i nipoti son cresciuti e si son persino sposati e io son stata letteralmente detronizzata dal marito napoletano della nipote più grande.
      Finiti i sughetti freschi coi pomodorini crudi, finite le insalate estive di lenticchiette, i risi con melanzane e gamberi, finita la cucina allegra, veloce, leggera e spiritosa.
      Con lui i sughi cuociono per ore e navigano nell’olio. A Natale il panettone è l’ultimo della fila, prima c’è la pastiera napoletana, gli struffoli, i babà…
      Ma soprattutto ci son sempre centinaia di avanzi nel frigorifero che non vengono finiti e che lasciano ad ammuffire fino al loro ritorno, magari due mesi dopo.
      E io ci son rimasta male, ma nessuno se n’è accorto.

    • fiorins | 24 maggio 2010 alle 15:48

      l’uomo chef dove chef è l’abbrevio di “chefaticafacciodopo”… e oltretutto cucinano nella convinzione che galleggiar nell’olio sia come camminare sulle acque, e se non mugoli per almeno venti minuti mentre mangi se la prendono anche di più di quando….. BIP!

    • nicosdc | 24 maggio 2010 alle 18:52

      chi sono i ROSSI?
      chi sono i BLU?

    • giovannanuvoletti | 24 maggio 2010 alle 19:19

      i viola sono quelli che si sono registrati. Una operazione lunga e dolorosa, al termine della quale ai perso la pazienza e buona parte della tua privacy

    • giovannanuvoletti | 24 maggio 2010 alle 19:19

      altro strafalcione: hai HAI perso…

    • nicosdc | 24 maggio 2010 alle 23:13

      i viola sono i blu, io sono blu, quindi anche viola. Quindi senza più privacy e ormai totalmente in balia del web. Ma io gli ho raccontato un po’ di palle al web.

    • elisabetta | 24 maggio 2010 alle 23:36

      Se cucini tu non sporchi? Ma mettiti a tavola e goditi il capolavoro, va là? Rassettare, rassetti lo stesso…

    • francesca sartini | 25 maggio 2010 alle 10:52

      ah!ah!ah!aah! l’uomo chef esiste eccome! e sporca pure, tranne uno o due (citati dalla nuvoletti), erano tutti maledettamente pericolosi se contrastati! bravo il primo figlio della nuvoletti, anche se per colpa della sua creme de volaille ho perso un molare per il troppo burro…, molto civile il secondo. ora, dopo molto peggio, ho incontrato un uomo discreto, cucina come uno chef ma non vuole farsi notare, non sgomita in cucina, ma è solerte se ne hai bisogno, raccoglie nei campi le erbe e le verdure, pesca il pesce che mi cucina, sembra sapere tante cose che non ostenta (non come me), è un ottimo giardiniere, pittore, e forse anche muratore e meccanico ed è tenero e sensibile con me e con gli ingredienti. ancora non pulisce ma non sporca… non so se guarda le telenovelas, ma mi sembra mooolto maschile nei passatempi, pesca con la mosca e se le fa lui, studia le erbe selvatiche come un botanico e gli insetti come un’entomologo, e fa tai-chi. appartiene forse ad una nuova razza derivata dall’ibridazione? o è finalmente l’uomo selvaggio della pinkola e pure illuminato da “la luz de los ovarios”?

    • celexis | 25 maggio 2010 alle 11:07

      da uomo dico: cacciateli via, non glielo permettete, sono un dramma, una iattura, una tragedia greca

      ho condiviso la cucina con donne e uomini, tra le donne diciamo due su dieci mi facevano sclerare, della serie dopo di loro il diluvio (ore e ore per risistemare) – sugli uomini 10 su 10, non c’è verso: il problema non è l’uso della padella in luogo della pentola etc etc……..il problema è che a loro servono 27 metri quadri di tavolo da lavoro per fare le cose, 32 pentole, 17 mestoli e così via dicendo… e non esiste che poi siano in grado di rimettere le cose a posto come le avevano trovate: ecco, quando penso al caos primigenio, dal quale pare si sia generato il big bang, ecco, quello è l’uomo in cucina.

      parliamo poi della ricerca della gratificazione massima? ma vogliamo scherzare?? noi vogliamo essere adorati! se già quando sei bimbo e la fai nel pannolino (e per fortuna quella è un’attività bipartizan) la mamma ti fa così tante feste… vuoi che se riusciamo a produrre qualcosa che supera (di poco) la soglia del mangiabile non ci aspettiamo di essere portati in cielo? eh? eh? eh? (ok fatelo, ma definitivamente, in cielo, in modo da non tornare più!)

      terapia e posologia per uscire dall’impasse (ovviamente funziona sui figli solo nelle generazioni successive, su mariti e compagni c’è quel che c’è!): mandare via (il più lontano possibile da sé) figli maschi (ma pure le femmine) coi cordoni della borsa stretti, strettissimi (senno’ vanno al ristorante). Anziché ogni volta che scendono per il weekend rimpinzarli di manicaretti e quant’altro, far coincidere il loro rientro col …minestrone, meglio ancora se parco e sobrio. Assolutamente non fare come si fa al sud, che quando riparte il figliol prodigo (ma prodigo de che?) riparte con valigia piena di barattoli, sughetti, macaroni’s etc etc: sostituire il tutto con libri di ricette della nonna (che son facili e fanno sporcare meno piatti e stoviglie da lavare). In questo modo, visto che per voi non ci sono più speranze, almeno le compagne dei vostri figli ringrazieranno quella santa donna della suegra (escassadora e non).

      F.to lavapiatti anonimo disperato

    • franchetta | 25 maggio 2010 alle 13:13

      Mio nonno lavorava nelle cucine del Waldorf Astoria a N.Y.
      Mio papà, suo figlio, cucinava da dio, le sue patate al forno erano da ululare.
      Mai stati conflitti con le rispettive coniugi che erano altrettanto brave cuoche.
      A me piace un sacco cucinare, mio marito se la cava, ma lascia a me il mestolo. Non mi aiuta quasi mai, tranne quando faccio il pane, visto che i suoi avevano una panetteria mi dà consulenza sulla cottura. Mio figlio vuole imparare ed io gli do lezioncine di piatti semplici che poi realizza con i suoi amici. Insomma una roba tranquilla, senza stress.

    • Elisabetta Ladelli | 26 maggio 2010 alle 09:23

      guarda… se mai dovessi sobbarcarmi un secondo macigno, ops, marito, non dico chef eh…. ma almeno qualcuno che abbia nel suo immaginario culinario una paio di cose in più oltre gli spaghetti al pomodoro e bistecca, qualcuno che non creda che risotto ai funghi e pollo in fricassea siano solo l’antipasto alla P.a.P e B. … insomma… cercasi uomo con un p’ò di kitchen fantasy e anche se esagera va bene lo stesso.
      Ecco… ti appoggio in una cosa…. NIENTE AIUTI …. mi piacciono le sorprese

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