Non chiedetemi di smettere
Scritto da Valentina Crepax in io, strettamente personale | PermalinkIo non resisto, non posso farne a meno. Non chiedetemi di smettere. Ogni mattina assaporo l’infinito piacere di quell’odore un po’ sporco, di quella consistenza sdrucciolevole su cui le dita scivolano insieme agli occhi che a tratti scorrono, si fissano, si impuntano e si incazzano anche. Insieme ai pensieri che viaggiano in senso opposto a caccia di già detto, già sentito, già visto e alla fantasia che elabora soluzioni future per attimi senza delusione. Spesso i nervi si tendono, la schiena si irrigidisce e la testa ha uno scatto all’indietro accompagnato da una smorfia di disgusto. Devo alzarmi in piedi. A volte una curiosità un po’ morbosa mi spinge a frugare con malcelata riluttanza tra pieghe nascoste. Altre volte tutto il corpo si rilassa nell’intrattenimento che appassiona, si crogiola nel piacere che soddisfa una perpetua smodata golosità di toccare con le mani, di seguire il percorso con le dita, magari dopo avergli dato una leccatina. Alle dita.
Non chiedetemi di smettere io i giornali li leggo di carta.











































poetica
Meravigliosamente autentica…
i giornali di carta bisbigliano: facci caso!
a me piace quando mi restano sulle dite le macchie d’inchiostro, quando mi taglio con la carta, quando posso strappare un articolo e tenerlo da parte perché è così bello che lo devo rileggere e rileggere (e cara valentina con i tuoi mi capita spesso).
la carta, a differenza del freddo e impermeabile vetro del monitor, è un materiale naturale che respira, per questo le parole scritte fluiscono e arrivano meglio a destinazione…
Non posso che essere d’accordo!!! L’emozione che ti da il cartaceo è tutta un’altra cosa!!!!
Leggere non è solo posare gli occhi su dei caratteri, è un coinvolgimento dei sensi, un rito!!!
Il giornale di carta è carnale, vivo.
E’ adolescente quando lo compri, anche se a volte, se era uno dei primi o ultimi del pacco, è un pò stropicciato come la guancia dei figli che hanno dormito su una federa abbondante.
A metà giornata è nella piena maturità, la carta è un pò più morbida e cedevole.
A sera si avvia sul viale del tramonto, nel cestino dei giornali o già nel sacco della differenziata, salvo conservazione per futuro utilizzo pulizia vetri (che fatica!).
Il giornale letto al Bar ha invece una sua torbida dimensione di “piacere condiviso, non esclusivo”, come baciare con una ragazza che sai benissimo essere assai esuberante e generosa, e un pò ti piace proprio per quello, perchè ti fa sentire uno dei tanti.
Oronzo, sei un poeta!
il piacere di leggerlo e l’utilizzo dopo in mille modi casalinghi. in un vecchio film con Doris Day ci avvolgevano anche un bebè nato in taxy all’improvviso. Santo giornale
Ma Oronzo è una vera rivelazione!!!