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Testata
8.6.2012

Mi mancano due ore!

Scritto da in casalinghe, donne, io, uomini&donne | Permalink

Io la mattina metto due sveglie. Una alle otto e trenta e una alle otto e trentadue. Ma alle otto in punto mio marito mi sveglia per dirmi: “è presto dormi ancora un po’, ti metto il caffè sul comodino” e esce. Ubbidisco. Mi alzo prima che suonino le sveglie così mentre mi lavo i denti devo correre in camera a spegnerle. Bevo un caffè (caldo stavolta) e ingollo qualche pastiglia obbligatoria e fumo una sigaretta annusando i miei fiori. Chiamo la Eu col cellulare e lei mi richiama sul fisso perché è salutista. Poi mi volto di scatto e vedo infinite pile di libri ovunque, fogli, bollette, lettere inevase, giornali vecchi: disordine. Chiudo gli occhi e svolgo alcune attività che di giorno in giorno possono variare solo di poco: scrivo qualche cazzata, vuoto la lavatrice, carico sulla bici la roba da portare in tintoria (io le camicie non le stiro, oh), pedalo, faccio due passi con mia madre, porto due buste alla posta, faccio qualche firma falsa in banca, non piscio il cane perché non ce l’ho, faccio la spesa, carico la spesa sulla bici, scarico la spesa dalla bici, fingo di riordinare, do una pulitina alla salle de bain, vuoto la lavapiatti riempio la lavapiatti. Telefono a mio marito per ricordargli di chiamare, il medico, suo fratello, il meccanico, il commercialista, ma lui mi risponde “non ho tempo” e riattacca. Telefono io cercando di imitare la sua voce meglio che posso. Ascolto Mentana leggendo i giornali e ingollando del cibo dietetico (uovo sodo, GoJuvo, bresaola, pollo lesso vecchio, yogurt scaduto… a scelta). Scrivo un’oretta. Gioco le bambe, stiro, pulisco l’armadio delle scarpe, aggiusto le faccette dei cassetti della cucina. Scrivo ancora. Raccolgo cravatte abbandonate. Schiaccio i tasti della lavatrice. Preparo la cena facendo la doccia e aspetto. Quando Lilli Gruber ha smesso di spandere arrogantemente il suo fascino plastificato ceno. Attacco qualche bottone, tricotto, cucio un orlo e dico: “vado a letto presto”, ma è già l’una. Leggo dieci minuti, ma sono già le due.


COMMENTI: 18, lascia il tuo!   |   Permalink   
    Commenti dell'articolo (18)
    • Valentina Crepax | 8 giugno 2012 alle 10:10

      Ho dimenticato vere e proprie corse dalla cucina al computer per spararne qualcuna su feisbuc, ma ho dimenticato anche… spostare la macchina parcheggiata male, rismistare la posta che il custode smazza male, differenziare la spazza, raccogliere le briciole, cercare gli occhiali, fare “psct” ai piccioni che scagazzano sui fiori, potare…..

    • Maria Mafero | 8 giugno 2012 alle 10:31

      lo sa che gojuvo mi dà una forte emozione: deve essere il suono delle parole…

    • Valentina Crepax | 8 giugno 2012 alle 10:38

      Lo provi Maria Mafero, non so perché ma sono sicura che fa anche al caso suo!

    • lia | 8 giugno 2012 alle 10:51

      è presto, dormi ancora un pò, me lo dice mia mamma tutte le mattine..Riguardo il caffè sul comodino, non ho mai avuto un uomo che me lo portava.. Quando ero con il mio lui, ero io che servivo lui, mai il contrario..

    • Nico | 8 giugno 2012 alle 12:23

      Ma santoiddio, eliminala ‘sta sveglia!
      Odio le sveglie, le odio talmente tanto, fin dalle prime classi elementari, che piuttosto che farle suonare mi sveglio io da sola mezz’ora prima e allora m’incazzo perchè avrei potuto dormire mezz’ora in più!
      Adesso poi le odio ancora di più, da quando l’inquilino del piano di sopra (che per di più non paga l’affitto da due anni) mette la sveglia alle 5.45, con una suoneria che dio la stramaledica e lui la lascia suonare almeno due minuti prima di darsi una mossa a spegnerla. Ma non è finita, alle 6 risuona, e tu presumi che sia ormai ben sveglio e la spenga subito: nossignori, e via che la canzoncina continua. Dopo mio urlo dal piano di sotto (“e spegni ‘sta sveglia, perdirindindina!”), dici “oh, finalmente si dorme”. Macchè, c’è il 3° round delle 6,15. A quel punto Rosa e Olindo si infilano del mio subconscio e io li prenderei volentieri ad esempio se non temessi di imbrattare il mio lindo appartamento di sotto con inestetiche colate rosse. Comunque, a quel punto il sonno è andato, io sono imbufalita, e sogno di trasferire la mia casa direttamente in mezzo al giardino: se c’è riuscita la madonna a Fatima, perchè non dovrei riuscirci anch’io?

    • Nico | 8 giugno 2012 alle 12:24

      P.S. Scusate, ho scritto un po’ troppo.

    • Valentina Crepax | 8 giugno 2012 alle 12:33

      hai fatto bene, sono io il tuo inquilino di sopra, che per placare i sensi di colpa metto due sveglie… ma perché? no, dallo spicoanalista non ci vado!

    • Vittoria | 8 giugno 2012 alle 12:46

      raccontata così sembri un’iper-attiva:-)

    • Vittoria | 8 giugno 2012 alle 12:48

      Telefono io cercando di imitare la sua voce meglio che posso. …ma ci riesci?

    • ROSSANA CITELLI | 8 giugno 2012 alle 12:51

      Non c’è mai pace tra gli ulivi femminili..!!

    • eau de fran | 8 giugno 2012 alle 12:55

      crepax, quando ti decidi a scrivere un libro stile brunella gasperini, anzi stile crepax..insomma, ci siamo capite?

    • Stefano Fratini | 8 giugno 2012 alle 13:15

      io comincio prima. La prima sveglia è alle 6,45. La seconda, per quando ho tempo, alle 6,55. E non ho la lavastoviglie

    • Nico | 8 giugno 2012 alle 13:17

      Ha ragione la Eu; sarebbe anche ora che aggiungessi a quelle 4 cosine che fai al giorno la stesura di un secondo libro. Io son ferma a quello sugli uomini. Vorrei un “breviario” simile anche sulle donne. E smettila di stare sempre su fb che perdi tempo e basta…ihihihihih!!! (Guai a te)
      A proposito, la madonna si era trasferita a Loreto, non a Fatima!

    • Petunia | 8 giugno 2012 alle 18:15

      Quando mi dicono “ah che fortuna che hai, TU che non lavori!!!!” penso che la mia (e la sua) fortuna sia che non possiedo un’arma. :-)

    • casalingarurale | 8 giugno 2012 alle 23:39

      Io non uso la sveglia, qui in campagna ci sveglia l’armonioso canto del gallo o l’insistente abbaiare del cane: tutta salute. Quanto al caffè, è compito del sant’uomo che mi dorme accanto prepararlo e urlare dal piano di sotto che è pronto. A quello che fai tu aggiungo solo il su e giù per le scale. Diciamola tutta, noi vecchie ciabatte usiamo gli effetti speciali, come potremmo altrimenti riuscire anche a cazzeggiare su FB?

    • lemon | 9 giugno 2012 alle 01:09

      Io lavoro (nel senso che lo faccio per altri e sencondo i loro orari e non per la mia famiglia). A me a volte alla sera mancano 5 ore alla sveglia, ma ho ancora qualcosa da fare. e in un attimo ne mancano 4. E ogni volta al risveglio mi maledico. Ma ogni mattina non posso fare altro che andare a dedicarmi a cose che odio. Quando ho letto la tua giornata ho provato della invidia senza limiti! Prima o poi ce la farò!

    • valentina | 9 giugno 2012 alle 09:06

      anch’io ho lavorato per altri(anche un bel po’ antipatici/che) tutto il giorno. Anche adesso lavoro per altri (simpaticissimi) con i tempi adatti a una sessantenne, ma sono dovuta arrivare a questa bella età perché il lavoro mi desse gioia e soddisfazioni… e non soltanto per una questione di tempi. Anch’io a volte mi invidio, cioè: adesso sono felice così anche se faccio i capricci. Proprio perché posso fare i capricci.

    • riccarda | 9 giugno 2012 alle 11:05

      D’accordo con la Eu, tu devi scrivere il libro, i libri, devi farlo per le tue amiche, e per regalare un po’ di lettura divertente, ma ben scritta, con quel che di possibilità di immedesimazione che non guasta…Hai fatto i tipi maschili, e fare quelli femminili? dai facci questo regalo :-)

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