Noi non ci facciamo mai i fatti nostri
Scritto da Valentina Crepax in Mlano, persone, Uomini | PermalinkIo abito a Milano e sto al primo piano per tre ragioni. Primo perché soffro di vertigini per gli altri. Cioè se vedo un altro, adulto, bambino o animale che sia, che guarda giù da un’altezza che supera i sei metri svengo. Ma basta anche meno, anche una sola manona, manina o zampetta appoggiata a una ringhiera mi fa gelare il sangue nelle vene. Secondo perché sono molto più napoletana della metà che mi spetta di diritto e mi piace stare sulla strada. Terzo perché adoro farmi i fatti degli altri. Così non solo mi affaccio in continuazione, ma anche mi acquatto, mi nascondo, cerco di mimetizzarmi dietro un bambù e spio. L’anno scorso ho seguito con passione la passione della signora del sesto piano per un motard che, chiappe in mano, la stranfugnva di baci contro il palo che regge il cartello della simil pista ciclabile.
Sono fortunata perché sotto le mie finestre il marciapiede si allarga e c’è un angolo con un muretto e un albero che offrono riparo e intimità ai baciatori e ai telefonatori seriali. Ho beccato un traditore che dopo ore di languidi sussurramenti si è schiarito la voce per mentire: “Appena torno a Milano ti telefono”! Oggi mi sono fatta i fatti di un uomo coraggioso, finalmente “Sì mamma lo so che è il mio compleanno… oh mamma hai la testa dura ti ho detto che è meglio di no. Sì mamma i bambini sono sensibili, sì ti sono affezionati, lo so. No mamma ai bambini non importa, ti vedranno un’altra volta. Mamma compio cinquant’anni che candeline e candeline. Ti dico che è meglio se non vieni, la vuoi capire o no? Sì sarà una festa in famiglia e tu fai parte della famiglia, ma questa volta ti chiedo per favore di non venire”. L’uomo coraggioso cammina furiosamente avanti e indietro, poi si blocca, stacca il telefono dall’orecchio e lo shakera come un bitter Campari, alla fine prende il coraggio a due mani e conclude urlando paonazzo: “Come te lo devo dire mamma? Sto cercando di salvare il mio matrimonio e lei che, giustamente, non ti ha mai sopportato non ti vuole tra i piedi”. Clic.










































semplicemente stupendo…grazie Valex… una delle tue crt (ancora principiante ma posso migliorare)
è una delle cose che rimpiango di quando abitavo al primo piano, le chiacchere delle persone. con l’orecchio li seguivo fino a dove riuscivo, poi..chissà
beh la curiosità é sintomo di vitalità, acquattati origlia, carpisci , deduci e poi raccontaci, che ci fai divertire assai, mezza-napoletana (saranno 3/4?)
è, inzomma, non so come te lo devo dire, mamma….
Sono al primo piano ma dato che quelli degli altri appartamenti vengono poco e non ci sono,spio quelli che abitano di fronte a me..Divertente!!!!
Ho passato il pomeriggio a origliare i discorsi di due ragazze in spiaggia; quasi non andavo nemmeno a fare il bagno per non perdermi i particolari
Ahahaha..Sarà contenta la signora del sesto piano…ahahah
L’uomo coraggioso meritava un applauso da tutto il palazzo affacciato. Non è da tutti (gli uomini, maschi) parlare così alla madre..
anch’io soffro di vertigini per gli altri. E voglio la foto con autografo del signor coraggio.
Io al ristorante ci vado come al cinema. E lo spettacolo sono i vicini di tavolo di cui non perdo un discorso
Haahahahahahaahahah mitica!