Uff, come sono petulante!
Scritto da Valentina Crepax in buone maniere, cafoni, facebook | Permalink
Le buone maniere sono roba d’altri tempi. Sni. Sno. Non lo so. Sarà conformismo o sarà snobberia, ma secondo me si può dare una pedata al galateo solo se lo si conosce. A costo di sembrare una vecchia babbiona rompipalle, dichiaro che dagli anni Novanta lo sdoganamento della cafonaggine reso ufficiale dalla seconda repubblica, da una classe politica e dirigente arrogante e ignorante che ha influenzato, forse inconsapevolmente, anche chi non ne ha condiviso “l’ideologia”, dilaga. E non solo, arma chi la pratica di una spocchia tale da fargli credere che la buona educazione esuli da qualsiasi regola, sia un prodotto che dipende esclusivamente dal proprio discernimento, sia una questione di scelte personali. Non è vero.
Tutto nasce dal fatto che, in una futile conversazione feisbucchiana, ho sostenuto che gli auguri e le congratulazioni sono due cose diverse: gli auguri si fanno a chi sta affrontando una prova che necessita il supporto anche della fortuna (compleanno, polmonite, esame per la patente, visita a un anziano parente, giro sul calcinculo) una prova che può anche finire male. Le congratulazioni si fanno a chi ha già fatto il grande passo e si dà per scontato che sia un successo (prime/seconde/terze nozze, laurea, nuovo lavoro). Ecco perché facendo gli auguri a due che si sono appena sposati si lascia trapelare che ci sia la possibilità di un insuccesso. Lo stesso si fa quando nasce un bambino: ci si complimenta, gli auguri si fanno al primo raffreddore. Poi, se qualcuno, dall’alto della propria onniscienza, ritiene ipocrita non mettere in guardia due persone, anche nel giorno più bello della loro vita, o abbia la certezza che il neonato diventerà vittima di svariati fallimenti fatti suoi, ma non parli di buona educazione!
Aggiungo un’altra cosa da vera petulante: la buona educazione non si mette in pratica per ricevere l’approvazione del prossimo (cosa che ultimamente fa inorridire i nuovi cafoni più ancora di un insulto) ma per se stessi, per esercitare la propria sensibilità. Per decenza.










































sacrosanto!
“tutto ciò che avreste voluto sapere sull’educazione e non avete mai osato chiedere”.
Qualche si rimpiange Donna Letizia
“volta” è rimasto in questa male-educata tastiera
La buona educazione da utilizzare in ogni occasione, e non per ricevere l’approvazione degli altri ma che è indispensabile quando ci si relaziona con chiunque..
E adesso però voglio anche un blog sull’annosa questione “buon appetito”!
Cara Valex, hai talmente ragione che ti faccio le mie congratulazioni.
Essere maleducati come provocazione in un’epoca troppo formale è stata un po’ la sfida della nostra gioventù, ma si trasgrediva conoscendo le regole. Ora le regole chi le conosce? Non le conoscono i giovani genitori e tantomeno i loro figlioli.
Sono per la buona educazione e per i metodi intelligenti per imporla… questo, ad esempio.
https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/302485_10151112917980255_888296029_n.jpg
Potresti fare una bella chiacchierata anche su quelle personcine che , oltre alle buone maniere , hanno fatto saltare anche l’ italiano imparato alle elementari ??? Mi arrivano certi contratti da firmare che …… Maleducati , Ignoranti , Permalosi ….. Mmmmmmmm … Congratulazioni e Auguri !!
Sottoscrivo parola x parola……pero’ che squallore ragazzi!
Sono tremendamente d’accordo.
Proprio ieri sera, in un ristorante milanese, ho avuto modo di vedere delle gustose scenette…..
Va bene che si era all’aperto, con tanto di pergolato; va bene che l’aria rovente agostana dava adito ad una maggiore “disinvoltura” -parola che si apre a vari fraintendimenti-; va bene che forse alcuni avevano voglia di sentirsi in vacanza e di mollare un filo i freni inibitori;; va bene che il tavolo di cui sto parlando era composto da giovani (si perdona tutto ai giovani -?!?!?-)…….
Ma, mi vien da dire, va bene un corno.
Dopo vari “buon appetito” -che non si dice, ma che in confronto ad altri atteggiamenti è veniale- ho visto mettere in atto comportamenti truculenti e davanti ai quali non è possibile non avvilirsi.
Non sto a farne l’elencazione. Ne indico solo uno.
Una fanciulla apparentemente garbata si è “scolata” davanti alla “sciura”, titolare del locale -che nel frattempo stava servendo i piatti a tutti-, mezza bottiglia di acqua direttamente dalla bottiglia, senza farla “passare” dal bicchiere posto difronte a lei. Come se non fosse esistito. E come se, naturalmente, non fossero esistiti gli altri che le stavano seduti accanto e che avrebbero dovuto versare poi la rimanente acqua nei propri “calicetti”.
Forse era allergica al cristallo! O forse, “semplicemente”, priva della capacità di saper stare al mondo.
ovviamente è arrivato il momento di farti gli auguri, scegli tu a cosa si adattano meglio
E con gli auguri di Natale come la mettiamo? Servono a superare la cena della vigilia e il gran pranzo della festa?